Alcune settimane fa avevo notato due manifesti simili affiancati nei quali due persone dello stesso sesso si baciavano. Il titolo era: “17 maggio giornata internazionale contro l’omofobia” e sotto vi erano i simboli dei patrocinatori, compresi lo stemma del Comune e della Provincia di Ferrara. Premesso che non contesto per alcun motivo il titolo del manifesto, benché purtroppo una parte della nostra società e della politica troppo spesso si schiera contro qualcosa senza avere proposte concrete da realizzare, progetti da fare. Di conseguenza siamo avviati verso un nichilismo che spaventa. Penso anche che ogni persona ha il diritto di vivere in privato la propria sessualità come crede e possa nel privato scegliere la persona cui indirizzare affetto ed attenzioni.
Credo però di poter legittimamente esprimere il mio disappunto nel vedere su manifesti patrocinati da istituzioni pubbliche ostentare comportamenti chiaramente in contrasto con il rispetto della dignità di ogni essere umano e dei principi naturali. Questo avviene ogni volta che si sfrutti il corpo umano a fini pubblicitari e questo manifesto non è meno offensivo di altri, tanto criticati, dove un corpo viene esposto per attirare l’attenzione a fini commerciali. Credo che sia da condannare non l’omosessualità in sé. Da condannare invece è lo spacciare l’omosessualità come comportamento normale, come in altre epoche poteva essere il maschilismo inteso come ostentazione ed enfatizzazione di caratteri virili. Fra l’altro, nell’ambito delle tendenze sessuali, non capisco perché gli omosessuali debbano godere di una particolare considerazione.
Mi rendo conto di quanto sia politicamente scorretto non condividere il messaggio che il manifesto intrinsecamente propaganda, ma vorrei esprimere le mie considerazioni senza darvi connotazione politica e senza essere accusato di essere omofobo. Destra e sinistra non c’entrano. In molti regimi comunisti i gay venivano perseguitati e il giovane Pasolini fu espulso dal P.C.I. per la sua condotta immorale.
L’omosessualità è infatti trasversale a tutti gli schieramenti politici. Sono molteplici le teorie sulla causa dell’omosessualità: vanno da alterazioni cromosomiche a fattori psicologici fino al complesso di Edipo. Ma sembra che oggi non sia possibile discutere di questo tema. Appena lo si affronta e si esprimono opinioni non in linea con il pensiero dominante, si scopre che esistono tabù laici che non è possibile mettere in discussione, mentre in una società libera e democratica si dovrebbe poter discutere di tutto, senza essere bollati con accuse di vario genere. Io credo si tratti di una tendenza che porta, uomo o donna, a comportamenti, senza offesa per alcuno, contro le normali inclinazioni naturali (eterosessuali) e quindi indirizzati alla ricerca di emozioni diverse e nuove.
Come spiegare altrimenti i frequenti casi anche di persone con moglie e figli che improvvisamente si scoprono omosessuali? In entrambi i casi si tratta purtroppo di una patologia e le persone che ne sono affette devono essere aiutate e comprese, ma non c’è assolutamente nulla di cui andare orgogliosi. Si dice che molti geni o artisti fossero omosessuali, affermazione di cui non conosco i fondamenti statistici, ma che non è motivo sufficiente per auspicare una popolazione di omosessuali. E’ certo però che ogni forma d’arte o ogni genialità trasmette messaggi, che possono essere buoni o cattivi. Come più volte ha ricordato Papa Benedetto XVI il male del secolo è il relativismo, il non sapere più distinguere fra bene e male o affermare che bene e male non esistono ma ognuno avrebbe diritto a qualunque libertà, quindi anche di compiere il male spostando il confine fra bene e male sempre più in là.
Ancora il Papa a Zagabria ha ricordato come le coppie di fatto, quindi senza alcun riferimento a omo o eterosessuali, siano pericolose per la vita sociale in quanto disgreganti della famiglia. “Si assolutizza una libertà senza impegno per la verità e si coltiva come ideale il benessere individuale attraverso il consumo di beni materiali ed esperienze effimere, trascurando la qualità delle relazioni con le persone e i valori umani più profondi”. Penso che la frase impressa sul manifesto “Civiltà prodotto tipico italiano”, sia fuori luogo in quanto sono convinto che l’Italia, nonostante tutto, abbia ancora ben altri valori di cui andare orgogliosi e ben altri prodotti tipici da offrire a italiani e turisti.
Alcide Mosso