Donigaglia e gli ex vertici Coopcostruttori saranno processati. Legacoop no. Dopo oltre tre ore di camera di consiglio – e soprattutto dopo quasi sei anni di tribunali, carte, avvocati, comitati, riunioni ed attese – il gup Monica Bighetti ha pronunciato il primo verdetto su un pezzo della recente storia di Ferrara. Un pezzo tragico, che con il suo buco da un miliardo di euro ha messo in ginocchio oltre mille famiglie.
Nell’aula B imputati (molti assenti) e avvocati hanno ascoltato, dopo 12 ore di udienza, il decreto che rinvia a giudizio l’ex patron di Argenta e gli altri big dell’azienda edile fallita nel 2003.
Il 29 marzo 2010 inizierà così il processo che vedrà sul banco degli imputati i vertici della Coopcostruttori di allora (il presidente Giovanni Donigaglia, il suo vice Renzo Ricci Maccarini, il procuratore speciale Beppino Verlicchi, responsabile produzione, e Giorgio Dal Pozzo, vicepresidente dal 1997 al 2003). Tutti e quattro dovranno rispondere dell’accusa gravissima di associazione a delinquere finalizzata, attraverso operazioni fraudolente, a reperire risorse finanziarie per la cooperativa.
Con loro, accusati a vario titolo di concorso in bancarotta, i tre componenti del collegio sindacale (Mauro Angelini, Achille Calzolari e Sante Baldini), i tre amministratori delle società di revisione (Carlo Colletti, Giovanni Bragaglia e Luigi Cerioli), i tre procuratori speciali (Luca Mazzoni, Antonio Negretto e Gian Paolo Venturi) e Valentino Ortolani, vice presidente fino al ’97.
Prosciolti invece i dirigenti di Legacoop Egidio Checcoli, Franco Buzzi e Fabio Carpanelli (accusati anch’essi di concorso in bancarotta) per non aver commesso il fatto. Stessa sorte per i 41 consiglieri di amministrazione, la cui posizione viene archiviata con la formula “perché il fatto non costituisce reato” (per questi ultimi, tranne Paolo Pancaldi – anche lui prosciolto – la pm Ombretta Volta aveva già chiesto il non luogo a procedere perché sarebbero stati inconsapevoli di ciò che avveniva dentro la cooperativa).
Il gup ha anche respinto la richiesta avanzata dai difensori di Donigaglia e di Ricci Maccarini (gli avvocati Cesarina Mitaritonna e Lorenzo Valgimigli) di una perizia da svolgersi in incidente probatorio per verificare l’esattezza dei bilanci controllati dalla guardia di finanza (“perché non rilevanti alla luce delle prove emerse”).