Eventi e cultura
17 Marzo 2010
Conferme di volontà di acquisto dall’azienda italo-cinese

Oerlikon, prudente speranza

di Marco Zavagli | 2 min

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Cento. Prudenza. È la prima parola che esce dall’incontro avvenuto ieri pomeriggio nella sede di Unindustria Ferrara, dove si è riunito il tavolo tecnico fra le parti coinvolte nella vicenda della crisi della società Oerlikon. Il rappresentante di Oerlikon, ing. Lamberto ha informato di aver ricevuto una lettera di intenti da parte del dottor Mario Mazzali, rappresentante dell’azienda italo-cinese Taje, che si dichiara disposta ad acquisire il ramo di azienda Oerlikon costituito dalla sede di Cento, garantendo la prosecuzione dell’attività e il pieno impiego delle maestranze.

Dopo aver ascoltato le domande rivoltegli dalle parti sindacali e rimandato la relazione sui dettagli alla naturale sede del Ministero, prevista per domani, Mazzali ha letto pubblicamente la lettera di intenti stilata a favore di Oerlikon inviata a Roma, e ha brevemente illustrato il piano industriale alla base dell’offerta.

“Si tratta di un risultato estremamente positivo – commenta il sindaco di Cento Flavio Tuzet – che dovrebbe contribuire a rasserenare gli animi dei dipendenti Oerlikon, così duramente provati in questi mesi di angoscia”. I 226 dipendenti centesi sono infatti in cassa integrazione straordinaria per crisi e lavorano a ranghi ridotti, mediamente con circa 80 persone al girono tra i due turni. Secondo il sindaco “esistono i presupposti per una felicissima conclusione della vicenda e chiedo alle parti di impegnarsi al massimo delle possibilità per consentire la riconversione dello stabilimento nei tempi più brevi e per la più rapida ripresa della completa attività produttiva”.

Aspettano invece a cantar vittoria Provincia e sindacati. L’assessore alle Attività produttive Carlotta Gaiani (presente all’incontro con la presidente Zappaterra e la collega di giunta Caterina Ferri) ricorda che “al momento esiste solo una manifestazione di interesse, non un impegno; vediamo ora se alle intenzioni, che prevedono tra l’altro investimenti per i prossimi dieci anni, corrispondono anche dei fatti. È quello che auspichiamo”.

L’interesse apparentemente così forte verso lo stabilimento di via Ferraresi sarebbe giustificato dalle esigenze del mercato cinese, che – secondo quanto riferito dai protagonisti dell’incontro – per i prossimi 10 anni prevede 14 milioni di motori di piccola cilindrata diesel, che vanno bel oltre le potenzialità interne alla Cina. Ecco perché, visto che l’obiettivo di aumentare tale parco macchine è ritenuto strategico dal governo cinese ed è quindi sostenuto da opportune misure di defiscalizzazione e altro, l’offerta si concretizzerebbe in un acquisto dello stabilimento centese con garanzia del mantenimento della manodopera, con l’obiettivo di produrre ingranaggeria da importare in Cina per i motori diesel.

“Non ci vogliamo sbilanciare fino a quando non vedremo tutto nero su bianco – aggiunge Samuele Lodi della Fiom -. Bisogna sperare. Siamo costretti a sperare”.

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