Cronaca
7 Giugno 2011
Rinvenuto a Monestirolo il cadavere di un 62enne, Giorgio Caselli, che si trovava ai domiciliari

Trovato morto sotto un furgone. Ipotesi omicidio

di Mauro Alvoni | 3 min

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Monestirolo. Potrebbe trattarsi di omicidio o forse di una disgrazia avvenuta in circostanze alquanto misteriose. Un uomo di 62 anni di San Nicolò, Giorgio Caselli, è stato trovato morto questa mattina a Monestirolo, in via Montesanto 24, sotto il suo furgone Renault. Il corpo della vittima, che vestiva una tuta da lavoro, spuntava con la testa e una parte del torace dalla parte anteriore del furgone e risultava supino e rannicchiato con le gambe, con in mano ancora stretto un piede di porco.

L’uomo, che abitualmente si recava nel terreno di sua proprietà per raccogliere legna (si tratta del retro di alcuni capannoni in cui si trovano un calzaturificio e una falegnameria), secondo i primi accertamenti del medico legale non sarebbe stato trascinato e nemmeno risultava accartocciato, presentando traumi da schiacciamento (ma nessun segno di ruote) che potrebbero averne determinato il decesso. Morte che sarebbe avvenuta nell’arco delle 24 ore precedenti al ritrovamento.

Sul posto, per tentare di fare luce sullo strano caso, oltre al pm Patrizia Castaldini, si sono portati i carabinieri di Ferrara, fra cui il comandante del Reparto Operativo, il colonnello Vittorio Bartemucci, e il capitano Giuseppe Aloisi del Reparto Investigativo, secondo il quale bisognerà verificare se si tratta di morte accidentale o se vi sono degli autori e, in quest’ultimo caso, se l’uccisione è avvenuta con dolo.

Giorgio Caselli abitava solo, separato dalla moglie da cui ha avuto una figlia, e si trovava agli arresti domiciliari con il permesso di uscire dalle 10 alle 12. Lavorava come dipendente di una ditta che demolisce caldaie industriali e, trovandosi ai domiciliari da un paio di mesi, attraverso il suo avvocato stava tentando di ottenere il permesso per poter recarsi al lavoro. Proprio alcuni lavoratori della stessa ditta, non avendolo trovato a casa (dove Caselli aveva ricavato un piccolo ufficio utilizzato per la stessa azienda), hanno poi saputo dal fratello che risultava scomparso da domenica mattina.

Ricordandosi del terreno di proprietà di Caselli a Monestirolo, lo hanno cercato lì e lo hanno trovato, ormai privo di vita, alle 9.15 di ieri. Alcuni elementi, come il piede di porco che brandiva, come per difendersi da qualcuno, hanno fatto sospettare a una possibile aggressione. Da alcune testimonianze raccolte, tuttavia, pare che l’uomo utilizzasse il piede di porco per armeggiare nel cofano del furgone, avendo il motore qualche problema di accensione. Il cofano del veicolo risultava però chiuso. Nemmeno si può pensare che il furgone abbia preso a muoversi, trattandosi di un terreno assolutamente pianeggiante e senza pendenze.

Gli inquirenti hanno raccolto diverse dichiarazioni spontanee, fra cui anche quella del titolare della ditta per cui lavorava Caselli, dale quali potrebbero emergere elementi utili a ricostruire la vicenda. Il cadavere dell’uomo è stato rimosso e ora si trova a disposizione dell’autorità giudiziaria per gli eventuali esami autoptici che stabiliranno con certezza le cause della morte.

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