dom 8 Gen 2017 - 1685 visite
Stampa

“Ferrara va difesa, sì ma non dai migranti”

Il segretario confederale della Cgil interviene dopo la manifestazione di Casa Pound conto Camelot, solidarietà alla coop da parte del Pd

Francesco Barigozzi

Francesco Barigozzi

Dopo il blitz di Casa Pound venerdì sera davanti alla sede di Camelot, per protestare contro l’arrivo di 15 migranti dal Cpa di Cona, arrivano attestati di solidarietà alla coop e una lunga riflessione da parte di Francesco Barigozzi (Cgil Ferrara) che, in un certo senso, inverte la questione.

I primi arrivano dal Pd ferrarese, in particolare dal segretario provinciale Luigi Vitellio – che parla di “Ennesimo vile attaccato contro le lavoratrici e i lavoratori di coop Camelot.  Sono, siamo con voi.Questi blitz a visi coperti sono intollerabili per una comunità democratica come la nostra” – e dal consigliere comunale Renato Finco: “Quando non si sa cosa dire si propone odio e paura. Solidale con gli operatori di Camelot”.

Molto più articolata la riflessione che arriva invece da Francesco Barigozzi, segretario confederale della Cgil provinciale: “Ferrara va davvero difesa, come il resto del Paese – scrive Barigozzi in una nota -. Dobbiamo difenderci da chi ci vuol far credere che la mancanza di lavoro, i diritti persi, la povertà e l’insicurezza dipendono dal fatto che donne, uomini e bambini, che scappano da morte certa, chiedono a noi una possibilità di sopravvivere. Dobbiamo difenderci da chi ci racconta queste falsità perché vuole distrarre l’attenzione di tutti dai veri colpevoli. La migrazione epocale ed assoluta ha una causa ben precisa, la guerra. Chi scappa non è chi ha voluto la guerra, ma chi la subisce con la distruzione della propria casa e la morte della propria famiglia”.

E allora ecco che il segretario confederale afferma che piuttosto “dobbiamo difenderci da chi pianifica ed organizza la guerra, speculando sui veri ‘business’, la vendita delle armi, il dominio delle risorse sfruttabili in parti del mondo peraltro poverissime, gli effetti dei conflitti sui mercati, altro che i 35 euro al giorno per l’accoglienza. Dobbiamo difenderci da coloro che speculano sull’esistenza di donne e uomini affamati e disperati per peggiorare le condizioni di lavoro di tutti. Vogliamo difendere la dignità nostra, aiutando quelle donne e quegli uomini a difendere la loro identità, che hanno azzerato per fuggire dall’orrore e dalla morte. La loro migrazione non è la malattia, ma il sintomo di un cancro che distrugge il nostro vivere civile, ebbene noi vogliamo curare la malattia e difendere Ferrara da chi invece punta il dito sul sintomo, per ingannare tutti”.

“Lottare contro le guerre – secondo Barigozzi – è possibile e realistico, accogliendo ed aiutando chi fugge, intanto, ma poi contribuendo a coltivare una cultura di tolleranza e di pace contro tutte le forme di discriminazione, e comunque non accettando le crescenti disuguaglianze economiche e promuovendo un’equa redistribuzione della ricchezza. Questo è quello che tentiamo di fare in Cgil, con azioni concrete, proposte di legge, referendum, lavoro quotidiano di tutela. Certo è difficile lottare contro i cosiddetti ‘poteri forti’, difficile e rischioso, è sicuramente più facile puntare il dito sui poveri, i disperati, che non possono difendersi, far credere che loro sono il problema.  È impopolare schierarsi contro i potenti, è comodo urlare contro chi è già a terra. Bisogna avere coraggio per andare al di là della superficialità, per capire le vere radici delle questioni. Siamo convinti – conclude – che la nostra gente non ne può più di sentire falsità ed arroganza, ma chiede verità e soluzioni politicamente ed economicamente realistiche”.

Stampa

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi