mer 28 Ott 2015 - 306 visite
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Commercialista accusata di appropriazione indebita assolta in tribunale

Secondo Mancino, avvocato delle professionista, la questione può rientrare tuttalpiù sul piano civilistico

trib2Nessuna truffa o appropriazione indebita, ma tuttalpiù una negligenza professionale da approfondire in sede civile. Si chiude con una piena assoluzione il processo verso la commercialista ferrarese 51enne P.G., denunciata da un proprio cliente che chiedeva la condanna della professionista e circa 300mila euro di danni tra danni patrimoniali e morali.

La causa era sorta in seguito ad alcuni controlli dell’Agenzia delle Entrate, che non era stata in grado di risalire alla dichiarazione dei redditi di un ferrarese, che per far fronte alla sanzione fu costretto a ipotecare due immobili e a farsi pignorare un quinto dello stipendio dall’ente pubblico. Una situazione dovuta, a suo avviso, dall’operato della commercialista, che fu denunciata e chiamata a rispondere.

Diversamente dai processi più frequenti che vedono al centro un commercialista, in questo caso non veniva contestato alla professionista l’appropriazione del denaro del proprio cliente, ma solo della sua documentazione fiscale. A confutare le accuse in aula è stato l’avvocato Emiliano Mancino, secondo il quale la questione non ha alcun rilievo penale e può essere tuttalpiù affrontata a livello civilistico, per individuare le eventuali negligenze professionali della commercialista. Una versione che ha convinto il tribunale di Ferrara, che ha assolto la 51enne con formula piena.

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