Rapina a mano armata a San Giorgio
Una rapina a mano armata intorno alle 18.30 del 2 febbraio alla tabaccheria "Elena" in via Ravenna. A compierla un uomo a viso scoperto che ha minacciato la titolare con un arma per farsi consegnare l'incasso
Una rapina a mano armata intorno alle 18.30 del 2 febbraio alla tabaccheria "Elena" in via Ravenna. A compierla un uomo a viso scoperto che ha minacciato la titolare con un arma per farsi consegnare l'incasso
Confronto tra gli abitanti e il dg Sandro Mazzatorta: "La Prefettura ha convocato un tavolo per l'emergenza abitativa"
A illustrare eventuali prospettive legali ai condomini del Grattacielo, durante la riunione straordinaria di ieri, con un intervento in merito alle possibilità di successo dei ricorsi al Tar è stato l'avvocato Gian Luigi Pieraccini, anche lui seduto in platea fra proprietari e delegati
La trasmissione Mediaset a Lagosanto per l'inchiesta al Centro di Procreazione Medicalmente Assistita del Delta. Il responsabile dell'Unità Operativa Complessa sceglie il silenzio
È approdato davanti al Tribunale amministrativo regionale dell’Emilia-Romagna il ricorso contro l’ordinanza contingibile e urgente con cui il sindaco di Ferrara ha dichiarato l’inagibilità della Torre C del Grattacielo, imponendo lo sgombero immediato degli alloggi
Morire a 23 anni senza apparente motivo. Togliersi la vita nella propria stanza appendendosi con la cintura al solaio, senza aver lanciato alcun segnale di disagio nei giorni precedenti e senza lasciare nessun biglietto di spiegazioni. E’ così che ha deciso di farla finita un ragazzo tranquillo e senza grilli per la testa che viveva in casa con i propri genitori adottivi a Ferrara, in una via dell’immediata periferia della città: si è slacciato la cintura dei pantaloni e con questa si è impiccato, proprio mentre in un’altra stanza dell’abitazione lo stava aspettando il padre. E’ stato quest’ultimo, infatti, a scoprire il tragico gesto del figlio e a trovarsi di fronte il suo corpo ormai esanime. E’ accaduto ieri attorno a mezzogiorno: il papà lo stava attendendo come tutti i giorni nello studio che si era ricavato in casa, dove lo stesso figlio lo aiutava nell’attività professionale. Non vedendolo arrivare ha deciso di chiamarlo entrando nella sua stanza. Nonostante lo shock iniziale ha lanciato immediatamente l’allarme, ma per il 23enne non c’era ormai più nulla da fare.
Nemmeno il padre, nella disperazione della traumatica scoperta, ha saputo dare una spiegazione al suicidio del figlio. Ai Carabinieri di corso Giovecca, intervenuti sul posto, ha solo riferito di avere adottato il giovane, assieme alla moglie, alla tenera età di un anno e mezzo. Troppo presto, dunque, per far pensare a possibili difficoltà di integrazione che intervengono quando l’adozione avviene in età più avanzata. Il ragazzo, originario della Bolivia, aveva sì un carattere introverso, ma non aveva mai riferito di episodi di discriminazione nei suoi confronti, né di atti di bullismo o altri eventi che avessero potuto provocargli un disagio profondo. Le motivazioni del gesto rimangono dunque un mistero che lascia come unica certezza la disperazione del genitori. Il corpo del giovane è stato trasferito all’istituto di Medicina Legale per l’autopsia disposta dal pm di turno.
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