Politica
5 Settembre 2010
Attesa trepidante per il discorso di Fini. La gente si divide e aspetta il 'grande evento'

Mirabello si è svegliata al centro del mondo

di Marco Zavagli | 3 min

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Mirabello. Le colonne dei quotidiani sui banchi delle edicole dicono tutto. I quotidiani locali sono esauriti. Idem per le maggiori testate nazionali. “L’Unità” e “Repubblica” in primis. Rimasta praticamente intonsa la fila che raccoglie le copie de “Il Giornale”.
Lungo la strada provinciale che attraversa il paese la  gente attende sotto i chioschi dei bar il grande evento.

Mirabello si è svegliata al centro del mondo oggi. Quello politico italiano, s’intende. Un aereo vola portando in cielo lo striscione “Con Fini Futuro e Libertà” e già al mattino piazza Primo Maggio, dove è allestita la Festa Tricolore, è un brulicare di persone, politici, giornalisti e curiosi. La gente del luogo assiste sorniona. Un boato si solleva dalla sala dibattiti quando Adriana Polibortone annuncia che passerà con i finiani, portando il numero dei senatori “dissidenti” a undici.

Al bar Pecora Nera (un nome oggi fin troppo simbolico) si ricordano ancora del 1982. “Era il 12 settembre – racconta il signor Pietro Melloni – quando venne Giorgio Almirante. Il Comune non concesse gli spazi al suo intervento e l’allora leader dell’Msi dovette dirottare in una piazzetta laterale. L’affluenza quel giorno fu doppia rispetto a oggi”.

C’è invece chi si limita a un semplice “non ci disturba”; chi “non si aspetta niente di che”. Chi ancora è convinto che il discorso di Fini “sarà morbido” e chi è  convinto che “manterrà la poltrona”. “Ci vado, ma solo per curiosità – aggiunge un altro cliente -. E’ un mese in cui tutti i giornali dicono che Mirabello è il centro del mondo: è normale allora capire di persona quello  che sta succedendo”.

Poco dopo, seduti al bar “La fenice”, attorno a un tavolo si ostenta “fastidio” e  “indifferenza”. Un avventore si augura che “non ci siano tafferugli”. “Non è mai successo nulla nemmeno sotto la Fiamma tricolore –lo tranquillizza il vicino -; figurati adesso”. Un altro è “contento che una volta tanto  ci sia tanta attenzione per il nostro paese”. E quanto a pronostici, si scommette che “Fini getterà  acqua sul fuoco dopo le dichiarazioni di ieri di Berlusconi”, anche se “la speranza è l’ultima a morire”.

Un militante di Generazione Italia arriva da Bologna. Si chiama Giovanni Illiano. E non ha dubbi sul fatto che “il partito nuovo si farà. Nessun passo indietro, la strada ormai è tracciata”.

Davanti al caffè si incrocia anche un ex senatore di An che arriva da Pavia per il “grande appuntamento”: “ci aspettiamo quello che la situazione politica impone a una destra vera e  autentica – dichiara Stefano Losurdo -; oggi assisteremo all’inaugurazione, non si sa se in forma partitica o meno, del progetto di Generazione Italia”.

Tutto pronto al ristorante "I Durandi"

L’ex parlamentare afferma che “proprio il clima invivibile che si respirava nel centrodestra mi ha fatto allontanare dalla politica; oggi voglio riavvicinarmi; vedrete che a seguire Fini saranno molti di più di quanto ci si aspetta”. E il presidente della Camera cosa dirà? “Che noi siamo di destra”.

Sotto  il municipio il sindaco Angela Poltronieri controlla che la macchina organizzativa funzioni a dovere: “ieri abbiamo fatto le prove generali; oggi non dovrebbero esserci problemi”.

E mentre nei parcheggi si impilano i tanti pullman che arrivano da lontano, a un paio di chilometri fuori dal centro, al  ristorante  “I Durandi”, un locale immerso nel verde e lontano da occhi – e orecchie – indiscreti, tutto è pronto per l’arrivo in terra emiliana di Fini. Il presidente della Camera è atteso “insieme a circa 130/150 persone tra invitati e forze dell’ordine”, precisa il gestore del locale, Ferruccio Laurenti contando i coperti.

Il menu prevede portate tipiche. Si inizia con un antipasto a base  di tigelle e gnocchini accompagnati sa salumi del luogo. “Non mancheranno cappellacci e tortellini – prosegue Laurenti – e qualche pasta al torchio. Poi carni varie. Se ci chiedono il tartufo c’è  anche quello”. Il pranzo terminerà con dolci: zuppa inglese, panna cotta… “Niente torta tricolore”, precisa il titolare dietro domanda scherzosa del cronista.

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