Emil Banca aggiunge un’altra A al Rating Sociale e Ambientale
Emil Banca aggiunge una A al proprio Rating Sociale e Ambientale e sfiora l’eccellenza raggiungendo il livello di AA- in una scala che va da D a AA
Emil Banca aggiunge una A al proprio Rating Sociale e Ambientale e sfiora l’eccellenza raggiungendo il livello di AA- in una scala che va da D a AA
Una dotazione finanziaria superiore ai 12 milioni di euro per i primi tre anni, di cui 5,74 milioni di euro già previsti per il 2026, con l’obiettivo di rendere strutturale il sostegno economico e tecnico ai comparti agricolo, zootecnico, della pesca e dell’acquacoltura
Nel pomeriggio del 5 febbraio la Sala Estense di piazza Municipale ha ospitato l’incontro promosso dal Comune di Ferrara dedicato agli Hub commerciali e dei servizi
Il sistema imprenditoriale ferrarese chiude il 2025 con un segnale di rallentamento, mettendo in luce un saldo negativo di 156 unità
Cia Ferrara sostiene le recenti dichiarazioni dell’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi, in merito alla necessità di una nuova legge regionale per la tutela del suolo agricolo, che compensi le lacune del decreto recentemente proposto dal Governo
I percorsi di housing sociale, noti a livello europeo, contano una esperienza storica anche a Ferrara: dal 1971, infatti, la cooperativa Castello si è proposta come realtà di solidarietà e cooperazione nel campo dell’edilizia in tutto il territorio ferrarese. Cooperativa di abitanti, a proprietà indivisa, la Castello Soc. Coop. a r.l. è una società proprietaria di immobili a scopo abitativo che i soci ottengono il locazione permanente a canone agevolato: circa 1000 i soci e 517 gli alloggi del patrimonio abitativo. Dagli anni 2000, poi, l’attività è continuata attraverso il Consorzio Servizi Urbani, un consorzio di cooperative – di cui fa parte anche la Castello – nato per fronteggiare il problema della casa e che conta la realizzazione di altri 200 alloggi tra Ferrara, Comacchio e Porto Garibaldi. Ora queste due realtà andranno incontro a incorporazione.
Si è infatti annunciato questa mattina, in conferenza stampa, che l’assemblea generale dei soci della coop. Castello voterà sabato 19 – in seconda convocazione – la fusione per incorporazione tra le due cooperative. “Le Assemblee hanno deciso di ridurre la frammentazione – spiega Andrea Benini, presidente di Legacoop Ferrara – per sostenere il presente e progettare in modo più solido il futuro”: ne risulterà infatti “una grande operativa a larga base sociale – spiega Daniele Guzzinati, che presiederà la nuova cooperativa come risultato dall’ultima votazione dei soci avvenuta a maggio scorso – che conterà un patrimonio di 728 alloggi e la gestione diretta di altri 60 realizzati dalla coop. Tre Ponti, un unico soggetto che ci permetta agevolazioni nella distribuzione del servizio”.
Ma come funzionano le cooperative di abitanti a proprietà indivisa? “La proprietà del fabbricato – è spiegato dai relatori – rimane alla cooperativa: il socio non acquista l’immobile ma ne usufruisce a tempo indeterminato pagando un canone d’uso ad un prezzo inferiore agli affitti di mercato”. Non si costruisce solo l’alloggio, ma l’intero contesto di comunità: ai coordinatori dei Comitati di gestione è infatti “delegato il compito – spiega William Giovanardi, coordinatore dei Comitati di gestione della Castello – di interfacciarsi con il Cda e i soci-abitanti, di essere un punto di riferimento per eventuali problemi e garantire i programmi di manutenzione”. Anche la gestione delle attività di servizio del fabbricato sono gestite della cooperativa, che diventa una soluzione “per chi, come i giovani, cerca un percorso di autonomia – illustra Franco Vincenzi, presidente uscente della coop. Castello – o per soddisfare il bisogno di famiglie e anziani: per questo le indivise sono, per il territorio, una ricchezza da mantenere e ampliare”; le cooperative di abitanti sono dunque una risposta di housing sociale di supporto agli interventi abitativi del settore pubblico (pubbliche amministrazioni e Acer), senza voler essere concorrenziali a questi ultimi, anzi “auspicando una rete – continua – di aiuto e supporto”.
Ma poiché sussiste una dicotomia tra proprietà e residenza degli alloggi, questi sono considerati seconde case e come tali vengono tassate: “chiediamo un riconoscimento – interviene Daniele Guzzinati – della specificità del caso”, poiché “la tassazione è spaventosa – gli fa eco Vincenzi – su un milione di euro di entrate dei canoni abbiamo pagato un quinto di Imu, e questi sono soldi, essendo la formula cooperativa non a scopo di lucro, tolti alla possibilità di manutenzione e a eventuali investimenti”. Le stesse spese di manutenzione, secondo il vigente regolamento, “non possono – conclude – essere detratte quota parte e se a livello locale gli amministratori ci sono stati vicini, a livello nazionale i regolamenti ci hanno sempre penalizzato”.
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