Cronaca
23 Giugno 2011
Condizionatori rotti e situazione insostenibile in tribunale

Toghe sudate

di Marco Zavagli | 2 min

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Corpi che si muovono lenti, fazzoletti che corrono alla fronte, fogli improvvisati ventagli, camicie madide. Ogni tanto qualche ambulanza che arriva a soccorrere un anziano. È la scena che ogni giorno si ripete a palazzo di giustizia. Da un anno ormai, appena si avvicina il caldo estivo il tribunale di Ferrara si trasforma in una immensa sauna. Dove le sudate carte di Leopardi perderebbero ogni valore di metonimia.

Le aule più temute dagli addetti ai lavori sono la E, esposta in continuazione al sole, e la C e la D al primo piano, dove la perfida architettura pensata per la struttura di Borgo dei Leoni crea una cappa da togliere il fiato.

Il sistema centralizzato che fa funzionare i compressori presenti in ogni stanza è da sostituire. Ora i termoconvettori gettano fuori aria calda. Non si sa se filtrata o meno. Segnalazioni a chi di competenza ce ne sono state. Ma l’ufficio manutenzione del Comune ha risposto che servirebbero circa 30mila euro per sostituire l’impianto. E i soldi non ci sono.

“Eppure una soluzione tampone andrebbe trovata, almeno qualche condizionatore mobile…” mormorano gli addetti alla cancelleria. “Non osiamo pensare a quando sarà fine luglio, o agosto”, sbuffa un impiegato prima di rinchiudersi in ascensore e salire al primo piano, dove l’afa è – se possibile – ancora più pressante.

“Siamo costretti a stare fino a dieci ore al giorno in un’aula, con temperature che si avvicinano ai 40 gradi, senza una finestra, senza un ricambio d’aria e con la toga addosso…” lamenta un avvocato, rimarcando il fatto che “diventa impossibile, per noi come per i pm o i giudici, rimanere con la mente lucida. E in luoghi dove si decidono le sorti di una persona è preoccupante”.

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