Temperature estreme, scatta l’allerta rossa
Scatta l’allerta rossa domani, domenica 28 giugno, con Ferrara compresa tra le diverse zone dell’Emilia-Romagna in cui le temperature saranno estreme
Scatta l’allerta rossa domani, domenica 28 giugno, con Ferrara compresa tra le diverse zone dell’Emilia-Romagna in cui le temperature saranno estreme
Era piena notte quando la centrale operativa dei Carabinieri riceve l’allarme di un sistema antintrusione di un negozio di alimentari di via Modena. Sul posto è stata inviata immediatamente una pattuglia e, nel giro di pochi istanti, i militari hanno fermato due uomini
I Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Ferrara, nell'ambito dei quotidiani servizi di controllo del territorio, hanno effettuato in zona Gad un arresto per resistenza a pubblico ufficiale
All’interno della Caserma “Finanziere Bruno Bolognesi” di via Palestro si è tenuta la cerimonia in occasione del 252º Anniversario di Fondazione della Guardia di Finanza
La sentenza del Tar del Lazio che ha respinto integralmente il ricorso di Hera contro la sanzione dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato rappresenta, secondo la Cooperativa Castello di Ferrara, un punto di svolta nella lunga vicenda del teleriscaldamento cittadino
Un grande deposito sotterraneo in grado di stoccare 3,2 miliardi di metri cubi di metano a pochi chilometri da Ferrara, per la precisione a Rivara. Siamo già nella provincia modenese, ma al confine con quella ferrarese, per intenderci vicinissimi a Mirabello e Sant’Agostino, non distanti nemmeno da Bondeno. Il deposito non è stato ancora realizzato, ma il progetto c’è ed è in fase di valutazione. Chi sta cercando di costruirlo è la “Erg Rivara Storage srl”, società fondata dall’americano Grayson Nash, un imprenditore che viene dall’industria petrolifera e guida la Independent Resources. Ad opporsi, al momento, è l’intera comunità locale: le forze politiche al completo, i sindaci, gli amministratori provinciali, le commissioni tecniche e la stessa Regione Emilia Romagna guidata da Vasco Errani. Il motivo è semplice ed è legato alla sismicità della zona, dove negli ultimi quattordici mesi la terra ha tremato per nove volte con scosse tra i 2,5 e i 3,5 gradi della scala Richter. Non secondario il fatto che la tecnologia del deposito – il progetto prevede lo stoccaggio del gas in una cavità profonda circa 2.500 metri di profondità e che funzionerebbe come una spugna sommersa con acqua salina – sarebbe utilizzata per la prima volta in Italia.
Il timore delle forze politiche locali e della popolazione, in ogni caso, sarebbe legato al rischio che la pressione dell’impianto sotterraneo provochi micro sismi, teoria supportata anche da alcuni esperti. Il 12 febbraio è previsto un sopralluogo della Commissione Via (Valutazione di Impatto Ambientale), cioè dell’organismo ministeriale preposto a stabilire se una simile opera possa essere pericolosa. L’investimento per il deposito ammonta a 300 milioni di euro, di cui 20 sono stati già stanziati per la fase di studi, mentre il valore commerciale del gas stoccato sarebbe pari a 1 miliardo e mezzo di euro. Il governo, con il sottosegretario Giovanardi in testa, sembra voler appoggiare la società e il progetto sostenendo che l’Italia ha bisogno di stoccare gas per il fabbisogno della popolazione e che le valutazioni vanno lasciate ai tecnici che, peraltro, sembrano essere entrati nella contesa chiamati in causa dalle due parti interessate. Ad offrirsi come garante super partes è Enzo Boschi, il presidente dell’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia, interpellato tuttavia dallo stesso governo. La questione appare dunque ancora lontana dalla soluzione e la battaglia è, anzi, appena iniziata. Con la popolazione locale ben intenzionata a non essere trasformata in cavia per progetti sperimentali.
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