Cronaca
27 Novembre 2009
I quattro poliziotti accusati di omissioni, falso e favoreggiamento

Aldrovandi bis, a gennaio l’udienza preliminare

di Marco Zavagli | 3 min

aldrtoDovranno comparire la mattina del 22 gennaio 2010 davanti al gup Monica Bighetti i quattro poliziotti coinvolti nell’ambito dell’inchiesta “Aldrovandi bis”. La notizia della fissazione della data dell’udienza preliminare (quella volta ad accertare presunte irregolarità nello svolgimento delle indagini sulla morte del 18enne Federico, avvenuta il 25 settembre 2005 in via Ippodromo a Ferrara e per la quale sono già stati condannati in primo grado a 3 anni e 6 mesi per omicidio colposo quattro poliziotti) è comparsa ieri sul blog della madre del ragazzo, Patrizia Moretti.
Come noto, il pm Nicola Proto aveva chiesto il rinvio a giudizio per Paolo Marino all’epoca dirigente dell’ufficio volanti, Marcello Bulgarelli, capo turno del 113, Luca Casoni, capoturno delle volanti, e Marco Pirani, ufficiale di polizia giudiziaria. Ora, a gennaio, toccherà al gup pronunciare decreto di rinvio a giudizio o sentenza di non luogo a procedere.

L’ispettore Marino è accusato in base all’art. 328 del codice penale (omissione di atti d’ufficio) di aver omesso di informare dettagliatamente il pm di turno Mariaemanuela Guerra di quanto accaduto. In particolare Marino avrebbe taciuto la violenta colluttazione tra Federico e gli agenti, “limitandosi a informare il pm che il decesso sarebbe stato riconducibile a overdose e che il caso non presentava particolari difficoltà, inducendo in tal modo il pm a non recarsi sul posto e assumere direttamente la direzione delle indagini”.
L’altro indagato è Marcello Bulgarelli, per l’art. 372 (falsa testimonianza), per aver affermato il falso, “negando di aver interrotto la comunicazione telefonica con Luca Casoni che si trovava in via Ippodromo dalle 6.32” (il famoso “stacca…”). In aula l’allora capoturno della centrale operativa della questura aveva detto che “io la registrazione non l’ho mai toccata…” e aveva affermato di non aver mai staccato la registrazione della conversazione, “omettendo inoltre di riferire il contenuto della comunicazione”.

Stesso capo di imputazione per Casoni, addetto all’ufficio denuncie il 25 settembre 2005, per aver “taciuto circostanze a lui note omettendo di riferire il contenuto della conversazione” con Bulgarelli delle 6.32 su quanto era accaduto in via Ippodromo.
Sia Casoni che Bulgarelli, poi, sono accusati in concorso tra loro, art. 378 (favoreggiamento personale), proprio attraverso quella telefonata troncata, di aver aiutato i quattro imputati dell’omicidio colposo di Federico “ad eludere le possibili investigazioni dell’autorità giudiziaria nei loro confronti, non registrando il colloquio avvenuto immediatamente dopo”.

Sempre Bulgarelli e Casoni, e sempre per lo stesso fatto, sono indagati per il reato previsto dall’art. 328 (omissione di atti d’ufficio), per avere in qualità di pubblici ufficiali “rifiutato atti del proprio ufficio consistiti nella omessa registrazione completa della conversazione telefonica sulla linea del 113 delle 6.32”, con riguardo a “circostanze apprese da Casoni sul luogo del fatto relative al decesso di Federico Aldrovandi”.
Infine Pirani, sua forse la posizione più lieve, sempre per l’art 328 (omissione di atti d’ufficio), per avere, in qualità di pubblico ufficiale delegato alle indagini sulla morte del ragazzo, omesso di trasmettere alla procura la copia del registro delle chiamate tra polizia e carabinieri.

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