Sant’Agostino. Dopo la lettera accorata con la quale il segretario del circolo del Pd Simone Tassinari denunciava la “festa rovinata” in occasione delle celebrazioni del 25 Aprile, la giunta, a mezzo del suo portavoce invia alle redazioni una replica stizzita con la quale si dice “stupefatta dall’ennesimo episodio di intolleranza che si è verificato durante le celebrazioni del 25 Aprile”. Il riferimento è diretto all’“atteggiamento del rappresentante locale dell’Anpi”, che “lascia l’amaro in bocca perché porta il livello di scontro sul piano del pregiudizio politico e rappresenta un esempio diseducativo nei confronti delle scolaresche presenti che avevano tra l’altro realizzato un ottimo lavoro nei confronti della nostra Costituzione”.
La pietra della discordia risale alla sostituzione in scaletta di “Bella Ciao”. Al suo posto la Banda Filarmonica di San Carlo, “seguendo probabilmente l’assurda idea – secondo quando sostiene Tassinari – di alcuni amministratori leghisti, non avrebbe fatto suonare” il canto partigiano sostituendolo “con altri brani che, seppur apprezzabili, nulla hanno da spartire con il ricordo della Resistenza e della Liberazione”.
Tanto che al termine dell’esecuzione, il rappresentante locale dell’Anpi, Alberto Ferniani, se n’è andato via indignato protestando contro il sindaco Toselli. La giustificazione che arriva dal municipio non è delle più rassicuranti: “la scelta dei brani musicali è compito esclusivo della giunta”.
Un esercizio di democrazia forse poco consono alla celebrazione. Comunque la giunta comunale continua il comunicato rivendicando la bontà delle proprie scelte: “ci chiediamo perché il rappresentante Anpi abbia contestato il brano “Il Piave mormorò – 24 Maggio” lo stesso pezzo che il presidente Napolitano ha scelto per la deposizione della corona al Monumento dei Caduti, a Roma nel giorno del 25 Aprile”.
Non ci risulta che il Capo dello Stato abbia fatto questa scelta. Fatto sta che “il 25 aprile è la festa della Liberazione – continua la giunta – e deve costituire un momento di unità degli Italiani e ed invece questo atteggiamento di scontro portato avanti dall’Anpi locale, riteniamo possa solo portare divisione, incomprensioni e tensioni in una comunità come la nostra. Rimaniamo delusi ed amareggiati dalle frasi pesanti indirizzate contro la giunta, perché si può dissentire dalle nostre scelte ma deve rimanere il rispetto istituzionale perché questo deve essere alla base dei rapporti. A nostro avviso il rappresentante Anpi sarebbe stato più corretto se avesse espresso il suo dissenso alla fine delle manifestazioni ed in modo rispettoso. Rimaniamo aperti al dialogo – conclude la nota – ma la condizione deve essere il rispetto reciproco. Sempre”.
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