Lettere al Direttore
22 Dicembre 2009

Contro il registro delle unioni di fatto

di Redazione | 2 min

La funzione della Corte Costituzione è di valutare la legittimità costituzionale delle leggi approvate dalle camere, potendo annullarle per incostituzionalità, quindi tale organo non è dotato nel nostro sistema di potestà legislativa, riservata allo stato, alle regioni e agli enti locali. Conseguentemente è nel parlamento, organo centrale nel nostro sistema costituzionale, che si dovrà in ogni caso discutere ogni modifica all’art. 29 della costituzione, che definisce la famiglia come “società naturale fondata sul matrimonio”, contratto ovviamente fra due persone di sesso diverso. Fino a quando tale norma non verrà modificata il prinicpio di legalità ci impone il rispetto del diritto positivo, che sicuramente in Italia non consente il matrimonio fra persone dello stesso sesso. Appare conseguentemente fuori luogo rivolgersi ai Tribunali per colmare un presunto vuoto leglislativo e sostenere, expressis verbis, a pagina 25 del corriere della sera del 19 dicembre 2009 che ” d’altra parte – aggiungono all’arcigay e arcilesbica di Ferrara- non ci sono alternative, la strada del parlamento appare sempre più impraticabile”. Se tutto ciò è vero si vorrebbe aggirare la mancanza della maggioranza parlamentare, necessaria per modificare la Costituzione vigente, attribuendo inesistenti poteri legislativi ai Tribunali o alla Corte Costituzionale ? Ma uno stato democratico non si basa sul rispetto delle regole poste dalla maggioranza, che non possono non vincolare anche la minoranza ? D’altra parte nemmeno la sinistra, quando ha avuto la maggioranza parlamentare, ha avuto la volontà di istituzionalizzare le coppie di fatto, legiferando in merito con i cosiddetti dico, dibattito che ha fatto perdere solo del gran tempo e denaro e che non ha prodotto alcun risultato normativo.

Sulla base di tutto ciò è sicuramente fonte di sole inutili spese istituire un registro nel Comune di Ferrara delle coppie di fatto in mancanza di una normativa nazionale in merito, per lo stesso motivo condivido le decisione dell’attuale sindaco di Ferrara, Tiziano Tagliani, di vietare la previsione di un registro dei Testamenti Biologici, atto prematuro in quanto anticipatore di una legge che è ancora in discussione nel Parlamento.

Il concetto di famiglia, quindi, in virtù dell’attuale Costituzione, dev’essere ancora inteso come unione potenzialmente stabile, essendo previsto il divorzio, fra due persone di sesso diverso.

Tutto ciò, nell’attuale momento storico caratterizzato da una costante denatalità, significa tra l’altro priveligiare un concetto di famiglia in grado di assicurare un futuro alla nostra popolazione e una trasmissione della nostra identità culturale alle future generazioni, rispetto ad ogni altra visione della famiglia, quale quella omogenitoriale, che non è in grado di assicurare un futuro alla nostra società.

Antonio Frascerra, vice coordinatore Pdl di Ferrara

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