Schiacciato dal camion durante la manutenzione. Ferito un uomo
Stava facendo manutenzione al proprio camion, quando uno dei cuscinetti ad aria compressa è esploso, facendo improvvisamente abbassare il mezzo pesante su di lui
Stava facendo manutenzione al proprio camion, quando uno dei cuscinetti ad aria compressa è esploso, facendo improvvisamente abbassare il mezzo pesante su di lui
Lo scorso 5 febbraio i Carabinieri della Stazione di corso Giovecca hanno arrestato e tradotto in carcere un uomo di 30 anni, residente a Ferrara, condannato in via definitiva dal Tribunale cittadino a oltre quattro anni di reclusione per maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale
Ancora guai per Zeus, il 20enne stalker ferrarese che inneggiava a Filippo Turetta. Il giovane è stato nuovamente arrestato dai carabinieri e poi portato nel carcere di via Arginone, dopo aver violato ripetutamente - a colpi di post sui social network - il divieto di avvicinamento nei confronti di una delle proprie ex fidanzate
I poliziotti fecero ispezioni domiciliari e acquisirono tabulati telefonici dopo che i due acquistarono le stesse cartucce. Anselmo all'ex dirigente Digos: "Avete verificato se queste due persone avessero rapporti con l'ex vicesindaco?"
Nel pomeriggio del 5 febbraio la Questura di Ferrara ha notificato ed eseguito un’ordinanza di ingiunzione di pagamento nei confronti del titolare di una sala scommesse del centro cittadino
Tra gli oggetti trovati nel Fiorino usato per scappare da Norbert Feher, alias Igor Vaclavic, c’era anche un foglietto con il codice morse oltre ad altre cose un po’ bizzarre – un opuscolo per imparare i geroglifici, due settimane enigmistiche del Duemila e una bottiglia di Limoncetta di Sorrento – e per lui più fondamentali, come viveri e mini-kit per l’automedicazione e un dizionario Italiano-Spagnolo (la Spagna è stata una sua meta in passato).
È quanto riporta l’Ansa sui rilievi eseguiti dai carabinieri del Ris di Parma sugli oggetti ritrovati nel Fiorino bianco – in cui sarebbero state ritrovate nove impronte a lui riconducibili e una a un pregiudicato dominicano, tenuto sotto osservazione -, abbandonato dal killer nella fuga.
Proprio sulla fuga emerge – come riportato da La Nuova Ferrara che ha ottenuto un rapporto dei carabinieri datato 8 aprile – qualche dettaglio in più su come abbia fatto per tre volte a sfuggire alla cattura, poco prima di dileguarsi nel nulla. I militari – che erano tre, in borghese e a bordo di una sola auto “di copertura” – incrociarono il killer, proprio l’8 aprile, tra Marmorta e Consandolo durante le ricerche scattate dopo l’omicidio di Valerio Verri e il ferimento di Marco Ravaglia.
Lo seguirono fino a una stradina che porta in un piccolo bosco, ma dalla centrale operativa ricevettero l’ordine di non sparare, monitorare la situazione e preservare la propria incolumità, in attesa dei rinforzi, che arrivarono circa mezz’ora dopo.
Ma a quel punto Feher aveva già fatto in tempo a entrare tre volte nel loro campo visivo a distanze abbastanza ravvicinate, anche 50 metri. Una prima volta chiedendo di liberare la strada senza aver riconosciuto i militari, una seconda dopo aver fatto marcia indietro ed essere sceso per addentrarsi nel bosco e una terza dopo essere uscito di nuovo dal bosco per prendere alcuni oggetti lasciati nel cassone del Fiorino. I carabinieri si mantennero in contatto visivo con lui, fino all’arrivo dei colleghi e alla messa in sicurezza del perimetro del bosco, dal quale non sarebbe potuto e dovuto scappare.
Dal rapporto emerge che Feher era vestito con cappello da pescatore verde militare, occhiali scuri, giaccone e pantaloni verdi, maglione nero e non indossava guanti. Non sembrava armato ma, secondo quanto verbalizzato dai militari, non ci furono le condizioni per utilizzare le armi in dotazione e fermare la fuga del killer. Che continua ancora oggi.
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