dom 15 Ott 2017 - 1107 visite
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Devo fare ciò che mi fa stare bene…

Devi fare ciò che ti fa stare bene, ciò che ti fa stare, ciò che ti fa stare bene…

Così dice l’ultimo pezzo di Michele Salvemini in arte Caparezza.
Non mi fa stare bene, anzi, mi agita vedere strilloni di giornali che impauriscano inutilmente la gente perché viene insegnato l’arabo a scuola:  il numero 1, il numero 4, il numero 1972, sono tutti numeri arabi… ma di che diavolo stiamo parlando?
Mi fa stare bene che mio figlio Antonio legga lo strillone e si metta a ridere, cogliendone il nonsenso.
Mi fa stare bene quando vedo gli altri stare bene.
Non mi fa stare bene quando ho una mamma ricoverata all’ospedale e i medici me la danno quasi morta perché sbagliano a leggere un referto.
Non mi fa stare bene il fatto che avere conoscenze faccia ancora e sempre la differenza; una volta se avevi conoscenze al massimo trovavi lavoro, oggi se non hai conoscenze muori all’ospedale.
Mi fa stare bene andare a Madonna Boschi alla sagra della salamina da sugo.
Mi fa stare bene aiutare un’anziana di novant’anni a trascorrere il tempo, chiedendole  se fa la zuppa inglese e sentirmi rispondere “beh ezá, con la brazadela, al  chermes (alchermes) la so crema zala e quella negra” cacchio, è proprio quella che piace a me.
Non mi fa stare bene che dal 2013 o forse da sempre l’assessore comunale che mi dovrebbe rappresentare (risorse economiche e produttive, rapporti con imprese…) non abbia mai incontrato né mai abbia avuto rapporti con i lavoratori nell’azienda per cui lavoro (BERCO S.P.A, attualmente 1400 dipendenti); di eventuali contatti con la dirigenza non sono al corrente, ma siamo sempre in tempo per riparare…
Mi fa stare bene trovare una chiave per il caffè con dentro 11,40 € e scrivere sulla macchinetta “Trovata chiave con iniziali, chi l’ha persa può rivolgersi in ufficio”.
Mi fa stare bene fare una corsettina nelle periferie del mio paese e osservare la campagna silenziosa che ci circonda.
Devo fare ciò che mi fa stare bene…
Mi fa stare bene, ogni tanto, trascorrere un fine settimana con mia moglie senza i ragazzi; penso faccia bene a tutta la famiglia.
Devo fare ciò che mi piace senza voler strafare.
Mi fa stare bene andare all’A.V.I.S a donare sangue.
Avevo un capo reparto che non era felice quando andavo a donare sangue, diceva che lo facevo solo per avere una giornata di riposo, diceva che non serviva a niente; poi il caso volle che pure lui come tanti altri abbia avuto bisogno di sangue…
Mi disse che si era sbagliato e che potevo andare quando volevo, perché era importante. Ecco, quel riconoscimento non mi fece stare bene, mi fece stare benissimo.

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