Prosegue a colpi di pareri psichiatrici e psicologici il processo per violenza sessuale a carico di un uomo di 85 anni accusato di abusi verso la nipotina orfana. L’anziano alla scorsa udienza era stato considerato, dalla perizia dello psichiatra di Bologna Andrea Andreani, capace di stare in giudizio (vai all’articolo).
Secondo le indagini l’uomo, agricoltore e semianalfabeta, si sarebbe reso colpevole di violenza sessuale nei confronti di una bambina che all’epoca dei fatti aveva appena 8 anni. Con l’aggravante del rapporto di parentela che li legava. Lui infatti è il fratello del nonno di lei, morto tra l’altro qualche tempo prima.
I fatti si sarebbero verificati dal 2003 al 2007, in un paesino in provincia di Ferrara. La bimba – da qualche tempo diventata orfana – veniva lasciata ogni tanto allo zio nei momenti in cui la madre era al lavoro e non riusciva ad accudirla. A un certo punto la madre si accorge che qualcosa non va nella sua figlia, che da qualche tempo era diventata eccessivamente schiva e malinconica. Ricorrerà a una psicologa infantile e alla specialista racconterà di rapporti ai quali il parente l’avrebbe costretta. Da qui partirà la denuncia e, quindi, il processo.
Ieri, davanti al tribunale collegiale composto dal presidente Matellini con a latere Rizzieri e Attinà, è stata la volta della psicologa Elisabetta Manfredini, la dottoressa che ha avuto in cura la bambina, e di Daniela Cassanelli, psicologa e psicoterapeuta del Centro aiuti al bambino di Reggio Emilia. Le due professionisti hanno parlato in qualità di testimoni dell’accusa, sostenuta dal pm Filippo Di Benedetto.
Infine ha parlato anche la madre della piccola. Di quanto abbiano detto ai giudici non è dato sapere nulla. L’udienza era infatti rigorosamente a porte chiuse per tutelare la privacy della bambina coinvolta. Ma un briciolo di soddisfazione in mezzo a una vicenda tanto desolata trapela all’uscita dell’aula B dal volto dell’avvocato Beniamino Del Mercato, che assiste la madre, costituitasi parte civile.
La prossima udienza si terrà l’8 luglio, con i testi della difesa chiamati dall’avvocato Rizziero del foro di Rovigo. Si tratterebbe di alcuni parenti dell’imputato chiamati a testimoniare sul fatto che la bambina non sarebbe mai stata lasciata sola con l’anziano.
Il 14, invece, ci saranno in successione requisitoria del pm, arringhe di difesa e parte civile e quindi la sentenza.
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