Politica
8 Settembre 2011
Cisl: ha aderito solo il 7%. E Baiamonte striglia i sindaci Pd

Guerra di cifre tra sindacati

di Marco Zavagli | 3 min

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La guerra tra sindacati si sposta dai titoli di giornali ai numeri. E se secondo la Camera del lavoro lo sciopero del 6 settembre è stato un successo, la Cisl di Ferrara parla di dati minimali: adesione del 6,99% sulla base dei dati pervenuti alle ore 17 di martedì. I numeri arrivano dal Dipartimento della funzione pubblica, che riceve dalle singole amministrazioni i dati sulla partecipazione effettiva dei loro dipendenti agli scioperi.

E per quanto riguarda Ferrara, “l’adesione dei lavoratori del pubblico impiego allo sciopero generale indetto dalla Cgil, Usb e altre organizzazioni sindacali è stata del 6,99% – rimarca il segretario generale della Cisl estense Paolo Baiamonte -. Anche se ancora parziale, il dato è comunque significativo poiché riferito al 33,54% dell’intero campione di riferimento. Come di consueto queste percentuali sono state calcolate sul personale assegnato, escluso – ove comunicato – quello assente per motivi diversi dallo sciopero (ferie, malattia, ecc.)”.

Sul dato pesa in modo significativo il settore della Scuola che presenta un’adesione del 3,42% relativo al 56,45% del campione di riferimento. “Nell’ultimo sciopero generale indetto lo scorso 6 maggio dalla Cgil – aggiunge Baiamonte – il dato riferito alla stessa ora presentava un’adesione del 13,28%: quasi il doppio di quello odierno”.

Forte di questi numeri il segretario prende carta e penna e scrive una lettera agli amministratori locali, dicendosi “sbigottito e deluso” per la scelta di “molti sindaci e amministratori locali di aderire agli scioperi e alle manifestazioni della sola Cgil contro la manovra correttiva del Governo”.

Baiamonte solleva un problema di rappresentanza (“votati dalla maggioranza dei cittadini e rappresentanti di tutti i ferraresi”) e di opportunità (“in questo difficile momento del Paese, invece di cercare con responsabilità la massima coesione sociale, come è tornato a chiedere il Presidente Napolitano, alimentino le divisioni con la loro presenza alla manifestazione di una sola parte del movimento sindacale”). “In presenza di una manovra necessaria, ma ancora iniqua – spiega -, in un contesto di attacco speculativo da parte dei mercati, dobbiamo tutti insieme, con responsabilità, migliorare la manovra sul versante della credibilità e dell’equità. Tutti insieme dobbiamo fare la nostra parte”.

E su questo aspetto rivendica quella che lui chiama la “consapevolezza” della Cisl, “impegnata tutti i giorni con il confronto e la mobilitazione a seguire l’iter parlamentare e tutelare, nell’interesse generale, i lavoratori e i pensionati, anche se viene tacciata di tradimento dalla piazza, con buona pace di tutti. Al contrario, invece, non è nostro costume offendere con la solita aria di superiorità di chi ritiene di detenere il verbo, gli altri. Con molta umiltà, ma con fierezza, siamo assolutamente convinti di difendere, con altri metodi che magari non costino ai lavoratori già tartassati, allo stesso modo il lavoro e le pensioni e riteniamo che sbaglino bersaglio coloro che ci offendono dicendo il contrario”.

Detto, anzi scritto, questo Baiamonte vorrebbe vedere “protagonisti i nostri amministratori piuttosto che accodarsi alle proteste altrui. Non mi piace vederli imboccare la scorciatoia demagogica di lavarsi la coscienza con la via facile della piazza, anche per l’assenza di idee. Ben altri erano i ragionamenti quando giravano per la provincia chiedendo il sostegno elettorale”.

Il riferimento ovviamente è ai sindaci del Pd, che nel loro documento letto dal palco di piazza Trento e Trieste hanno fatto proprie le parole di Bersani affermando che è giusto stare in tutte le situazioni in cui c’è protesta. Il segretario chiedo quindi “perché non hanno espresso il loro sostegno al presidio organizzato da Cisl e Uil lunedì scorso davanti alla prefettura per chiedere al governo di modificare la manovra correttiva”. In Ercole I d’Este c’erano Calvano e Bratti, ma non basta come ‘scusante’ secondo Baiamonte: “già so che due o tre diranno che si loro c’erano e gli altri che avevano altri impegni precedentemente presi. Dobbiamo dare ragione al Sindaco di Firenze, Renzi, quando dice che in passato si diceva che il sindacato era la cinghia di trasmissione del partito. Non vorrei che qualcuno riconsiderasse questo rapporto rovesciato?”.

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