Cronaca
18 Giugno 2011

Detenzione di armi, assolto il ‘don’

di Marco Zavagli | 2 min

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È stato assolto monsignor Mariotti. Al momento del compimento degli atti oggetto di imputazione era incapace di intendere e volere. è il verdetto che esce dal tribunale di Ferrara al termine del processo che vedeva il sacerdote imputato di detenzione illegale di armi.

A convincere non solo il giudice, ma anche l’accusa, rappresentata nella circostanza dal pm Renzo Simionati, è stata la consulenza medica del dottor Rodolfo Daidone. Il medico, il cui parere era stato richiesto dall’avvocato difensore Alberto Bova, ha raccontato in aula di aver visitato il “don” pochi giorni prima dei fatti oggetto di imputazione. Ossia pochi giorni prima di quel giorno di metà ottobre 2009 in cui Mariotti accolse con un fucile ad aria compressa in mano l’emissario del vescovado che cercava di informarsi presso la sua abitazione delle sue condizioni di salute.

In quell’occasione le “perpetue” che pulirono la casa abbandonata a se stessa, trovarono in casa un piccolo arsenale. Vale a dire un fucile Flobert, due coltelli a scatto, una carabina ad aria compressa, una pistola Beretta, una scacciacani, una rivoltella a salve e un centinaio proiettili. La Beretta era regolarmente denunciata, ma custodita in luogo diverso da quello segnalato. Del fucile lo stesso imputato non sapeva indicarne la provenienza.

Ora tutto tace di fronte al parere del cardiologo: la sua diagnosi parla di una scarsa affluenza di sangue al cervello, un eloquio insensato e altri dettagli che fanno propendere per una situazione di incapacità di intendere e volere.

Grazie a questa deposizione il discusso monsignore 77enne, senatore del Parlamento mondiale per la sicurezza e per la pace, priore della delegazione di Ferrara dell’Ordine Equestre del S. Sepolcro di Gerusalemme, archimandrita della Chiesa Melchita d’Oriente, ambasciatore della Santa Sede a Mogadiscio e presidente dell’Accademia Tiberina (queste solo alcune delle cariche di cui si fregiava il sacerdote), è stato assolto dal giudice Alessandro Rizzieri perché incapace al momento dei fatti.

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