Incidente sulla Ferrara-Mare, 59enne muore dopo lo schianto
Non ce l’ha fatta la donna di 59 anni rimasta gravemente ferita nell’incidente avvenuto nella mattinata di sabato 11 luglio lungo la superstrada Ferrara-Mare
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Un intervento nato da una segnalazione per tre cani lasciati liberi si è trasformato in una situazione di grande tensione, con l’arresto di un pluripregiudicato accusato di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali a pubblico ufficiale
L’incidente poco dopo le 17 lungo via Decimo Bottoni a Ponte San Pietro. Il giovane, cosciente all’arrivo dei soccorsi, avrebbe perso il controllo del mezzo senza coinvolgere altri veicoli
A pochi passi dal parco giochi della Bocciofila, lungo il tratto delle Mura che attraversa il Torrione del Barco, un cittadino ferrarese ha documentato una situazione di evidente degrado
Intervento del Forum Ferrara Partecipata che torna a chiedere la ripubblicizzazione del servizio idrico nel Comune di Ferrara e in tutta la provincia
Una collaborazione internazionale, che vede protagonista anche un ricercatore dell’Università di Ferrara, ha osservato il 17 agosto per la prima volta, attraverso sia le onde gravitazionali che la luce a diverse frequenze, una collisione spettacolare tra due stelle di neutroni in una galassia a 130 milioni di anni-luce dalla Terra.
La danza mortale delle due stelle in rapido avvicinamento progressivo l’una verso l’altra lungo una spirale, misurata dalle onde gravitazionali dai due rivelatori Ligo (negli Stati Uniti) e di Virgo (in Italia) per circa un centinaio di secondi, è culminata in una collisione talmente energetica da forgiare oro, platino, piombo e altri elementi pesanti in brevissimo tempo.
Le onde gravitazionali erano state osservate per la prima volta il 14 settembre 2015 da Ligo, confermando la teoria della relatività generale di Einstein, scoperta che è valsa ai responsabili di Ligo il Premio Nobel per la Fisica 2017.

Cristiano Guidorzi, ricercatore del Dipartimento di Fisica di Unife
Diversi risultati eccezionali nelle osservazioni della luce prodotta dall’esplosione vengono descritti in una serie di articoli prodotti da vari team internazionali. Tra i primi firmatari di due di essi figura Cristiano Guidorzi, ricercatore del Dipartimento di Fisica e Scienze della Terra dell’Università di Ferrara, che ha contribuito a spiegare le osservazioni.
“Tale radiazione elettromagnetica – spiega Guidorzi – è dovuta in parte al decadimento radioattivo degli elementi creati nei secondi immediatamente successivi alla collisione e in parte al materiale che circonda il luogo interessato che viene progressivamente perturbato dall’onda d’urto generata dalla collisione. Questi dati confermano che il contenuto di elementi pesanti che osserviamo in tutto l’Universo e quindi anche nei corpi del Sistema Solare, è spiegabile come prodotto principalmente durante questo genere di collisioni catastrofiche”.
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