gio 21 Set 2017 - 1716 visite
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Stadio, Rendine: “Uno scempio che non garantisce libertà di movimento”

Interpellanza di Gol: "Le paratie abbandonate a bordo strada deturpano il paesaggio"

Lo stadio poteva, e doveva, essere posizionato altrove ma, ora che lo scempio è ultimato, bisogna almeno garantire la libertà di movimento ai residenti nella zona cuscinetto. È il pensiero di Francesco Rendine (Gol) espresso senza tanti giri di parole in un’interpellanza rivolta al sindaco Tagliani e all’assessore delegato.

“Lo stadio è stato raffazzonato orribilmente con il passaggio in A della Spal – critica il consigliere comunale – e questo, assieme alle fughe dai cittadini che lamentavano carenza di sicurezza in quella zona, dimostrano ancora una volta la mancata capacità politica della giunta di sinistra che auspichiamo possa amministrare Ferrara ancora per poco”.

Eppure, secondo Rendine, “negli anni passati c’era la possibilità concreta di farne uno nuovo presso la zona di Cona, c’era il proprietario del terreno disposto a vendere, gli imprenditori disposti a fare, ma il Comune latitava e ancora una volta fu incapace di agire”.

E così, sempre secondo quanto riportato dal capogruppo Gol, “il ritardo ha imposto quello scempio nell’adattamento del vecchio stadio Mazza, un degrado creato dall’incapacità dell’amministrazione, incapacità che si va ad aggiungere a quella dimostrata nel contrastare gli spacciatori africani e le bande di clandestini nigeriani”.

Il problema riguarda anche “la costruzione dei corridoi con paratie (che costano 300.000 euro a comparto e che nessuno adotta altrove) che ha deturpato il paesaggio di quello che era il più bel quartiere moderno di Ferrara – prosegue Rendine -. Le paratie vengono montate in occasione degli incontri calcistici e al termine vengono abbandonate a bordo strada, restringendo la luce delle stesse, senza nemmeno una segnalazione di pericolo, e anziché in fila vengono accostate due a due di là e di qua dalla strada, oltre alle fisse che permangono tra gli alberi”.

Gli abitanti che vivono in zona, insomma, “si trovano contrapposte una paratia fissa ed una di rete verde (vedi ad esempio il terminale di Vittorio Veneto). Per quanto attiene quella fissa non si discute (perché l’ordine pubblico sovrasta l’interesse privato), mentre per quelle mobili verdi c’è una chiara violazione del diritto incomprimibile di mobilità. Inoltre le paratie, deturpando anche il paesaggio, dovrebbero essere rimosse al termine di ogni partita e riposte altrove”.

Sulla segnalazione di un residente – “che all’interno della zona cuscinetto deve chiedere l’autorizzazione ad attraversare ad uno stewart che diventa addirittura un pubblico ufficiale che può ostacolare quella libertà di spostamento costituzionalmente garantita” – Rendine chiede al sindaco “se ritenga opportuno intervenire con gli uffici preposti affinché sia garantita la libertà di movimento ai residenti nella zona cuscinetto, sia prevista la rimozione e deposito in idonei magazzini delle paratie al termine di ogni partita e, infine, se si rivedano i valori catastali degli immobili al ribasso giacché il loro valore è crollato”.

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