Il Grattacielo sotto la gestione Fabbri
Il 12 giugno 2023 è la data di addio del Grattacielo alla città. Dopo allora tramonta il sogno di riqualificazione. Nel maggio 2025 le forze di polizia paventavano l’ipotesi di chiusura dell’intero stabile
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La Protezione civile dell’Emilia-Romagna ha diramato un’allerta meteo gialla valida dalla mezzanotte del 28 gennaio fino alle 00:00 del 29 gennaio che interessa anche la provincia di Ferrara
Nell’ambito delle iniziative per la Giornata della Memoria è andato in scena al Teatro Comunale lo spettacolo "Matteotti. Anatomia di un fascismo", rappresentazione rivolta alle scuole, interpretata da Ottavia Piccolo e scritta da Stefano Massini
Un treno che viaggia per permettere agli studenti di tutte le scuole italiane di visitare i luoghi della Memoria disseminati nel Paese
Dalle 14 di venerdì 30 gennaio fino alle 19 di lunedì 2 febbraio 2026 sarà istituita la chiusura al transito di via San Domenico
“Speculare sul tragico ed efferato omicidio di Luca Varani per una strenua e ottusa lotta contro la modernizzazione è un atto immaturo e violento. Il delitto Varani è figlio della peggiore cultura omofobica, e le parole del vescovo ne sono la triste prova”.
È durissimo Massimiliano De Giovanni, presidente di Circomassimo-Arcigay Ferrara, verso il vescovo Luigi Negri che nel messaggio pasquale ha individuato una connessione tra l’efferato delitto avvenuto a Roma con la lotta per il riconoscimento delle unioni civili e dell’omogenitorialità.
“Che a Negri piaccia o meno, le famiglie omosessuali sono già famiglia e non è certo il riconoscimento dello stato a renderle tali – prosegue De Giovanni -. L’omosessualità è naturale, mentre è l’odio verso i propri simili ad essere l’unica cosa davvero contro natura” Secondo il presidente provinciale di Arcigay le parole del vescovo sono “gravi almeno quanto le recenti dichiarazioni di Valter Foffo, che si vergogna dell’orientamento sessuale del figlio e non del fatto che sia un assassino. Secondo l’annuale indagine condotta dallo Uaar il dato relativo agli sbattezzi nel 2015 è il più alto di sempre. La Chiesa paga il prezzo dei comportamenti di tutti coloro che ne fanno parte. Se fossi in Negri mi farei qualche domanda”.
Altrettanto risoluto, ma con toni più ‘calmi’, Falvio Romani, che di Arcigay è presidente nazionale. “È incredibile la disinvoltura con cui riesce a legare in maniera subdola l’efferato omicidio successo a Roma all’approvazione in Senato del testo sulle unioni civili”, osserva Romani”, che riprende due parole di Negri per proseguire il suo discorso e ribaltare la prospettiva: “‘Sproporzionate e inaudito’ è l’accanimento messo in campo dal vescovo e da molti altri in opposizione a questa legge che finalmente porta un riconoscimento giuridico, seppur parziale e incompleto, a molte coppie e a molte famiglie prima inesistenti per lo stato italiano. Riconoscere dei diritti non è un gesto di disperazione, semmai un gesto di civiltà”.
“La disperazione – attacca Romani – è invece chiara in chi, non avendo validi argomenti, tenta di far passare la discussione sulle unioni civili come un’inutile perdita di tempo, mettendola in contrapposizione con i problemi legati al lavoro, all’immigrazione, all’insicurezza e alla giustizia sociale, in un esercizio di benaltrismo sciatto e lontano dalla verità, nell’evidente intenzione di innescare una guerra tra poveri che non risolverebbe nessuno di questi problemi e perpetuerebbe l’incivile divisione fra cittadini di serie A e cittadini senza diritti e destinati a rimanere cittadini di secondo livello. Si rassegni il vescovo – conclude il presidente di Arcigay – fra mille timidezze e mille ostacoli forse finalmente si è imboccata una strada che porta verso l’uguaglianza, che porterà miglioramenti e giovamenti alla società intera, seppellire la rabbia e prenderne atto potrebbe essere il gesto migliore da fare in vista delle prossime festività pasquali”.
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