Erano circa le 12.45 quando un uomo suona il campanello del laboratorio orafo al civico 34 di via Carmine della Sala (già via del Campo), a due passi dalla caserma dei carabinieri. L’uomo, alto circa un metro e 70, d’età attorno ai 30/35 anni, carnagione chiara, con indosso una giacca militare, guanti bianchi, occhiali scuri e un berrettino, si spaccia per corriere che deve consegnare del materiale.
Il titolare del negozio, M.C., 43enne, la gioielleria oreficeria Karisma, gli apre per ricevere la merce e l’altro gli spruzza in faccia dello spray urticante. Reso innocuo il malcapitato, il ladro, colpendolo con alcuni pugni, lo chiude in bagno e ne intasca la chiave. Ormai solo, fa razzia di quanto trova a portata di mano, approfittando delle tre casseforti aperte per l’inventario in corso. Racimolato contanti, gioielli e oro, per un valore intorno ai 200mila euro, il malvivente se ne esce indisturbato, fuggendo poi in sella a una bicicletta.
L’uomo, ancora sotto shock, viene liberato grazie alla segnalazione che aveva lanciato prima di essere ‘sequestrato’: ha fatto in tempo a premere il pulsante dell’allarme collegato alla sua abitazione, allertando il padre. Sul posto, verso le 13, arrivano così le volanti della polizia e la squadra mobile. M.C. viene trovato riverso a terra, ferito dallo specchio che aveva mandato in frantumi nel tentativo di liberarsi. Si tratta della prima rapina subita dall’esercizio commerciale, che è dotato anche – in funzione preventiva – di una telecamera esterna. Purtroppo l’accorgimento non ha funzionato e il gestore, credendo che sotto quel berrettino ci fosse un vero corriere, ha aperto lui stesso la porta al rapinatore.
Effettuati i rilievi, sono partite le indagini della polizia per cercare di risalire all’autore del reato.
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