Politica
23 Giugno 2011
Taddeo: “Speculazione fiscale a danno dei cittadini”. Calvano: “Un sacrifico per la scuola pubblica”

Stangata Rc Auto, il consiglio approva l’aumento

di Redazione | 4 min

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“In riferimento all’RC auto, si potrebbero rischiare aumenti scandalosi e sperequati”. Lo diceva appena un mese fa la parlamentare del Pd Silvia Velo in sede di commissione Trasporti alla Camera. La profezia si è avverata.

L’aumento dell’aliquota sulla Rc auto dal 12,5 al 16% è cosa fatta. A deciderlo è stato ieri mattina il consiglio provinciale, con 16 voti favorevoli e 8 contrari. Prima di tutto l’assessore Davide Nardini, che ha le deleghe riguardanti Bilancio, Lavori pubblici ed Edilizia scolastica, ha presentato la proposta messa a punto dalla Giunta. “Lo facciamo con un obiettivo preciso e ambizioso: realizzare un investimento in scuola e formazione dal valore di 11,5 milioni di euro”. In particolare “saranno messi in sicurezza gli edifici, dando in questo modo lavoro alle imprese del territorio”. Due degli 11 milioni andranno all’offerta formativa, in accordo con i dirigenti scolastici.

“I 29 plessi delle scuole superiori – ha spiegato ancora l’assessore – sono frequentati da circa 50mila persone ogni anno, noi dobbiamo metterli in sicurezza e questo è l’unico tributo su cui la Provincia può intervenire”. L’impegno, ribadito più volte, è a limitare a tre anni questo aumento, dopodiché basta.

Sono seguiti numerosi interventi ed un lungo dibattito. “Il problema delle strutture lo abbiamo da venti o trent’anni – ha detto il consigliere Luciano Tancini, Pdl –, non è una novità. Piuttosto, era necessaria la spesa per i Tutor, che la Provincia di Bologna ritiene non adeguati a garantire la sicurezza stradale?”.

Particolarmente acceso l’intervento del capogruppo Pdl Ugo Taddeo, secondo cui la motivazione addotta è “una foglia di fico politica per giustificare una speculazione fiscale a danno dei cittadini. Il federalismo – ha detto, rispondendo a Nardini che aveva ricordato come l’operazione sia consentita da un decreto del Governo – non prevede questo aumento, dà semplicemente facoltà alle province di operarlo”.

L’omologo dell’Italia dei valori ha denunciato invece un centrodestra che “prima taglia le gambe alle province, poi permette loro di aumentare l’aliquota. Anche come cittadino – ha proseguito Alessandro Rorato – non mi fa piacere un aumento delle tasse, però bisogna capire che è l’unico modo per realizzare questi lavori”.

Di “scelta impopolare” ha parlato anche il capogruppo di Rifondazione comunista Stefano Calderoni, il quale ritiene però che “a volte decisioni del genere vanno prese, purché abbiano finalità chiare, in questo caso migliorare la qualità delle strutture. Sono anche disposto a spendere 15 euro l’anno in più, perché è di questo che stiamo parlando – ha proseguito –, se i soldi servono a rendere più sicuro il posto in cui i nostri figli passano otto ore al giorno”. E “chissenefrega se per il proprietario di un Suv con una polizza da 3.000 euro l’aumento sarà maggiore”. Ci sono state anche una rivendicazione (“siamo l’unica Provincia che aumentando l’aliquota ha indicato una ad una le voci per cui spenderà il maggiore gettito”) ed un’esortazione: “Attenzione a che le compagnie non ci speculino, con aumenti del 10%”.

“Appena la Provincia ha potuto farlo ha aumentato una tassa – ha contestato il capogruppo leghista Fabio Bergamini –, e anche se la destinazione è lodevole, in un momento di crisi si tratta di una scelta eccessiva”. La convinzione è inoltre che “fra tre anni non si tornerà certo indietro”.

Anche il capogruppo di Per noi Davide Verri, come Taddeo, ha alzato la voce: “La scuola è un pretesto, la relazione tecnica in merito di Benasciutti – dirigente del settore Pubblica istruzione – è arrivata dopo che la decisione era già stata presa. Sappiamo che le scuole non sono a norma – ha riconosciuto –, ma perché non si è intervenuti quando i soldi c’erano? Allora si spese in altro, e gli istituti furono abbandonati: oggi si fa cassa nel modo più facile. L’auto non è un bene di lusso – ha proseguito –, questa è un’imposta che colpisce le famiglie, un’imposta antisociale”.

Il capogruppo ha anche voluto richiamare giunta e maggioranza sull’entità dell’aumento: “Il gettito attuale è di 12 milioni, un aumento del 3,5% significa 3 milioni 125mila euro in più, ossia un aumento di oltre il 25%. Non è la tassettina di cui parla Calderoni”.

Paolo Calvano, segretario provinciale del Pd, ha ricordato le scelte analoghe di molte province del nord e del sud, amministrate da giunte di colore diverso: “Alessandria, Cremona, Bologna, Chieti, L’Aquila, Pescara e Benevento hanno portato l’aliquota dal 3,5 al 16%, non stiamo parlando di un problema ferrarese. Nessuno ci obbliga a farlo, ma noi abbiamo compiuto una scelta: la scuola è un bene pubblico per il quale bisogna realizzare degli interventi, anche con il sacrificio della comunità”.

Nella replica, Nardini ha ribadito la durata triennale dell’aumento (“il primo gennaio 2014 cesserà”) e ricordato un recente episodio che rende chiara la necessità di intervenire: “Al Navarra una sigaretta gettata in un cestino ha generato qualche fiamma, i Vigili del Fuoco sono intervenuti ed il loro comandante ci ha segnalato che l’impianto antincendio non è a norma. Noi abbiamo risposto di non avere le risorse, e lui ha fatto presente la cosa al Procuratore, il quale ci ha detto: o intervenite o vi denunciamo, dei soldi non ci interessa”.

Assenti per il Pd Mori e Guglielmini, Fabbri per la Lega, Carli, Di Martino e Taddeo per il Pdl, il voto si è concluso 16 a 8.

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