ChatGpt, il pericolo nascosto nella ricerca medica
Pazienti con un nome e un cognome, una data di nascita, visite mediche, valori clinici, terapie ed esiti. Peccato che non siano mai esistiti
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Un distacco di intonaco dal laterizio, nella zona del palco, ha reso inagibile la Sala Estense. A riferirlo è il vicesindaco di Ferrara Alessandro Balboni, con delega alle opere pubbliche, intervenuto dopo l’episodio verificatosi nella notte
Si amplia e si aggiorna il sistema di controllo degli accessi alle zone a traffico limitato di Ferrara. Con la determinazione dirigenziale n. 2221 del 17 settembre, il Comune ha approvato il progetto e affidato i lavori alla società Project Automation Spa per la realizzazione di due nuovi varchi Ztl in via Francesco del Cossa e Largo Castello
Sono oltre mille le persone seguite dal Centro per i disturbi cognitivi e le demenze (Cdcd) di Cona. È da questa realtà locale che prende le mosse la Giornata mondiale dell'Alzheimer, che si celebra lunedì 21 settembre e che nel Ferrarese è accompagnata da un calendario di appuntamenti
L'intelligenza artificiale è uno strumento con cui si interfaccia anche il mondo cooperativo, nella consapevolezza che sia necessaria, anzi indispensabile, porre attenzione al percorso di innovazione digitale intrapreso da molte imprese cooperative, sapendone gestire la potenziale complessità
Una collaborazione internazionale, che vede protagonista anche un ricercatore dell’Università di Ferrara, ha osservato il 17 agosto per la prima volta, attraverso sia le onde gravitazionali che la luce a diverse frequenze, una collisione spettacolare tra due stelle di neutroni in una galassia a 130 milioni di anni-luce dalla Terra.
La danza mortale delle due stelle in rapido avvicinamento progressivo l’una verso l’altra lungo una spirale, misurata dalle onde gravitazionali dai due rivelatori Ligo (negli Stati Uniti) e di Virgo (in Italia) per circa un centinaio di secondi, è culminata in una collisione talmente energetica da forgiare oro, platino, piombo e altri elementi pesanti in brevissimo tempo.
Le onde gravitazionali erano state osservate per la prima volta il 14 settembre 2015 da Ligo, confermando la teoria della relatività generale di Einstein, scoperta che è valsa ai responsabili di Ligo il Premio Nobel per la Fisica 2017.

Cristiano Guidorzi, ricercatore del Dipartimento di Fisica di Unife
Diversi risultati eccezionali nelle osservazioni della luce prodotta dall’esplosione vengono descritti in una serie di articoli prodotti da vari team internazionali. Tra i primi firmatari di due di essi figura Cristiano Guidorzi, ricercatore del Dipartimento di Fisica e Scienze della Terra dell’Università di Ferrara, che ha contribuito a spiegare le osservazioni.
“Tale radiazione elettromagnetica – spiega Guidorzi – è dovuta in parte al decadimento radioattivo degli elementi creati nei secondi immediatamente successivi alla collisione e in parte al materiale che circonda il luogo interessato che viene progressivamente perturbato dall’onda d’urto generata dalla collisione. Questi dati confermano che il contenuto di elementi pesanti che osserviamo in tutto l’Universo e quindi anche nei corpi del Sistema Solare, è spiegabile come prodotto principalmente durante questo genere di collisioni catastrofiche”.
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