ven 10 Nov 2017 - 1641 visite
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“La legge sullo ius soli è giusta, anzi fin troppo moderata”

Maisto: "Chi non ha voluto parlarne fa parte della pagina più vergognosa del consiglio comunale"

di Simone Pesci

“La legge sullo ius soli è giusta, anzi è fin troppo moderata per uno come me che pensa che se uno nasce a Lampedusa da un rifugiato è un cittadino italiano”. Così Massimo Maisto, vicesindaco del Comune di Ferrara, che giovedì pomeriggio è intervenuto al dibattito sullo ius soli che ha riempito la Sala dell’Arengo.

Lo stesso Maisto che si sfoga riferendosi alla protesta messa in atto dalle destre che non volevano si parlasse dello ius soli in consiglio comunale: “E’ stata la pagina più vergognosa. Due giorni fa, sempre in consiglio, abbiamo parlato della Siae: parlare di Siae va bene, ma perché ci dicono di perdere tempo quando parliamo dei diritti di circa 20% della popolazione? Perché si può parlare di tutto quello che si vuole ma dello ius soli no?” Bisogna parlarne, soprattutto ai “cittadini che hanno paura”, perché del “nel 2050 i demografi dicono che ci saranno 1 miliardo di africani in più: bisogna far comprendere che il mondo cambia e si evolve”.

Anche il sindaco Tiziano Tagliani è intervenuto al confronto, definendo quella dello ius soli “una legge giusta e ragionevole”. Le ragioni del fatto che “una legge così faccia fatica ad entrare in parlamento”, vanno ricercate facendosi “un profondo esame di coscienza”. Tagliani si rivolge a tutti: “Se oggi molti confondono lo ius soli come una legge sull’immigrazione, e molti ancora convivono con la paura la colpa è di tutti, di chi delega e del delegante”.

Su questo aspetto si sofferma anche il legale della Cgil Andrea Ronchi, responsabile per
l’immigrazione che afferma fermamente come “ius soli e immigrazione sono due cose ben distinte da non mettere nello stesso calderone”. Secondo lui la riforma è da fare “perché abbiamo una delle leggi più restrittive d’Europa per la cittadinanza” e qui non si tratta di andare “a cambiare le cose per gli adulti”, ma per i minori che “di riflesso subiscono le leggi per gli adulti che ci impiegano in media 18-20 anni per ottenere la cittadinanza”.

“Le motivazioni per approvare la riforma sono molteplici – asserisce Miriam Cariani del Comitato Ferrara per lo ius soli -. Ognuno di noi, intanto, potrebbe cominciare a fare qualcosa partendo dal rispetto per gli altri, perché il rispetto non ha nazionalità”. Mario Zamorani parla invece di argomento “centrale”, che riguarda “la convivenza di tante persone” perché non è vero che “chi viene prima ha più diritti di chi arriva dopo”.

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