Ferrara verso una nuova fiammata di caldo: temperature oltre i 35 gradi
Dopo la parentesi instabile e temporalesca del fine settimana, Ferrara si prepara ad affrontare una nuova fase di caldo intenso
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La solidarietà della Polisportiva Centese continua a superare i confini nazionali. Dopo la consegna della prima muta da calcio alla scuola di Kongonou, piccolo villaggio dell'entroterra della Costa d'Avorio, è stato possibile realizzare una seconda importante donazione destinata ai giovani del paese
Una serata partecipata tra memoria storica, musica e impegno civile, con un omaggio alla “Pantera di Goro” Milva
Un nuovo intervento da oltre 13 milioni di euro alla Casa della Comunità "Cittadella San Rocco" di Ferrara. Tra i progetti finanziati dagli investimenti Inail per l'edilizia sanitaria in Emilia-Romagna c'è anche la ristrutturazione del Padiglione 25 dell'ex Sant'Anna
Dopo le proteste dei sindacati e di Pd e M5S, che chiedono di sospendere la procedura di licenziamento collettivo, aprire un confronto con la proprietà e verificare tutte le possibili alternative industriali alla chiusura dello stabilimento, anche Alan Fabbri interviene
Una collaborazione internazionale, che vede protagonista anche un ricercatore dell’Università di Ferrara, ha osservato il 17 agosto per la prima volta, attraverso sia le onde gravitazionali che la luce a diverse frequenze, una collisione spettacolare tra due stelle di neutroni in una galassia a 130 milioni di anni-luce dalla Terra.
La danza mortale delle due stelle in rapido avvicinamento progressivo l’una verso l’altra lungo una spirale, misurata dalle onde gravitazionali dai due rivelatori Ligo (negli Stati Uniti) e di Virgo (in Italia) per circa un centinaio di secondi, è culminata in una collisione talmente energetica da forgiare oro, platino, piombo e altri elementi pesanti in brevissimo tempo.
Le onde gravitazionali erano state osservate per la prima volta il 14 settembre 2015 da Ligo, confermando la teoria della relatività generale di Einstein, scoperta che è valsa ai responsabili di Ligo il Premio Nobel per la Fisica 2017.

Cristiano Guidorzi, ricercatore del Dipartimento di Fisica di Unife
Diversi risultati eccezionali nelle osservazioni della luce prodotta dall’esplosione vengono descritti in una serie di articoli prodotti da vari team internazionali. Tra i primi firmatari di due di essi figura Cristiano Guidorzi, ricercatore del Dipartimento di Fisica e Scienze della Terra dell’Università di Ferrara, che ha contribuito a spiegare le osservazioni.
“Tale radiazione elettromagnetica – spiega Guidorzi – è dovuta in parte al decadimento radioattivo degli elementi creati nei secondi immediatamente successivi alla collisione e in parte al materiale che circonda il luogo interessato che viene progressivamente perturbato dall’onda d’urto generata dalla collisione. Questi dati confermano che il contenuto di elementi pesanti che osserviamo in tutto l’Universo e quindi anche nei corpi del Sistema Solare, è spiegabile come prodotto principalmente durante questo genere di collisioni catastrofiche”.
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