All’alba tra i braccianti: così le Brigate del Lavoro fanno arretrare il caporalato
La segretaria nazionale Flai Cgil Silvia Guaraldi fa il punto sul modello ferrarese: "Agribus e rete territoriale sono un esempio da esportare"
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È in corsa per rappresentare l'Italia agli Oscar 2027 nella categoria Miglior Documentario, ma per Francesco Gallo il vero obiettivo di "Denis 18.11.89" non è la statuetta
L'associazione degli studenti universitari dichiara di aver ricevuto numerose segnalazioni e chiede interventi per migliorare la fruibilità degli spazi universitari
Sabato 4 luglio si è svolto nella frazione di Marrara, negli spazi della parrocchia, un incontro che ha coinvolto l'intera comunità del paese, dai residenti più anziani ai più giovani, riunitisi per la prima volta in un unico appuntamento
La provincia di Ferrara non ha registrato alcuna segnalazione alla Garante regionale per l'infanzia e l'adolescenza nel corso del 2025, ma resta coinvolta nelle principali criticità che interessano il mondo dei minori in Emilia-Romagna, a partire dal crescente disagio psicologico e dal calo delle nascite

Davide Urban
«Maisto non ci racconti le favole della sperimentazione e che adesso sono aperti tutti. È un problema di metodo e, partendo da un metodo inadeguato, la risposta sarà inadeguata». Davide Urban, direttore di Ascom Confcommercio Ferrara, non è tenero con il vicesindaco dopo la conferenza stampa ‘chiarificatrice’ sul progetto per la Movida.
Fu proprio Ascom, tramite il presidente della Fipe Matteo Musacci, a criticare il modo in cui il Comune ha deciso di affrontare i problemi derivanti dalla movida, ovvero con un progetto destinato solo ad alcune associazioni del mondo della cultura (più l’Uisp per lo sport). «Sicuramente – osserva Urban – se anziché fare degli affidamenti diretti si fosse fatto un bando sarebbe stato meglio. Non metto in discussione le capacità delle associazioni ma non si può pensare di non coinvolgere tutta la filiera per affrontare i problemi, ma anche le opportunità, della movida».
«Gli imprenditori della movida sono quasi tutti nostri soci tramite la Fipe – prosegue Urban – e possiamo dare dei suggerimenti». D’altronde proprio Ascom quattro anni fa provò ad arginare i malumori promuovendo una movida “buona” con il progetto “Viva Movida”: «Nel 2013 – ricorda Urban – abbiamo fatto cinque iniziative, senza chiedere soldi a nessuno. Adesso si poteva fare un gruppo di lavoro, si sarebbero individuati meglio sia problemi che soluzioni. Avremmo potuto anche metterci dei soldi perché abbiamo tutto l’interesse a sviluppare attività legate alla movida. Avremmo potuto dare risposte più efficaci e più efficienti, si sarebbero spesi anche più soldi e meglio». Ma ora Maisto, che le porte le aperte anche se probabilmente in ritardo, dovrà fare qualcosa in più per portare l’associazione di categoria a percorrere lo stesso cammino.
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