Lite fuori da un bar del centro, il Questore firma tre “Daspo Willy”
Tre "Daspo Willy" sono stati emessi dal Questore di Ferrara nei confronti di altrettanti soggetti coinvolti in una lite avvenuta all’esterno di un locale del centro cittadino
Tre "Daspo Willy" sono stati emessi dal Questore di Ferrara nei confronti di altrettanti soggetti coinvolti in una lite avvenuta all’esterno di un locale del centro cittadino
Un 36enne, già noto alle forze dell’ordine e con patente sospesa, ha tentato di sottrarsi a un controllo percorrendo dieci chilometri a forte velocità. Arrestato dopo una fuga nei campi. È accusato di resistenza a pubblico ufficiale e omissione di soccorso
La segreteria provinciale del Sulpl interviene dopo la mobilitazione nazionale contro il disegno di legge di riforma della categoria
Il progetto sviluppato da Comune e Ausl premiato nell'ambito del Forum PA 2026
È irreperibile da metà maggio Silvio Bacilieri e per questo, dopo la denuncia alla stazione dei Carabinieri di Copparo di una famigliare, la Prefettura di Ferrara ha attivato il piano per le persone scomparse
Cento. I militari del nucleo operativo e radiomobile della compagnia carabinieri di Cento hanno dato esecuzione a dodici ordinanze di custodia cautelare emessa dal gip Monica Bighetti, su richiesta della pm Patrizia Castaldini della procura di Ferrara, a carico di dodici persone, accusate a vario tiolo di produzione e traffico di sostanze stupefacenti.
A finire in carcere al termine di un’operazione denominata dagli ufficiali dell’Arma “Artù”, sono stati Raffaele D’Aniello, napoletano di 47 anni residente a Cento, Cosimo D’Oronzo, brindisino di 29, operaio residente a Cento, Mourad Amri, tunisino di 26, due marocchini, un altro tunisino e un albanese (questi ultimi quattro non sono più in Italia perché rimpatriati – da alcuni mesi – nei paesi d’origine).
Paolo Manzoli, pizzaiolo argentano di 40 anni, è finito agli arresti domiciliari, mentre l’obbligo di dimora presso i comuni di rispettiva residenza è stato applicato a Jennifer Bellini, centese di 24 anni, Francesco Manservisi (conosciuto nel giro con il nomignolo di “Pizza”, pizzaiolo centese di 32 anni, residente a San Pietro in Casale (Bo), di fatto domiciliato a Rimini, Andrea Rossi, parrucchiere bolognese di 36 anni, residente a Pieve di Cento (Bo) e Giuseppe D’Oca, operaio palermitano di 36 anni, anche lui residente a San Pietro in Casale.
Per catturare i dodici l’Arma è ricorsa allo spiegamento di 40 carabinieri del comando provinciale di Ferrara; dei carabinieri dei comandi territorialmente competenti delle province di Bologna e Rimini; di un elicottero del 13° elinucleo di Forlì e di una unità antidroga del nucleo cinofili di Bologna.
Le indagini, iniziate nel maggio del 2008 e concluse in marzo 2009, sono state sviluppate dai militari dell’aliquota operativa del nucleo operativo della compagnia di Cento, coordinati dal comandante Eliseo Mattia Virgillo. Per raccogliere indizi sufficienti a motivare la richiesta del pm sono state svolte attività tecniche (intercettazioni telefoniche), servizi di osservazione-controllo e pedinamento e sono state sentite diverse persone informate sui fatti.
Gli indagati sono risultati responsabili di numerosi episodi (diverse centinaia) di vendita di sostanze stupefacenti che venivano spacciate a Cento e Pieve di Cento. La cocaina veniva venduta a un prezzo variabile tra gli 80 e i 100 euro al grammo. Un giro consistente, che vedeva fino a decine di scambi al giorno.
Il tutto è nato dalle dichiarazioni rese dinanzi all’autorità giudiziaria ferrarese da parte di due persone arrestate nel corso dell’operazione “Ultima 2006” (nel mese di novembre del 2007 vennero tratte in arresto dal Norm di Cento 18 persone responsabili a vario titolo di detenzione a fine di spaccio di stupefacenti e sfruttamento della prostituzione) che, nel riferire di un fiorente mercato di cocaina attivo a Torre Spada di Cento e gestito da personaggi di nazionalità marocchina, avevano indicato D’Aniello e D’Oronzo come terminali “italiani” di in una radicata attività di spaccio.
Le intercettazioni telefoniche hanno poi permesso di individuare alcuni dei fornitori della droga e una fitta rete di acquirenti.
Nel corso delle telefonate intercettate gli spacciatori erano soliti utilizzare un linguaggio talvolta esplicito (facendo riferimento a pagamenti o alle consegne) e talvolta criptico e allusivo (“uomini interi” o “bambini molto piccoli” che gli interlocutori avrebbero dovuto “portare” o “preparare”, o ancora “scarpe da lavoro” che ripetutamente dovevano essere portate in ogni dove o ancora bevande che pure venivano ordinate a persone che nulla avevano a che fare con la vendita di vino, birra o caffè).
Durante le indagini, “a riscontro” di quanto emerso dalle intercettazioni telefoniche e dalle testimonianze di diversi acquirenti, sono stati effettuati alcuni sequestri di cocaina ed hashish che hanno confermato il già pesante quadro indiziario a carico degli arrestati.
I tre raggiunti dalla custodia in carcere sono stati portati presso la casa circondariale di Ferrara.
Per venerdì mattina è attesa l’udienza di convalida davanti al gip del tribunale estense.

Il comandante Eliseo Mattia Virgillo
Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.
OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:
Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com