sab 30 Lug 2016 - 424 visite
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Palasport, il M5S di Codigoro pensa al referendum

Dolcetti: "Abbiamo stabilito la strada da percorrere per contrastare la nuova cittadella dello sport"

di Giuseppe Malatesta

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Francesca Santarella

Codigoro. Facendo seguito all’esito dell’ultimo consiglio comunale in cui è stata votata l’approvazione del progetto per gli impianti sportivi e la demolizione del palasport don Elia Comini, il Movimento 5 Stelle locale annuncia azioni di opposizione. “Dopo giorni di consultazione con i cittadini – dice il portavoce Dolcetti – abbiamo stabilito la strada da percorrere per contrastare la nuova cittadella dello sport”.

Allo scopo è stata programmata una conferenza stampa nella sede di via XX Settembre, fissata per questa mattina alle ore 11. Indiscrezioni sulle intenzioni dell’opposizione pentastellata ricondurrebbero in queste ore allo strumento del referendum comunale, su iniziativa popolare. L’avvio dell’iter referendario e le altre iniziative connesse saranno probabilmente annunciati in sede di conferenza stampa.

A spendersi per la causa della cittadella dello sport, progetto che prevedere l’abbattimento dell’esistente palasport, anche Francesca Santarella, ex consigliere 5 Stelle del Comune di Ravenna ed esperta di archeologia industriale che proprio nella città romagnola si è recentemente battuta per la salvaguardia del magazzino a copertura parabolica ex-Sir, risparmiandolo all’abbattimento e riuscendo a farlo riconoscere come bene culturale vincolato.

foto di Francesca Santarella

foto di Francesca Santarella

La sua presenza a Codigoro, tra il pubblico dell’ultimo intenso consiglio comunale, si spiega risalendo proprio all’autore dell’opera ravennate, lo stesso ingegner Elio Segala che progettò il palazzetto Don Elia Comini. “Quando abbiamo scoperto questa comunanza – racconta Santarella – ci siamo messi in contatto con i colleghi codigoresi per confrontarci e sensibilizzare l’opinione pubblica, quei cittadini che se lo riterranno potranno opporsi e far valere le loro ragioni, economiche, testimoniali o legate all’uso che siano”.

Santarella, che ha recentemente visitato il palasport, riferisce di “una struttura in ottime condizioni, progettata con criteri efficienti e dalle dimensioni adatte al contesto. Non so come si muoveranno cittadini e Movimento – aggiunge – ma credo che si possa tentare un recupero, considerato anche il suo valore intrinseco qualitativo basato su materiali di qualità e manodopere specializzate che non sono facilmente riscontrabili nelle moderne costruzioni prefabbricate”.

A differenza del magazzino ex-Sir, la cui vicenda ha ispirato la monografia Paraboloidi di cui la Santarella è coautrice con l’urbanista Marcello Modica (edito da Edifir), la struttura codigorese non avrebbe i requisiti necessari di anzianità per l’intervento della Soprintendenza e la tutela come bene culturale, “ma parliamo comunque di una struttura in buone condizioni che si vuole alienare a tutti i costi per consegnare ai cittadini un terreno sgombro. Sarebbe normale – asserisce Santarella – interrogarsi sull’effettiva pubblica utilità, sul consumo di suolo che implica una demolizione (con il conferimento dei materiali in discarica) e sullo spreco di risorse di una costruzione ex-novo che non raggiungerà mai i livelli qualitativi precedenti con quella cifra (2 mln di euro, “tutto sommato ridotta”). Si otterrà un edificio nuovo, è vero. Ma non si può ragionare con la logica del demolire e rifare, normale fino a 30-40 anni fa”.

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