
La lettura del documento da parte di Balboni
“Non è una resa dei conti”. Alberto Balboni giura che non sarà caccia al finiano e incassa il sostegno della stragrande maggioranza del Pdl di Ferrara. Il coordinamento provinciale convocato nel giro di poche ore e riunitosi ieri pomeriggio ha approvato con 27 voti favorevoli e 2 contrari (quelli di Vittorio Lodi ed Enrico Brandani) il documento presentato dall’ufficio nazionale di presidenza del Pdl.
La riunione è iniziata con la lettura da parte di Balboni del testo approvato dall’Ufficio di Presidenza del Pdl con il quale viene in sostanza revocata la fiducia verso il Presidente della Camera e vengono deferiti ai probiviri gli onorevoli Bocchino, Granata e Briguglio. “Non è un documento che invitava Fini ad uscire dal partito” è stata la lettura che ne ha dato il senatore, nonostante, come ha fatto notare in seguito Enrico Brandani, “se si dice che le posizioni dell’onorevole Fini sono assolutamente incompatibili con i principi ispiratori del Popolo della Libertà, è come dire, senza scriverlo, ‘vattene’”.
Ma proprio su Brandani sono calati i giudizi di Mauro Malaguti e Luca Cimarelli, che hanno avanzato dubbi sulla posizione di un capogruppo (Brandani, appunto, in consiglio comunale a Ferrara) che vota contro un documento ratificato dal direttivo nazionale.
La “sfiducia” è dietro l’angolo, anche se solo rimandata. A settembre, infatti, con la ripresa dell’attività del coordinamento provinciale verrà fatta chiarezza sulla posizione del capogruppo. Per lo stesso mese, inoltre, è prevista la festa provinciale del Pdl, che si terrà a Ferrara. Un ulteriore modo per tagliare i ponti con la kermesse di Mirabello.
Quanto alla festa di Mirabello, “siamo pronti a partire. resta solo da capire quale simbolo mettere sui manifesti”, confida Vittorio Lodi, che dice a mezza voce quanto “le parole di Balboni mi hanno amareggiato. Sono stato insieme a lui e a Fini per tanti anni e Alberto era il più finiano di tutti, prima di trasformarsi nel giro di 2/3 mesi in un accanito berlusconiano. Non so cosa sia scattato, ma mi provoca un’amarezza grandissima”.
“Capisco gli interessi personali – insiste Lodi -, però tradire così dopo 25 anni… Senza Fini i suoi colonnelli e lo stesso Alberto, messo quarto in lista alle elezioni, non sarebbero dove sono adesso. Quello che mi rimane di questo periodo è aver conosciuto le due persone più corrette e leali che potessi incontrare: Giorgio Almirante e Gianfranco Fini. Ora finisce una storia e ne incomincia un’altra”.
In che modo? “Non so a livello pratico cosa succederà, ma tanti amici mi stanno chiamando per capire come muoversi. Penso che in provincia di Ferrara Fini avrà comunque un largo seguito”.
I finiani locali aspettano istruzioni da Roma, ma sembra ormai scontata la nascita in consiglio comunale del gruppo “Futuro e Libertà”, anche se i fedeli di Fini non si sono espressi esplicitamente nel merito.
Per Balboni, invece, “a livello pratico non succede nulla. Chi vuole andarsene se ne andrà e chi vuol restare resterà. Il problema non è nostro, è loro. Non si caccia via nessuno”, ribadisce il senatore, che distingue come “a livello umano io sono amico di tutti, a livello politico seguo la mia strada”.
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