
Ezra Pound (da www.sinine.ehi.ee)
La scrittrice ferrarese Raffaella Picello ha di recente pubblicato con De Luca Editori, storica casa editrice romana di testi dedicati al futurismo, la monografia “Il Vorticismo. L’avanguardia inglese antagonista del futurismo. Londra 1912-15”.
Il volume è incentrato sulla corrente d’avanguardia nota come vorticismo, sorta a Londra agli inizi degli anni Dieci del Novecento e capeggiata dal poeta americano Ezra Pound e dal pittore Wyndham Lewis.
Le celebrazioni del centenario del Futurismo hanno attirato sollecitato il dibattito su aspetti e liaisons precipui all’avanguardia italiana diffusamente studiati o ancora poco noti. Tra questi rientra l’impatto che il gruppo capeggiato da Filippo Tommaso Marinetti sortì nel milieu artistico londinese, stimolando un processo di ribellione nei confronti delle consuetudini accademiche che sfociò nella fondazione di un movimento d’avanguardia, il Vorticismo, i cui presupposti non trovavano alcun termine di confronto nella storia dell’arte britannica.
Il termine ‘Vorticismo’, coniato dal poeta americano Ezra Pound e dal pittore Wyndham Lewis, divenne l’imperativo categorico delle ricerche condotte da questi e da numerosi altri artisti presso il Rebel Art Centre di Londra tra il 1913 e il 1915, poi divulgate sulla rivista BLAST.
Nel mantenere una relazione evidente con la avanguardie cubista e futurista, il Vorticismo ne scardina alcuni presupposti approdando a un precoce disvelamento degli sviluppi controproducenti insiti nel progresso tecnologico.
In particolare, la compagine londinese rinnegò ogni relazione con l’arte dei pittori futuristi italiani ritenendola una sorta di impressionismo sfocato in base al quale le forme perdevano consistenza, nonché la traduzione di una romantica macchinolatria, più che una trasposizione del rivoluzionario portato estetico che essa offriva agli artisti.
Attraverso l’opera di Wyndham Lewis, Edward Wadsworth, William Roberts, Jessica Dismorr, Henri Gaudier-Brzeska e altri protagonisti, il Vorticismo elaborò di fatto un inedito linguaggio espressivo, fondato sulla rivoluzione formale introdotta in seguito all’avvento della macchina e destinato, attraverso gli ideali del primitivismo e del rigore geometrico, a segnare una tappa significativa nel cammino verso l’astrazione.
Raffaella Picello è storica dell’arte specializzata in arte contemporanea e svolge ricerca presso l’Università di Verona. Fra i suoi settori di interesse si segnalano il vorticismo, il futurismo, l’arte inglese e il ruolo delle donne artiste nell’arte europea. Oltre ad aver collaborato a varie riviste del settore, ha curato diverse pubblicazioni e traduzioni, tra cui Schifanoia Cantiere Aperto, Donne e Arte. La conquista di una identità dal Cinquecento al terzo millennio, L’anello mancante. Un’avanguardia d’oltremanica: il Vorticismo, English Through Art.
Raffaella Picello, “Il Vorticismo – Londra 1912-1915. L’avanguardia inglese antagonista del Futurismo”
De Luca Editori d’Arte, Roma 2010
Brossura 16,5 x 24
p. 160, euro 21
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