Sono stati sentiti ieri i testimoni dell’accusa al processo per violenza sessuale che vede un ferrarese di 41 anni accusato di aver abusato della sorellastra, all’epoca dei fatti ancora minorenne.
Il fatto contestato avvenne esattamente tre anni fa. È la notte del 24 marzo 2008. Lui, sposato con due figli, aveva 38 anni e lei 16. Una pattuglia dei carabinieri sorprese i due che hanno il padre in comune nei sedili posteriori di un’auto, parcheggiata dietro un piccolo cimitero di provincia.
Dal controllo dei documenti risultavano avere lo stesso cognome. Lei era semivestita e lui la stava palpeggiando. Questo secondo la denuncia che redigeranno di ufficio i militari. A complicare, o ad aggravare, la vicenda, ci sono i problemi psichici di cui soffrirebbe la giovane, oggi 19enne, che comunque ha testimoniato davanti al giudice in incidente probatorio.
In quell’occasione venne sottoposta a una perizia, affidata alla psicoterapeuta Anna Maria Capponcelli, di Bologna, che ha valutato come attendibile il suo racconto. Proprio la Capponcelli è stata risentita ieri a porte chiuse dal tribunale collegiale (presidente Silvia Giorgi con a latere Rizzieri e Attinà), per riconfermare il contenuto delle sue valutazioni. L’esperta avrebbe parlato di reazione passiva che la presunta vittima è solita adottare davanti alle aggressioni. Oltre alla psicoterapeuta ha parlato anche un’altra dottoressa, che seguiva la giovane per conto dell’Asl. Di questa assistenza è stata prodotta una corposa documentazione.
I giudici hanno ascoltato anche uno dei carabinieri intervenuti quella notte. Ultima teste a parlare è stata la madre della ragazza. Entrambe si sono costituite parti civili attraverso l’avvocato Riccardo Caniato. La difesa è sostenuta dall’avvocato Patrizia Micai.
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