Nega tutto. Lui avrebbe solo aiutato la ragazza coprendola con un telo. È entrato in tribunale ieri mattina, scortato dagli agenti di polizia penitenziaria, intorno alle 10 per uscire dopo mezzogiorno e rientrare in carcere. Il gip Piera Tassoni ha convalidato l’arresto per Kalil M’Baie, il senegalese di 20 anni accusato dello stupro della turista milanese di 25 anni avvenuto all’alba di venerdì su un lettino del bagno Aloha di Lido delle Nazioni, resterà all’Arginone.
Il giudice ha confermato la custodia in carcere per il reato contro la legge Bossi-Fini (non aveva rispettato l’ordine di espulsione emesso dal questore di Brescia). Tempi procedurali hanno procrastinato la convalida relativa all’accusa di violenza sessuale, essendo la querela della donna successiva all’arresto.
Davanti al giudice, M’Baie ha risposto a tutte le domande rivoltegli dal pm Nicola Proto, negando di aver avuto rapporti sessuali con la turista milanese. Perché sarebbe fuggito allora davanti alla guardia giurata accorsa sul posto? Perché si è sentito sparare addosso, la sua risposta. Il senegalese – assistito da un interprete perché non parla italiano – ha confermato di non conoscere la 26enne. Secondo la versione della difesa, rappresentata dall’avvocato Sergio Pezzucchi del foro di Brescia, lui si trovava in spiaggia per vendere della merce e ha sentito la giovane chiamarlo perché si sentiva male. Rispetto alla versione fornita dal vigilante della Securpol, che lo avrebbe visto portare in bagno la ragazza, ha replicato che la stava assistendo e che l’avrebbe coperta con un telo perché sentiva freddo.
“La vittima non ricorda nulla di quanto successo, nemmeno della violenza subita – sottolinea al termine dell’udienza il suo avvocato -; a questo punto sarà fondamentale la prova del dna”. Il gip ha disposto anche l’accertamento dell’età, dal momento che il senegalese continua a sostenere di essere minorenne.
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