Economia e Lavoro
1 Luglio 2011
Da lunedì parte la sottoscrizione per gli azionisti. Il 5 agosto l’offerta al pubblico

Carife, un sorriso grande 150 milioni di euro

di Marco Zavagli | 3 min

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“Qualcuno aveva dei dubbi. Noi no”. Dopo la notizia, arrivata in corso Giovecca martedì scorso, dell’ok della Consob all’aumento di capitale da 150 milioni di euro della Cassa di Risparmio di Ferrara, per il presidente Sergio Lenzi è il momento della soddisfazione. “Una soddisfazione ovvia – puntualizza davanti ai giornalisti -, soprattutto perché la nostra struttura bancaria ci stava lavorando da almeno sette mesi. Il mio grazie va al direttore generale e a tutti i suoi collaboratori che si sono adoperati per ottenere questo risultato”.

E per descriverlo Lenzi usa una metafora presa dal mondo del ciclismo: “è un traguardo volante. Ma la nostra è una corsa a tappe e le braccia potremo alzarle solo davanti alla vera meta, il consolidamento dell’istituto”.

“Sia chiaro quindi – prosegue – che questo non è un punto di arrivo, ma di partenza. Che da lunedì si svilupperà in tempi e modi precisi”. L’operazione di aumento di capitale partirà infatti il 4 luglio: gli azionisti dell’Istituto avranno a disposizione 30 giorni per esercitare l’opzione e la prelazione sui titoli oggetto dell’operazione.

La chiusura di questa prima fase è prevista per il 2 agosto e i risultati dell’offerta relativamente ai diritti d’opzione verrà comunicata il 3 agosto. Successivamente partirà l’offerta al pubblico indistinto, prevista per il 5 agosto, salvo chiusura anticipata dell’offerta stessa e fino al 29 settembre.

L’operazione di aumento di capitale prevede un controvalore massimo di 150.220.329 euro, tramite l’emissione di 7.153.349 azioni ordinarie. Il prezzo di sottoscrizione di ogni singolo titolo è pari a 21 euro e le azioni oggetto dell’aumento di capitale saranno riservate in opzione, a partire dal 4 luglio, agli attuali azionisti nel rapporto di 7 nuove azioni ogni 34 possedute prima dell’aumento.

“Ora possiamo far partire il piano industriale 2011-2014 – anticipa il presidente -. Quest’operazione ci permetterà infatti di rispettare in anticipo i parametri richiesti da Basilea 3 (l’obiettivo dell’8% sarebbe superato una volta chiusa la sottoscrizione, ndr), che entreranno in vigore nel 2013 e di proiettarci verso tutti gli obiettivi strategici indicati nel piano stesso, con cui Carife confermerà la propria autonomia e vocazione di banca locale. Siamo ottimisti sull’esito dell’operazione in quanto in queste settimane abbiamo già ricevuto diverse manifestazioni d’interesse da parte dei soci della Cassa, di privati, aziende, istituzioni e investitori professionali”.

Sulla provenienza di queste manifestazioni di interesse nulla trapela. Salvo il fatto che “abbiamo avuto molti riscontri positivi da associazioni di categoria e piccoli azionisti – concede il dg Daniele Forin -; e ne siamo contenti, perché una banca locale deve servire i grandi come i piccoli clienti. Sarò orgoglioso se riusciremo ad avere un numero maggiore di soci”.

Di certo non farà parte di questa corsa alla firma la Fondazione, che ha già fatto sapere a suo tempo che non sottoscriverà altre azioni. Il suo 66,67% di quote passerà così al 55,32% una volta conclusa l’intera operazione. “Che rimane comunque l’azionista di maggioranza”, sottolinea Lenzi a scansare voci e timori di una eventuale “scalata”.

Per facilitare l’operazione di sottoscrizione da parte dei soci è già pronta una task force composta di una cinquantina di unità provenienti dalla direzione, che passerà per le maggiori filiali a fornire agli sportelli ogni indicazione utile.

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