Copparo. Mancava l’ospite più atteso. C’erano tutti tranne l’azienda all’incontro concordato per venerdì scorso in prefettura a Ferrara per chiudere l’accordo sulla vertenza Corte Bianca. Di fronte al tavolo che vedeva riuniti le segreterie provinciali di Cgil, Cisl e Uil, le rsu aziendali, il vicesindaco di Copparo, il Centro per l’impiego di Ferrara, il prefetto e Unindustria, i sindacati hanno evidenziato il proprio disappunto per i “comportamenti irresponsabili di Corte Bianca che non hanno un minimo di rispetto né per i lavoratori né per le istituzioni”.
L’accordo che prevedeva il passaggio sotto la forma dell’affitto di impresa alla nuova società Vitalat, con l’ipotesi di riprendere la produzione a settembre, doveva concludersi, secondo l’“ultimatum” previsto in prefettura, lo scorso 29 luglio, mentre il 4 o 5 agosto si doveva tenere un incontro tra le due società, Corte Bianca da una parte e Vitalat dall’altra.
“Sono 60 giorni che rimandiamo la data – protesta Fabrizio Tassinati della Flai Cgil -. Già il 4 giugno doveva riprender l’attività produttiva con la nuova proprietà. Ora lunedì (oggi, ndr) depositeremo un esposto a Usl, vigili del fuoco e prefettura per segnalare lo stato di abbandono in cui versa l’azienda”.
Questo perché nello stabilimento di via Guarda a Copparo che produce derivati del latte e yogurt, secondo i sindacati, ci sarebbero “cisterne con ammoniaca e acidi incustodite”, afferma Tassinati.
Al momento i dipendenti sono 35, di cui 33 in cassa integrazione straordinaria per crisi da inizio luglio e 2 in cig in deroga. “Abbiamo parlato con lo studio Zaman, commerciale dell’azienda – fa sapere Tassinati -, per gli anticipi (i lavoratori vantano tre mensilità arretrate e la 14ma) e da parte sua c’è stata una grande disponibilità e correttezza per mantenere gli impegni”.
Il prossimo tavolo istituzionale dovrebbe essere convocato, sempre dal prefetto, dopo ferragosto.
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