Rapina a mano armata a San Giorgio
Una rapina a mano armata intorno alle 18.30 del 2 febbraio alla tabaccheria "Elena" in via Ravenna. A compierla un uomo a viso scoperto che ha minacciato la titolare con un arma per farsi consegnare l'incasso
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Confronto tra gli abitanti e il dg Sandro Mazzatorta: "La Prefettura ha convocato un tavolo per l'emergenza abitativa"
A illustrare eventuali prospettive legali ai condomini del Grattacielo, durante la riunione straordinaria di ieri, con un intervento in merito alle possibilità di successo dei ricorsi al Tar è stato l'avvocato Gian Luigi Pieraccini, anche lui seduto in platea fra proprietari e delegati
La trasmissione Mediaset a Lagosanto per l'inchiesta al Centro di Procreazione Medicalmente Assistita del Delta. Il responsabile dell'Unità Operativa Complessa sceglie il silenzio
È approdato davanti al Tribunale amministrativo regionale dell’Emilia-Romagna il ricorso contro l’ordinanza contingibile e urgente con cui il sindaco di Ferrara ha dichiarato l’inagibilità della Torre C del Grattacielo, imponendo lo sgombero immediato degli alloggi
Aveva terrorizzato le coppiette che si appartavano con l’auto in via Gramicia, nel tratto che porta al canile comunale. L’autore delle tre rapine compiute tra aprile e luglio era proprio un volontario dello stesso canile, che di mestiere faceva il pizzaiolo a Ferrara e a Vigarano Mainarda. A lui sono arrivati, dopo mesi di indagini, i carabinieri di Ferrara, che hanno ottenuto un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per José Stiveng Estrada Vega, un 21enne di origini colombiane ritenuto l’autore degli ‘assalti’ alle coppiette. In due episodi, quelli del 10 e 16 aprile, il giovane avrebbe agito da solo, mentre nella rapina del 2 luglio scorso avrebbe partecipato anche un venezuelano di 27 anni, Luis Manuel, Ventura Becerra, raggiunto in carcere, dove si trovava per un altro reato, dalla stessa ordinanza di custodia cautelare.

Luis Manuel Ventura Becerra

Stiveng Jose Estrada Vega
Le indagini partono in aprile, dopo le due rapine ravvicinate, quando le vittime raccontano di essere state assalite da un uomo coperto in volto da sciarpa e berretto e armato di pistola. In entrambe i casi aveva fatto scendere dall’auto le coppie e le aveva immobilizzate con fascette autobloccanti, per poi derubarle dei cellulari, dei portafogli e in uno degli episodi anche di una catenina e di un orologio. Secondo i racconti delle vittime il rapinatore aveva un accento straniero, probabilmente ispanico. Nella terza rapina le modalità risultano le stesse, ma questa volta i rapinatori sono due e rubano anche l’auto, poi ritrovata in via Porta Catena.I carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile intensificano le indagini, concentrandosi sui telefonini rubati. Uno di questi porta gli uomini in divisa all’arresto di due venezuelani che gestiscono una casa di appuntamenti – lo stesso Ventura Becerra e Yasaira Alosno Herrera detta “La Reina” (da cui il nome dell’operazione) – per concorso in favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. I due vengono accusati anche di ricettazione, in quanto al momento dell’arresto viene trovato materiale provento di altri reati, soprattutto cellulari. Da questi ultimi si è potuto risalire ai contatti del Becerra, fra cui figurava appunto il colombiano Estrada Vega. Da una perquisizione nella sua abitazione i carabinieri hanno ritrovato elementi schiaccianti per provare il suo coinvolgimento nelle rapine di via Gramicia, ovvero le fascette utilizzate per immobilizzare le vittime, la sciarpa e il berretto con i quali si copriva il volto, una torcia e infine la pistola (in realtà una scacciacani) che corrispondeva alla descrizione. Il 21enne colombiano è dunque accusato del reato di rapina e di rapina in concorso, oltre che di violenza sessuale per aver palpeggiato una delle sue vittime.
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