Economia e Lavoro
30 Agosto 2011
Chessa (Fim): “Si protegge la casta e si fa macelleria sociale dei lavoratori”

Manovra, anche le tute blu della Cisl in piazza

di Marco Zavagli | 2 min

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La Fim Cisl di Ferrara proclama quattro ore di sciopero della categoria per venerdì 2 settembre, alla fine di ogni turno di lavoro, contro la manovra del governo. I metalmeccanici della Cisl, inoltre, aderiranno “a ogni iniziativa unitaria di sciopero proclamata dalle Rsu – afferma una nota della segreteria -, che sia finalizzata a far recedere questa porcheria governativa che tutela i privilegi di corporazioni e benestanti, scaricando i costi sui lavoratori”.

Una decisione che arriva dopo le novità uscite dal summit di Arcore. Solo dopo aver appreso i fondamenti della finanziaria correttiva, infatti, la Fim Cisl di Ferrara si è decisa verso questo passo. “C’era da parte nostra – spiega il segretario Walter Chessa – non dico una disponibilità, ma una responsabilità di capire prima i contenuti e poi eventuale dimostrare la nostra contrarietà”. Ora i contenuti sono noti e anche la contrarietà. Eccome. “Siamo di fronte a una manovra ignobile – attacca Chessa -, che vede come situazioni paradigmatiche quelle di chi ha servito la patria o di chi ha speso fior di quattrini e di fatica per scolarizzarsi che ora non potranno riscattare il periodo di leva di 12 o 15 mesi da una parte e gli anni di studio universitari dall’altra”.

Gli anni trascorsi come servizio militare o come studente in corso non saranno infatti riscattabili ai fini pensionistici per il conteggio dei 40 anni di retribuzione. “È una porcheria abissale – rincara la dose Chessa -, sia a livello etico che nel merito”.

A livello etico “perché più di una generazione che ha servito lo Stato e ha dovuto sbrigare pratiche e versare denaro per vedersi riconosciuto il servizio militare si ritrova senza nulla in mano e dovrà lavorare 12 o 15 mesi in più”. Nel merito “perché – spiega sempre il segretario Fim – siamo di fronte a uno Stato che preferisce mazziare i lavoratori dipendenti piuttosto che far pagare un contributo di solidarietà a chi guadagna più di 90mila euro l’anno”.

Di qui la decisione dello sciopero di venerdì, che non significa “dare ragione” alla Cgil: “trovo sbagliato fare uno sciopero preventivo – prosegue Chessa – e trovo invece opportuni tutti gli scioperi di merito; trovo infine insopportabile da parte del governo che si tutelino le caste a discapito dei lavoratori, dei quali si fa macelleria sociale”.

La Fim va oltre e fa sapere che “se le rsu decideranno di fare un volantino unitario per partecipare allo sciopero del 6 e alle iniziative che seguiranno, noi aderiremo”.

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