Politica
24 Settembre 2011
Il dolore di Ferrara per la morte di Mauro Cavallini invade il web

Ciao, compagno

di Marco Zavagli | 2 min

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Solo una volta ho visto gli occhi lucidi sul viso di Mauro Cavallini. Era il 31 marzo del 2007. Il segretario uscente dei Ds aveva chiuso l’ultimo congresso provinciale lanciando la volata al primo congresso del Partito democratico.

Cavallini aveva appena finito di parlare dal palco del centro Il Quadrifoglio della sua Pontelagoscuro (la sua Pontelagoscuro che ieri esibiva la bandiera del lutto al mercato settimanale di piazza Buozzi). Aveva appena lasciato una parte della sua storia politica, sociale e personale con una metafore di Eduardo Galeano: “L’utopia è come una bella donna che si vede in lontananza. Faccio due passi verso di lei, lei si allontana di due passi. Allora io mi avvicino di tre passi, ma lei si allontana ancora. Ma allora a cosa serve l’utopia? A camminare”.

Solo quella volta ho visto i suoi occhi lucidi. Nemmeno nei giorni della malattia e in quelli successivi all’operazione a Mauro Cavallini è mai mancato il sorriso. Anche sul letto dell’ospedale preferì parlarmi di politica e stemperare la tensione con qualche motto di spirito.

Nemmeno allora sembrava preoccupato. Nemmeno allora i suoi occhi erano lucidi. Oggi di lucidi ci sono invece gli occhi delle decine e decine di persone che affollano di messaggi di dolore i link che riportano la notizia della sua scomparsa. Sarebbe impossibile citarli tutti.

Bastino alcuni apparsi su Estense.com, dopo la notizia della scomparsa. Molti nomi ma parole identiche, che descrivono “una brava persona, un lavoratore prestato alla politica, non un professionista della politica”, “un uomo corretto ed altruista e un politico inarrivista e lungimirante”; “un uomo di grande spessore morale”.

Anche dalla sua bacheca Facebook piovono stupore e smarrimento. “Un altro Cavallini entra nella storia del paese di Pontelagoscuro. 1968: Giovanni Cavallini, monsignore – scrive la Pro Loco Pontelagoscuro -. Oggi, Mauro Cavallini, comunista. Peppone e don Camillo in sintesi. Sintesi concreta nella storia di oggi: Mauro Cavallini ultimo segretario degli eredi del comunismo che si incontrano uniti, oggi, agli eredi dei democristiani di un tempo. La storia di Pontelagoscuro si arricchisce, troppo presto, con la tua”

‎”Con la forza di un pugno chiuso e di un sorriso” diceva una canzone di quando eravamo ragazzi – posta Dario Franceschini -. Quelle parole sembrano scritte per te, Mauro, amico mio, forte, orgoglioso e leale”.

“Nella mia memoria – commenta Fiorenzo Baratelli – conserverò la tua gentilezza, la tua ironia, la tua passione politica vissuta con pudore in un tempo di esibizioni fasulle e stucchevoli”.

E infine un lungo elenco di chi lascia solo due parole che, nel suo caso, dicono tutto: “ciao, compagno”.

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