Cronaca
20 Aprile 2010
In aula “smascherato” ex dipendente di Bando di Argenta

Festini hard nella centrale

di Marco Zavagli | 2 min

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Bando. L’imbarazzo cui si è trovato di fronte nel rispondere alle domande davanti al giudice ha rubato per un attimo la scena al tema ben più importante che si stava discutendo nell’aula B del tribunale di Ferrara. Durante il procedimento relativo allo smaltimento illecito di rifiuti nella centrale biomasse di Bando di Argenta, ieri alla seconda udienza, uno dei teste della pubblica accusa, sostenuta dalla pm Mariaemanuela Guerra, stava raccontando dei sistemi che sarebbero stati adottati per evitare che si potessero notare anomalie nelle rilevazioni delle emissioni.

Secondo il testimone in certi momenti, quando le emissioni superavano la soglia consentita, per non “guastare” la media giornaliera riscontrabile, si portavano gli impianti al minimo tecnico o si dichiarava lo stato di manutenzione. Dettagli che avvalorerebbero l’accusa mossa dalla procura.

Ovvero che quella centrale – messa sotto sequestro dai Noe nel 2006 – che doveva bruciare esclusivamente legna vergine e scarti di produzione alimentari e agricoli, ha invece incenerito anche altri rifiuti non consentiti. Nel processo sono costituiti parti civili anche Legambiente (rappresentata dall’avvocato David Zanforlini), il Comune di Argenta, la Provincia di Ferrara (con l’avvocato Ricardo Venturi) e la Regione Emilia-Romagna e il Ministero dell’Ambiente.

Al momento del controesame, uno degli avvocati della difesa (rappresentata da Andrea Sivieri, Carlo Bergamasco e Michele Manfrini) ha chiesto all’uomo – evidentemente per minarne la credibilità – come mai a suo carico fosse stato adottato in passato un provvedimento disciplinare. In realtà quel provvedimento rimase in nuce, dal momento che di lì a poco il tecnico si dimise dall’incarico. Dopo una serie di domande sui motivi di quell’atto, il teste – incalzato dalla difesa – ha ammesso che aveva fatto entrare di notte negli uffici della centrale alcuni conoscenti (non appartenenti all’organico dell’azienda) e una prostituta, con i quali avrebbe organizzato una “pausa lavoro” poco ortodossa, a base di donne, alcol e musica.

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