sab 15 Lug 2017 - 3823 visite
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Rivoluzione Darsena, parcheggio interrato all’ex Mof

Finanziato il piano da 18 milioni per riqualificare il quartiere dalla stazione al Meis

Il comparto della Darsena, ex Mof e Meis cambierà volto e diventerà un “nuovo quartiere”. È quanto promesso dall’amministrazione che ha ottenuto per la riqualificazione ben 18 milioni di euro, l’importo massimo previsto dal bando della Presidenza del Consiglio dei Ministri  per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie.

Non si tratta di un progetto definitivo ma di una idea,  uno studio di fattibilità tecnica ed economica suddiviso in 12 sottoprogetti per trasformare e rivitalizzare l’area, già oggetto di cantieri in corso per il recupero della palazzina ex Mof e l’apertura del museo dell’ebraismo” annuncia l’assessore all’Urbanistica Roberta Fusari.

“Sarà uno degli interventi più significativi dal punto di vista urbanistico e dei lavori pubblici del Comune” ammette il sindaco Tiziano Tagliani che vede in questo progetto un passo importante per “collegare la stazione al centro storico attraverso la darsena” entro il 2020, “anno in cui secondo il nostro cronoprogramma – rivela Fusari – verranno completati tutti i lavori, anche quelli più brigosi”.

E i lavori ‘brigosi’, quanto ambiziosi, non sono pochi. Oltre agli interventi sulle infrastrutture (il rifacimento delle fognature, dell’impianto di illuminazione e del gas sulle due dorsali di via Darsena, per cui sono stati chiesti 800mila euro) sono in programma opere stradali, nuovi edifici, aree verdi. Vediamole nel dettaglio.

Ex Mof. Il parcheggio non sarà più lo stesso, non sarà più a raso ma interrato. E il terminal dei bus verrà cancellato, lasciando attiva solo la stazione di via del Lavoro, “strategicamente vicina alla stazione perché per come è cambiata la viabilità cittadina, Ferrara non ha bisogno di due terminal” commenta l’assessore Aldo Modonesi che ha già incontrato Ami e Tper per “ragionare sulla pianificazione”.

Altra novità è che il Demanio è interessato all’area intorno al parcheggio per costruire una nuova caserma della polizia stradale, che lascerà quindi corso Ercole I d’Este per trasferirsi nell’ex Mof. Il terreno, di proprietà del Comune, verrà ceduto al Demanio che a sua volta cederà al Comune il terreno dell’ex aeroporto. Un ‘baratto’ che si vedrà anche per la darsena di San Paolo.

Darsena fiume. Il piano di rivoluzione mira a riqualificare la “spiaggia urbana” creando accessi al fiume con moli galleggianti e nuove strade. Ma qui ci mette lo zampino l’idrovia, “passata di competenza alla Regione che ha limiti nel patto di stabilità e non è nelle condizioni di erogare finanziamenti” fa sapere Tagliani, reduce da un incontro con l’assessore regionale Donini. Ed ecco allora un altro ‘scambio’: il Comune terminerà i cantieri a Final di Rero e Ostellato, affronterà gli appalti sul Boicelli e migliorerà la riva della darsena (di proprietà della Regione) mentre la Regione si impegna a finanziare il dragaggio della darsena (quello che sarebbe dovuto partire dopo lo spostamento del Sebastian, per intenderci).

Via Darsena. La strada verrà aggiornata con attraversamenti ciclabili e pedonali e verranno demoliti i muretti per creare “aree di collegamento ciclopedonali tra l’acqua e le mura”. L’idea di creare un “sistema di spazi tra darsena, ex Mof, Meis e stazione” passa anche dalla sistemazione delle strade intorno allo stadio, “un’occasione per riqualificare le aree verdi e la segnaletica”.

Meis. Nel museo di via Piangipane verrà aperta una nuova porta verso le Mura di San Paolo, un affaccio pronto nel 2020 quando i lavori di recupero dovrebbero essere definitivamente terminati. Un accesso da un milione di euro che deve ancora ottenere il via libera della Soprintendenza.

Ma quali sono i prossimi passaggi burocratici? “Dobbiamo definire i progetti di spesa perché il governo ci ha assegnato i soldi ma deve capire le annualità del Comune per scandagliare le risorse – spiega Fusari -. Tra settembre e ottobre firmeremo la convenzione per la suddivisione dei finanziamenti, poi potremmo definire il progetto esecutivo, fare i bandi di gara e partire coi lavori”. Prima, però, deve ottenere l’autorizzazione del consiglio comunale nella seduta del 31 luglio. Per passare “dal degrado al centro storico allargato”.

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