mar 9 Giu 2015 - 1720 visite
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Giugno, andiamo. E’ tempo di gay pride

E’ partita in questi giorni lOnda Pride, sulla cui cresta quest’anno ci sono ben quindici città, alcune delle quali al loro debutto nella manifestazione di piazza più importante del movimento lgbt.

Ma che cos’è e cosa significa il Gay Pride?

Inizierò dicendo subito quello che non è in modo da sbarazzarci da inutili e sterili polemiche sul tema:

non è una baracconata,

non è una carnevalata,

non è il circo,

non è un set pornografico all’aperto,

non è nemmeno la prova evidente dell’eclissi di Dio come ebbe a dire il papa emerito e/o uno schiaffo all’umanità o qualunque altra cosa abbia detto Parolin de Parolon (mi perdonerete se non lo cito testualmente ma tanto i concetti son sempre quelli).

 

Il Gay Pride era, è e rimane una manifestazione politica nella sua accezione più ampia e nobile, porta in piazza migliaia di cittadini di ogni orientamento sessuale, razza, credo religioso, colore di capelli, altezza di tacco o comodità di ciabatta, lunghezza di barba e trecce, corpi fuori o dentro il peso forma, ascelle con o senza peli, piume colorate in testa e teste rasate o calve, seni rifatti o cadenti, per riappropriarsi di uno spazio pubblico che alcuni ancora vorrebbero negarci per chiuderci, possibilmente a chiave, dentro uno spazio privato.

Non occorre essere filosofi particolarmente acuti o sociologi dalle vette di pensiero vertiginose per capire che la sessualità umana è tutt’altro che privata, e che è il terreno su cui si giocano le grandi partite delle democrazia moderne (prova ne sia la manipolazione repressiva delle religioni, specie quelle monoteiste, che dicono espressamente ai fedeli quello che devono o non devono desiderare, in una perversa saldatura col potere cosiddetto temporale; prova ne sia il continuo tentativo di controllare, comprimere e normare il corpo delle donne e l’autonomia delle stesse nelle decisioni che le riguardano e basta guardare all’assalto alla legge 194).

Il Gay Pride è il più manifesto atto di visibilità collettiva di una soggetto politico vivo, pulsante, cantante e gioioso, che però vede ancora negati i propri diritti.

Mai come in questi anni, al contrario di coloro che sostengono che di gay pride non c’è più bisogno perché a parer loro saremmo ormai tranquillamente integrati nella società, è necessario scendere in piazza. Basta pensare che solo pochi giorni fa Anno Uno su La 7 ha mandato in onda il peggio del moderno ku klux klan (prima il Luca che era gay che fa i soldi con le teorie riparative, poi Adinolfi, poi le Sentinelle in Piedi, poi il monsignor di turno che ci vieta questo e quello) mettendo tutto e il contrario di tutto nello stesso calderone, da cui è uscito una brodaglia buona solo per l’audience e per i commenti, per lo più giustamente sdegnati, del giorno dopo. E così mentre da noi ancora stiamo a discutere se l’omosessualità è o no una malattia, l’Europa riconosce le famiglie omogenitoriali.

Se qualcuno di voi si volesse prendere la briga di leggere le piattaforme politiche dei vari pride di quest’anno (i pride hanno sempre avuto una piattaforma politica, prima che qualcuno dica il contrario) capirà che non siamo di fronte a un fenomeno di costume, ma a una manifestazione che rivendica con forza la laicità e la democrazia, che non vuole togliere niente a nessuno, ma semmai vuole aggiungere valore, allargare e estendere la forza democratica dello Stato che sta tutta nella tutela delle minoranze che lo abitano e non nell’imposizione della volontà della maggioranza.

(A questo proposito: ministra Giannini meno chiesa e più educazione civica nello scuole, grazie.)

E’ anche una festa? Certamente che lo è! Dopo che nella storia ci hanno bruciat* sui roghi, deportat* nei lager, pestat* per strada, lapidat*, impiccat*, violentat*, dopo che ci hanno vessat* e tentato in tutte le maniere di spingere nell’ombra, a un certo bel punto abbiamo detto basta. Era la notte fra il 27 e il 28 Giugno 1969 quando iniziò la rivolta di Stonewall, ovvero la prima volta nella storia che trans, gay e lesbiche si sono ribellati alle violenze e ai soprusi e hanno rivendicato, con orgoglio, la loro diversità.  Liberarsi dalla violenza e dai soprusi è sempre una festa. E’ l’orgoglio, o se preferite, la fierezza di essere quello che si è, di mostrarsi alla luce del sole con gioia e allegria, di rivendicare pari dignità, come chiunque altro.

Per chiudere citerò la regina delle critiche al Gay Pride, e anche la più molesta secondo chi scrive, e cioè che dovrebbe essere una manifestazione più sobria, in giacca e cravatta per lui e tailleur per lei. Il dibattito a suo tempo si è acceso anche all’interno dell’associazionismo lgbt, e io sono felice che non sia passato questo tentativo di normalizzare un evento e che avrebbe inferto una ferita letale al portato culturale, intellettuale e politico che in quando soggetti eccentrici (rispetto a un focus imposto di “normalità”)  portiamo dentro la società civile. Se avessi un euro per ogni volta che ho sentito dire:”Ah se non date un’altra immagine di voi, la società non vi accetterà mai! Ogni volta che c’è un pride si vedono solo transessuali mezzi nudi e uomini con le chiappe di fuori”, sarei nababba. Per prima cosa la maggioranza delle persone che sfila al gay pride, non ci  tiene affatto a far vedere le proprie chiappe, me compresa, per la fortuna di tutt*. Ma mi chiedo: quell* che si fissano tanto sulla nudità di qualcuno, che vedono in questo il chiaro e inequivocabile segno di promiscuità, che fanno subito l’equazione nudità uguale sesso sfrenato e orgia pantagruelica ad ogni angolo di strada, anzi meglio, su tutti i carri dei gay pride, non sarà che hanno la tendenza a sessualizzare l’universo mondo? Non sarà che hanno una sola prospettiva da cui guardare alle cose?

Ai posteri l’ardua sentenza.

 

Michela Poser

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  • marmotta

    Permettetemi la battuta ma giugno è tempo di tasse( estrapolo dal titolo) poi buon pride.

  • Alfiero Di Monterenzio

    “Il Gay Pride era, è e rimane una manifestazione politica nella sua accezione più ampia e nobile” ne prendo atto. Peccato che ad un osservatore esterno sembri 1) Una carnevalata 2) Una baracconata 3) Un circo. Questa l’immagine che ogni anno arriva al grande pubblico. Gli organizzatori dovrebbero cercare di capire come mai di questa grande manifestazione politica quello che rimane nell’immaginario collettivo sono le piume i lustrini e le paillettes. Non è solo quello che comunichi che conta ma anche come lo comunichi.

  • Azione Futurista Ferrara

    Premessa, come scritto anche non in blog locali, ma in lbri con l’editoria nazionale: Gramsci 2017 (Armando editore), ovvero OK UNIONI CIVILI PARAFICATE GIURIDICAMENTE DIRITTI E DOVERI… CON IL COSIDDETTO MATRIMONIO. PER QUEL CHE MI RIGUARDA OK ANCHE A LIBERA FECONDAZIONE ARTIFICIALE E LIBERA ADOZIONE (IN OGNI CASO MEGLIO BAMBINI IN COPPIE GAY CHE MORTI A 5 ANNI IN AFRICA PER FAME O MALATTIE/ASSENZE DI FARMACI): che direbbero OSCAR WILDE JEAN GENET PIERPAOLO PASOLINI FREDDY MERCURY LO STESSO ELTON JOHN ECC. SUL TUO SCRITTO? OK LE BUONE INTENZIONI MA SONO SCONCERTATO DALLA ASSOLUTA SCARSA ATTENZIONE ALLA COMPLESSITA COMUNQUE DELLA QUESTIONE CHE RIGUARDA NON SOLO RIDUZIONISMI BANALI SOCIOLOGICI MA QUESTIONI STORICO PSICOLOGICHE ARCHETIPE (MAI SENTITO PARLARE DI JUNG…?) MICA DETTAGLI PER PILOTARE DINAMICHE NEI FATTI CONFLITTUALI NELLA SOCIETA’ contemporanea attuale. Perchè, al di là non dell’uguaglianza non omologatrice, leggi ok nel senso da me stesso (e non solo) di cui

  • Azione Futurista Ferrara

    continua Perchè, al di là non dell’uguaglianza non omologatrice, leggi ok nel senso da me stesso (e non solo) di cui sopra per dare dignità e verità giuridica alla questione globale, ma davvero come emrsione della differenza creativa e unica dei soggetti cosiddetti gay transgender, il profumo che continua a segnalarsi in ridondanze collettivistiche pro gay ufficiali è la NORMALIZZAZIONE, LA NORMALITA PIU PERSINO DEGLI ETERO O DELLE LEGITTIME -PSICOLOGICHE- NON GIURIDICHE, QUA I CATTOLICI SBAGLIANO- ) OPZIONI NON PRO GAY DEI CATTOLICI STESSI O LAICI NON FAVOREVOLI… QUESTA E’ LA DEMOCRAZIA, PLURALE, PIACCIA O MENO. Appunto siamo convinti che i vari Wilde ecc rifuterebbero certo neoconformismo indubbio … come l’oBsoleto GAY PRIDE,,, Questo il livello conoscitivo dialettico ..

  • W il gay pride!

    Il gay pride è una manifestazione di gioia, è un urlo in faccia a chi nega uguaglianza e diritti, è chiedere le stesse opportunità, è la voglia di libertà in un mondo che vuol negarla e globalizza le menti. E invito chi commenta tanto per far polemica e senza aver mai partecipato a questo evento ad esser meno rigido e magari a prenderne parte. Resterebbe sorpreso, perchè è troppo facile soffermarsi su tacchi, parrucche e guepière: dietro tutto questo c’è l’entusiasmo di chi lotta ogni giorno per avere la libertà di scegliere.

  • andrea rossi

    mah. da un lato si dice che il gay pride è una cosa importante bella e seria e non una baracconata o un circo o un set porno a cielo aperto. dall’altro si dice che se qualcuno gira con il pinolo all’aria, col cucù in bella vista o dandosi di lingua in bocca sotto i baffi, è una forma di rivendicazione della propria identità. che quindi è quella di un set porno o di una baracconata. per chi vuole, il giugno è anche tempo di protesta contro questa visione del mondo da delirio lgbt. il 20 giugno manifestazione nazionale a roma piazza san giovanni per l’unica famiglia che esiste davvero: babbo mamma bimbi. il resto è fuffina. chiappe all’aria o no.

  • BEN BEN…

    …INFATTI CARO ANDREA è PROPRIO ALL’INTERNO DELLA TUA FAMIGLIA FELICE “BABBO MAMMA BIMBI” CHE SI VERIFICANO OGNI GIORNO EPISODI DI DRAMMI, VIOLENZA, SOPRUSI….I GIORNALI SONO PIENI DI QUESTI ESEMPI DI “GRANDE AMORE” …. O NO? O VOGLIAMO NEGARE ANCHE QUESTO? QUANTO AI “PINOLI ALL’ARIA”, AL “DELIRIO LGBT” E ALLE “CHIAPPE AL VENTO” DA TE CITATI NEL TUO SIMPATICO COMMENTO RIBADISCO CHE CERTE POLEMICHE STERILI TRITE E RITRITE QUANTO VECCHIE LE LASCIO A CHI HA POCA IMMAGINAZIONE. MO VIENI ANCHE TU AL GAY PRIDE, SECONDO ME TI DIVERTI: UN BEL PERIZOMA E VIA A BALLARE LA RUMBA!!!!!

  • Simone

    capirei se l’articolo fosse scritto da una persona “neutrale” ma…scritto da una persona omosessuale o vicina al mondo gay…mi sembra che l’obbiettività sia del tutto assente, è come se io scrivessi un articolo sui Rom …non sarei obbiettivo.

  • alessandro*

    andrea rossi ha scritto il 10 giugno 2015 alle 12:39

    …il 20 giugno manifestazione nazionale a roma piazza san giovanni per l’unica famiglia che esiste davvero: babbo mamma bimbi. il resto è fuffina. chiappe all’aria o no.

    Pensi Sig.Rossi che è proprio dall’unica famiglia che esiste secondo il suo pensiero che sono nate le persone che manifestano al Gay Pride.La domanda è sempre quella:di cosa avete paura? Nel caso si faccia la domanda,sono eterosessuale con una famiglia “normale” come da sua definizione.

  • Alessandro Carion

    @Rossi, dandosi di lingua in bocca sotto i baffi riguarda lei quando limona con sua moglie dal momento che è di pelo provvisto sopra le labbra. Poi sta pubblicizzando una manifestazione che sostiene ma a cui non andrà, come fa sempre, per la serie tutti ‘cazzuti’ dietro una tastiera. Per i pinoli all’aria rimando al suo delirio a commento di un primo piano di Flavio Romani, dove ha voluto vederli anche se non c’erano e ha fatto esercizio di retorica per dissimulare la toppata che lei e persone ben più altolocate di lei avete fatto (le altolocate si erano già scusate, lei non ci sente proprio e non conosce il significato della parola stile). Infine, la famiglia è fatta di babbo, mamma e figlia (bambina) che viene messa a distribuire volantini fuori da una conferenza omofoba e che sa riconoscere, in quanto bambina, il presidente di ArciGay (toppando).

    @Simone, quindi di gay possono parlare solo gli etero mi par di capire

  • andrea rossi

    una coppia di conviventi omosessuali con un bambino (?) non è una famiglia. è una coppia di conviventi con uno o più bambini. ci può essere un affetto stratosferico. non è una famiglia. la famiglia è padre, madre, figli. qui nessuno parla di felicità o infelicità, affetto o non affetto. la variabile non è e non può essere l’affetto, allora qualsiasi legame affettivo legittima la possibilità di crescere figli e di essere riconosciuto legalmente? comunque, come sempre, la democrazia è una gran cosa. se ci sono i numeri ci sarà la legge. senza numeri – secondo me – non solo non ci sarà la legge, ma cade il governo, cosa che a questo punto, come extrema ratio, mi auguro. faccio presente – ma questo evidentemente non passa come messaggio – che in nessun punto ne faccio una questione di credo religioso. il contrario purtroppo non è, tanto è vero che nei periodici pistolotti di “sposa la causa” c’è in modo costante la polemichina e l’inutile cattiveria laicista. a cui rispondo a tono.

  • marmotta

    Eh ha proprio ragione rossi,babbo mamma ,e bimbi ,sarà per questo che ogni giorno una  si fa fuori ,per troppo amore…ma per pietà…..

  • La papessa

    Flavio ma perchè non facciamo un bel carro e invitiamo l’andrea che fa la voglia di partecipare? Io mi vesto come la bertè da pirata, ale carion si mette in gran spolvero con un abito di paillettes, tu ti vesti da moira col parruccone e le colombe e l’andrea lo mettiamo a petto nudo tutto pellato col cappello con visiera e borchie come freddy mercury! I baffoni ce li ha già! Dai andrea, dai che ti diverti un po’ anche te!!

  • silvia

    Tutta sta gente che squalifica la famiglia naturale usando come motivazione le violenze patite in alcune di esse, ha la stessa capacità di argomentazione dei razzisti che inneggiano alla cacciata di tutti gli immigrati quando alcuni di loro delinquono. 

  • marmotta

    Intanto ‘tutta sta gente qua”non è motivo di alcuna  motivazione ,forse( ma non me ne intendo ‘non è neppure italiano) io ho la famiglia tradizionale e non la squalificò affatto ,ma non per questo chiudo gli occhi per non vedere ,si legga quakcosina qua e la  non farà fatica a scoprire che ogni 2 giorni una donna in Italia viene uccisa dal maritino o compagno… Questa è la realtà, gli extracomunitari non centrano una cippa lippa.

  • silvia

    Guardi, la mia famiglia di origine era abbastanza disastrata, quindi ne so qualcosa eccome delle storture che possono avvenire al suo interno. Ciò non significa che l’antropologia vada sconvolta. Che la prole nasca dall’unione di un maschio e di una femmina mica se l’è inventato la Chiesa. La prosecuzione della specie avviene così da sempre, indipendentemente dal fatto che il modello familiare sia patriarcale o matriarcale. Ma continuate pure a vivere nelle vostre illusioni. 

    • Staff Sposa la causa

      Buonasera Silvia, personalmente non vivo alcuna illusione. E mai ho pensato di poter negare il meccanismo della riproduzione sessuata umana e dei mammiferi in generale. Sulla famiglia e sul suo significato abbiamo ampiamente discusso nei post precedenti di questo blog per cui sarebbe ridondante riprenderlo qui ex novo.
      Michela

  • silvia

    Michela, mi perdoni la franchezza, però purtroppo nel momento in cui si accettano e si incoraggiano pratiche alternative create dall’uomo per far nascere bambini, in modo da consentire di averne a coppie che evidentemente non possono perché la loro unione è intrinsecamente sterile, ci si illude. Voglio essere chiara: il desiderio di avere figli è giusto, è bello e va rispettato. Ma la famiglia è un’altra cosa e non è giusto stravolgere un assetto che la natura stessa ha deciso. Potete decidere di farlo con la tecnica e con le leggi, ma la natura prima o poi si ribella alle forzature. Per questo parlo di illusioni. 

    • Staff Sposa la causa

      Cara Silvia come ebbi a dire già nei citati precedenti post, la natura ha stabilito che per la riproduzione servono un gamete maschile e uno femminile, ma nulla ha stabilito nel suo regno su famiglia, matrimonio, ecc. Ne converrà. Ad ogni modo se volesse approfondire l’arogmento la invito stasera alle ore 18.00 alla libreria Ibs alla presentazione del libro “Le famiglie omogenitoriali in Italia”.
      Saluti, Michela

  • Nicola

    Tranquilli, che fra poco arriva l’Isis…

  • silvia

    Ma vede che quindi si riduce a mera tecnica? Io credo che ridurre la procreazione alla sola unione di gameti, ignorando la sfera emotiva, non sia nè saggio nè giusto. Tra l’altro, ribadisco che se nel corso del tempo la famiglia ha modificato alcuni suoi aspetti (matriarcale, patriarcale, contadina conprendente più generazioni, nucleare con soli genitori e figli…), il nucleo di base da cui si è sempre originata è sempre stata l’unione del padre e della madre, in un modo o nell’altro. Sono di Ferrara, ma vivo a Milano, quindi non potrò essere presente stasera. La ringrazio comunque dell’invito. Grazie anche del confronto “virtuale”. A presto.

  • silvia

    “Comprendente”, non comprendente, chiedo scusa…

  • Tony

    @Rossi, sono anch’io figlio della sua cultura e della sua tradizione e non nego di esserne influenzato quando anch’io provo imbarazzo di fronte agli eccessi di esibizionismo e protagonismo, dettati più che altro dal bisogno di riconoscimento e identificazione. Non mi spingo fino al suo giudizio sulla famiglia, sul quale ho molti dubbi e per la quale userei la categoria ‘essere umano’ più che quella di babbo e mamma.
    Alla fine comunque il tutto si riduce in una necessità evolutiva, come profetizzava Herbert Spencer nel secolo scorso. L’aumento della popolazione mondiale non è sostenibile per il pianeta nel lungo periodo e la specie umana deve trovare un sistema per bloccare l’espansione demografica. Alcuni sostengono che nel 2050 sarà omosessuale il 40% della popolazione mondiale.
    Prepariamoci, faranno un gay pride gigantesco … 

  • Alessandro Carion

    @Tony, non so se sono tonto o no, ma mi ha fatto sorridere, e la ringrazio per questo. Nel 2050, se la popolazione mondiale dovesse essere composta per il 40% da omosessuali, forse non ci sarà più bisogno di fare il Gay Pride. Ecco, io spero che arrivi un giorno in cui non sia più necessario organizzare questo evento, indipendentemente dal 40% ipotizzato, un giorno in cui si possa stare tutti in pace, senza violenze, senza discriminazioni, con diritti e libertà nel rispetto reciproco. Ecco il Pride è prima di tutto questo, molto prima di qualche persona colorata e, forse, irriverente, che compare su tutti i giornali, giusto per scatenare i soliti commenti di disgusto e condanna fino all’anno successivo. Il Pride è altro, e credo che tutti lo sappiano, solo che molti non vogliono ammetterlo.

  • andrea rossi

    io sogno un mondo in cui tutti i bambini abbiano un padre e una madre. che nel vostro mondo diventa un incubo.

  • david

    Giusto andrea rossi! Lo sostengo anche io che ogni bimbo deve avere un padre e una madre…infatti sto preparando una proposta di legge che prevede di togliere il figlio alle famiglie che si separano, o in quelle in cui uno dei genitori muore, per affidarlo ad una sana e tradizionale famiglia con un padre ed una madre!!
    Spero vivamente che lei mi sosterrà nel proporre questa legge, che sarà un baluardo contro tutte le famiglie ‘non tradizionali’ che rischiano di traviare a vita dei poveri e innocenti bambini!
    Come si può pensare che un bimbo cresca sano senza un padre e una madre?? Mah…

  • Alessandro Carion

    @Rossi, l’incubo lo vede lei senza confrontarsi con persone che stanno vivendo questa esperienza come mi pare le sia stato proposto più di una volta. Lei giudica e non ha l’umiltà di verificare almeno prima, perché definire incubo la vita degli altri senza averla osservata è questo. Poi in base a questo incubo lei sta impedendomi di sposarmi, anche se io non voglio avere figli, per il famoso detto che non si guarisce il cieco, anche se si può, perché poi dopo potrebbe avere delle pretese dettate dalla autonomia acquistata. Infine, un incubo per me è una bambina messa a svolantinare fuori da una manifestazione che ha carattere politico, di qualunque colore e orientamento sia, una bambina che ritiene di riconoscere il presidente di ArciGay. Io da bambino scambiavo figurine dei calciatori e guardavo ‘Gli Antenati’ e la Carrà alla tv, e leggevo i gialli per ragazzi e giocavo a nascondino.

  • Alessandro Carion

    e comunque @Rossi, fintanto che lei commenterà qui in questo modo becero qualsiasi battito di ciglia di un omosessuale ci sarà bisogno di un Gay Pride, perché siamo ancora molto fermi, e io non sono disposto a rivedere in gente come lei quel branco di stolti che negli anni ’70 ha un po’ complicato la vita a me. Sono consapevole però di una cosa, che dalla parte della ragione c’ero io, non il BRANCO di STOLTI.

  • marmotta

    Rossi ufffffffffffff..

  • Paola

    @Silvia e @rossi..Non usate la ‘natura’ a vostro piacimento! Il concetto di ‘naturale’ viene frainteso ed elevato a legge universale quando invece le ‘regole’ che governano la vita sono descritte dalla biologia. La ‘natura’ è in realtà semplicemente la descrizione dell’insieme delle forme biologiche (e quindi in questo insieme di forme vanno inclusi tutti i casi realmente presenti e riscontrati) mentre la biologia descrive il fenomeno e dice che per la riproduzione umana non c’è nessuna necessità di ‘padre’ o di ‘madre’ ma di un ovulo e di uno spermatozoo, ma non decide o descrive a priori il modello di cure parentali necessarie al nuovo essere vivente. Né la ‘natura’ né tantomeno la biologia decidono cosa NON può esserci, non è proprio concettualmente possibile dato che se qualcosa di non conforme alle precedenti osservazioni viene riscontrato, si cercano altre spiegazioni biologiche al processo. 

  • andrea rossi

    @paola, e quindi è un bene o un male che un bambino non abbia una famiglia con un padre o una madre? perchè sai, di giochini con i gameti ne possiamo fare a bizzeffe …

  • l’uovo di Colombo

    Caro Rossi,
    la risposta è chiara e semplice come l’uovo di Colombo. Un bambino deve avere una famiglia: STOP. C’è chi una famiglia la trova nei nonni perchè i genitori non ci sono più, c’è chi la trova in un parente stretto perchè è il solo che può dargli amore, c’è chi è fortunato e ha i genitori che si preoccupano di farlo stare bene. Se poi succede che i genitori siano dello stesso sesso IO PENSO CHE LA COSA PIU’ IMPORTANTE E LA SOLA CHE CONTI SIA L’AMORE, IN TUTTE LE SUE FORME. E BASTA.

  • andrea rossi

    quindi si nega il diritto di un bambino ad avere un padre e una madre. basta dirlo con chiarezza, senza scomodare colombo.

    • Staff Sposa la causa

      No Rossi, quindi si afferma che si può essere buoni genitori a prescindere dall’orientamento sessuale. Michela

  • ombra che cammina

    Vede Rossi io la capisco.
    La capisco perche’ il suo discorso e’ coerente coi suoi principi (che in parte sono i miei) e lo sostiene a spada tratta.
    Mi permetta pero’ di contestarle il suo ‘accalorarsi’ in una sede ‘inadeguata ad un dibattito’ dove devono ‘passare’ dei concetti in ipotesi come tesi, non il confronto delle opinioni.
    Mi dispiace inoltre l’ ufffffffffffff che e’ proprio sintomatico di quanto sostengo.
    N.B. per Staff Sposa la causa, il presente post appena inviato sara’ stampato dalla pagina del browser per evitare che nei meandri del codice html si perdano dei pezzi, o che java ne possa alterare parte del contenuto…………

  • Augusto

    Gay pride=orgoglio gaio. Questa è la traduzione letterale dall’inflazionato inglese.
    Che uno possa sentirsi orgoglioso di essere felice, nessuno lo mette in dubbio.Ma che questo orgoglio sia legato al fatto ci essere omosessuali, sembra un’esagerazione. Non mi sembra nè opportuno, nè decoroso sbandierare in modo volgare e provocatorio le proprie tendenze sessuali. Chi lo fa e lo approva, dimostra solo la propria frustrazione, derivante, semplicemente, dal fatto che si vergogna di essere normale. In pratica, si autoghettizzano da soli. Lo dimostra il fatto che i soggetti normali non hanno alcun bisogno di manifestare la proppria eterosessualità. Detesto tutte le forme di manifestazioni plateali, non solo questa. Il voler estendere, poi, alle coppie omosessuali, il concetto di famiglia, è semplicemente assurdo, come il pretendere di poter adottare bambini. Scatenatevi pure nei commenti contrari, ma chelo volgiate o meno, questa è la realtà.

  • Gianna

    @Augusto. I soggetti che lei definisce “normali” non sbandierano le loro tendenze sessuali esattamente come i soggetti “normali” non sbandieravano la loro bianchitudine all’epoca della segregazione razziale. Forse non lo facevano perchè non erano loro quelli segregati,discriminati e demonizzati?

  • Gianna

    @Andrea Rossi
    Quindi al milione e 600mila famiglie MONOPARENTALI italiane dovrebbe essere tolto il figlio perché hanno violato il diritto di quest’ultimo ad avere un padre ed una madre?

  • andromedajus

    Il concetto è semplice, la vita nasce dall’ unione fra un uomo e una donna.
    Ogni nascituro ha diritto ad avere una mamma e un papà.
    Due adulti possono decidere di  fare dell loro vita quello che credono più opportuno.
    L’ unico diritto a dover essere tutelato è quello del bambino che non ha deciso di avere due papà o due mamme.
    La paternità/maternità non è un diritto.
    I Pride sono semplicemente puro esibizionismo, spesso con scenette di dubbio gusto.
    Se il mondo Lgtb vuole rispetto e diritti, deve prima imparare a rispettare gli altri, anche se di opinioni diverse dalle loro.
    I Pride sono odiati da quella parte di omosessuali che vivono la loro vita tranquillamente e serenamente.

    • Staff Sposa la causa

      E se lo dice Andromedajus…

  • Arduo Capirsi

    @Gianna paragonare la presunta segregazione omosessuale alla vera segregazione patita dai neri in USA o in Sudafrica è oltre che un’ingiustizia una vera stupidaggine. Non risulta infatti che i neri all’epoca in quei paesi fossero invitati in radio o in televisione a fare i maestri di bon ton o ad insegnare ciò che è alla moda e cosa no. Questo vittimismo esagerato ed inutile alla lunga non suscita certo simpatia.

  • Paola

    Andromedajus, mi scusi ma credo il suo post sia in buona parte dettato da fortissimi preconcetti e pregiudizi che denotano scarsa conoscenza biologica e poca logica. Lei parte da un’affermazione corretta “la vita nasce dall’unione fra un uomo e una donna” ma arriva ad una conclusione: “Ogni nascituro ha diritto ad avere una mamma e un papà” che non ne è in realtà logicamente la conclusione, almeno dal punto di vista biologico per quello che abbiamo ragionato sopra. Ma se si ammette di ragionare in questo modo (fatto biologico che viene esteso a diritto) lei si contraddice nella parte successiva in cui dice che: “La paternità/maternità non è un diritto”. La paternità/maternità sono fatti biologici, processi complessi che derivano dalla presenza e dal buon funzionamento di organi/apparati, e sono certa che se qui si parlasse di malfunzionamenti ad altri apparati (cardiocircolatorio, nervoso, etc) nessuno metterebbe in dubbio che il loro corretto funzionamento sia un diritto.

  • marmotta

    Posso aggiungere un ultima cosa condivido abbastanza il post di Andromedajus,( non amo molto l esibizionismo),però aggiungo che ho visto fare a eterosessuali cose ( anormalissime)..

  • Paola

    ..poi passa ad analizzare la vita altrui con altri preconcetti, ma qui la poca conoscenza biologica c’entra poco, mancano logica e onestà intellettuale; afferma che “Due adulti possono decidere di fare dell loro vita quello che credono più opportuno” ma pare proprio che non possano fare quello che credono: 1)”I Pride sono semplicemente puro esibizionismo, spesso con scenette di dubbio gusto.” addirittura limitando i diritti in conseguenza di un dogma (diritti derivano dal rispetto altrui) che non credo venga applicato in altri contesti 2)”Se il mondo Lgtb vuole rispetto e diritti, deve prima imparare a rispettare gli altri, anche se di opinioni diverse dalle loro.”
    Poi afferma “L’ unico diritto a dover essere tutelato è quello del bambino che non ha deciso di avere due papà o due mamme.”. Il bambino non ha deciso neanche di venire al mondo e non decide moltissime altre cose successive, ma solo questa secondo lei è oggetto del diritto. 

  • andromedajus

    Paola ha scritto il 14 giugno 2015 alle 10:49
    Andromedajus, mi scusi ma credo il suo post sia in buona parte dettato da fortissimi preconcetti e pregiudizi che denotano scarsa conoscenza biologica e poca logica. Lei parte da un’affermazione corretta “la vita nasce dall’unione fra un uomo e una donna” ma arriva ad una conclusione: “Ogni nascituro ha diritto ad avere una mamma e un papà” che non ne è in realtà logicamente la conclusione.

    Beh se lei considera un preconcetto che vita nasce da l’ unione di uno spermatozoo e un ovulo, inutile continuare  discorso.
    Il bambino ha diritto ad avere una mamma e un papà, se poi la vita ed il destino decidono altrimenti è un evento imponderabile.
    Aggiungo che prima ero aperta nei confronti del mondo Lgtb, adesso la mia chiusura è totale.
    Nessun apertura contro l’ intolleranza , il non rispetto delle opinioni degli , altri e la violenza.
    Per il resto il Pride viene contestato dagli stessi omosessuali di una certa levatura morale ed etica.

    • Staff Sposa la causa

      Quindi andromedajus secondo lei io sarei persona dalla dubbia moralità e bassezza etica? Michela

  • 16dB

    E’ incredibile come in un mondo che evolve in continuazione e che pone continuamente nuovi ed interessanti sfide etiche, ci sia ancora gente che disquisisce della stessa roba. Sono passati 40 anni, ragazzi! 40! In un secolo in cui 40 anni sono l’equivalente di 4000 anni dei secoli precedenti. Rossi, Andromeda, lo so che c’è tanta nostalgia dei bei tempi andati ma non c’è più posto per voi nella società occidentale. Lo so che è triste ma state sparendo. Puf. Io inizierei a prendere in considerazione l’idea di svernare in qualche landa più in linea con le vostre aspirazioni quotidiane. Tipo l’Iraq odierno al confine con la Siria. Lo so, a prima vista sembrano lontanissimi culturalmente, ma vi stupireste delle similitudini. E con l’aggiunta che loro queste cose là le sanno imporre per benino. Guardatevi i filmati di propaganda su youtube e ditemi se non sarebbe un piccolo paradiso in terra per voialtri. Ah. Portatevi anche il vescovo già che ci siete. Grazie. Attendo cartoline.

  • andromedajus

    Quindi andromedajus secondo lei io sarei persona dalla dubbia moralità e bassezza etica? Michela

    Non la conosco e non mi permetterei mai di dare un giudizio.
    Ho solo fatto un inciso su come la pensano alcuni omosessuali, che conosco ed ho rapporti cordialissimi.
    Vuol negare che al vostro interno ci sono delle divergenze?
    Le foto che ho visto del Pride di Roma offendono prima di tutti voi .

    • Staff Sposa la causa

      Certo che non lo nego, non siamo mica tutti uguali e non la pensiamo mica tutti alla stessa maniera. E ci mancherebbe. Pero’ lei ha fatto una affermazione di carattere generale in cui diceva che solo gli omosessuali di una certa levatura morale e etica contestano il pride. Dato che io non lo contesto affatto, anzi ho argomentato a favore, significa che io quella certa levatura di cui lei scrive non ce l’ho. E come me i 250 mila del pride di Roma e le altre migliaia degli altri pride cittadini. Questi i rischi delle affermazioni assolute che lei e altri fate senza averci pensato su troppo. Michela

  • http://Estense.com Epaminonda

    Signora del Gay pride, siamo in democrazia giusto? La maggioranza comanda, almeno così narrano le fiabe, quindi sfruttate la tecnologia a vostro favore in stile replicanti, fate della cultura Lgbt la nuova religione monoteista e imponetela con regolare votazione. Sará più semplice che trascinarsi in estenuanti dibattiti con gente che non riesce a comprendere le vostre richieste? 

    • Staff Sposa la causa

      Caro/a Epaminonda, io non voglio proprio imporre niente a nessuno, ma non voglio nemmeno che altri mi impongano la loro visione delle cose. Fino a prova contraria la laicità dello stato dovrebbe garantire proprio questo, invece devo sottostare a dettami ideologici e precetti religiosi che non mi appartengono. E questo è ingiusto e incivile. Michela

  • andrea rossi

    solo di passaggio: la questione della modernità, del fatto che qualcuno è nel “passato” e quindi nel male e qualcun’altro è nel “futuro” quindi nel bene davvero è una sciocchezza. il XX secolo dimostra a bizzeffe il contrario. un secolo aperto dal ballo excelsior e dalla luce del progresso contro le tenebre dell’oscurantismo: 15 anni dopo ci si prendeva a cannonate e si usavano i gas asfissianti. negli anni trenta i politici di mezzo mondo parlavano della naturale decadenza delle democrazie, e il futuro erano gli stati con anima “collettiva”, ossia quelli guidati da nazismo, fascismo e comunismo. il progresso legislativo ha portato nei progrediti paesi nord europei alla sterilizzazione delle malate di mente, o all’uso sistematico di lobotomia ed elettroshock. i sedicenti diritti civili sono degli abusi nei confronti dei bambini, che col divorzio hanno perso l’unità della famiglia, con i futuri matrimoni gay perdono il diritto ad avere padre e madre, con l’aborto perdono la vita. 

  • http://Estense.com Epaminonda

    Signora Michela, da come combattete la vostra causa lo sembra, perché se si è giunti a credere che fare una sfilata di carnevale vestiti in modo quantomeno singolare sia fare politica beh , credo voi siate fuori strada. Se la gente vi bolla come “anormali ” che senso ha far di tutto per incoraggiarli a pensarla così ? Non so a lei , ma a me pare un grave errore di strategia. Poi lascerei un capitolo a parte per la questione della politica attraverso le sfilate di carnevale ma mi rendo perfettamente conto del cambiamento dei tempi. 

  • ombra che cammina

    @16db
    Dov’ è che facevano svernare i dissidenti in lande più in linea con le loro aspirazioni ? 
    N.B. per Staff Sposa la causa, il presente post appena inviato sara’ stampato dalla pagina del browser per evitare che nei meandri del codice html si perdano dei pezzi, o che java ne possa alterare parte del contenuto…………

  • 16dB

    Se si riferisce a Pontida sig.ra Epaminonda ha perfettamente ragione.

  • Alessandro Carion

    Anche una processione può essere vista come una sfilata di Carnevale, se vogliamo scendere a questo becero livello, con sorpresa finale quando ci si inchina davanti alla casa del boss della zona. Sempre seguendo lo stesso livello, anche una manifestazione di protesta dei lavoratori può essere vista in tal modo. Io il 27 parteciperò al secondo Pride quest’anno e sarò vestito in t-shirt e bermuda (o pantaloni) e scarpe da ginnastica. Come me la moltitudine dei partecipanti, ma sono anni che persone in malafede parlano come se ci andassi vestito in altro modo e pontificano su quello esulando volutamente da tutto il resto e dal significato della manifestazione che tutti ben conoscono ma che a loro non interessa. L’importante è usare il termine ‘Carnevale’ come un mantra (se avessi mezzo centesimo per ogni volta che è stata scritta questa parola …)

  • andromedajus

    Alessandro Carion ha scritto il 15 giugno 2015 alle 13:43
    Anche una processione può essere vista come una sfilata di Carnevale, se vogliamo scendere a questo becero livello, con sorpresa finale quando ci si inchina davanti alla casa del boss della zona. Sempre seguendo lo stesso livello, anche una manifestazione di protesta dei lavoratori può essere vista in tal modo

    In un processione oppure in qualunque alta manifestazione, non mi risulta ci siano manifestanti abbigliati o meglio non abbigliati.
    Inutile i vostri Pride ricordano un carnevale.
    Lei ha sottolineato che la processione si è fermata sotto la casa del boss, io le dico che anche nella chiesa c’e’ molto marcio, ma lo scontro non è fra la chiesa e gli omosessuali, ma fra gli individui indipendentemente dall’ orientamento religioso non sono d’ accordo con le vostre richieste.

  • Evoluzione

    Caro Rossi, lei secondo me sta facendo un gran polverone, uno zibaldone storico che poco c’entra con il diritto ad avere una propria vita nel rispetto della propria identità. Dopo centinaia di anni in cui chi era considerato un diverso veniva punito e messo ai margini della società finalmente qualcosa è cambiato. E la cosa può piacerle o meno mio caro, ma se ne farà una ragione. La vita evolve Rossi, se lei vuol restare fermo faccia pure. Io invece preferisco proseguire la mia strada, e se sul mio cammino passa il variopinto carro del gay pride io ci salgo, ORGOGLIOSO DI ESSER QUEL CHE SONO E CHE DESIDERO ESSERE!!

  • marmotta

    Carion ci si fossilizza sui nomi .(lei cmq i carri visti a roma come li chiama?)carnevalata ( aaggiunga una moneta) se queste forme di inutile esibizionismo si togliessero ,io credo sarebbe tutto più semplice e unirebbe…o no? …finito davvero stavolta

  • 16dB

    Tipico di chi ama piegare le evidenze storiche a proprio uso e consumo: prendere guerre, dolori, morti, dittature e mischiarci battaglie per i diritti civili, semplicemente perchè non le si condivide. Probità ed onestà intellettuale a carrettate eh? O cerca semplicemente di buttare tutto in caciara e magari spera che qualcuno tiri fuori le crociate e l’inquisizione. Non sarò io a farlo. Roba vecchia: ormai è così volli che fosse. Le persone “di Chiesa” affronteranno le nuove questioni etiche fra qualche decina d’anni, quando saranno vecchie e decrepite continuando a non venirne fuori. Un po’ come succede negli U.S.A. con la teoria dell’evoluzione. Un po’ come succede in Italia per divorzio, e omosessualità

    Ombra: io non spedisco nessuno da nessuna parte, mi limito ad indicare luoghi in cui taluni troverebbero usi e costumi più consoni a quelli che sarebbero i loro ideali di vita. Ormai a parte la piccola e stufa enclave italiana, nel mondo occidentale sono come dinosauri. Estinti.

  • Alessandro Carion

    @marmotta, lei ha finto ma mi permetta una replica. Dal 2000 ad oggi ho partecipato a parecchi Pride in tutta Italia, da Bari a Napoli, da Roma a Grosseto, da Bologna a Genova, da Torino a Milano, da Venezia a Verona fino a Padova (credo di non essermene dimenticato nessuno). Come non ho scritto io, quelli che voi definite eccessi si riducono a una trentina di partecipanti e vanno comunque contestualizzati. Al punto che per Verona, due settimane fa, sono state scomodate foto del Pride di Vancouver di sette anni fa e per Roma, sabato scorso, immagini di Parigi e del Brasile (dove pare fosse la manifestazione per la vittoria di una squadra di calcio). Io posso anche non essere d’accordo su certi atteggiamenti ma al momento questo non mi ha portato a far perdere totalmente di valore una manifestazione che resta importante. Sono convinto che siate capaci di intendere, e lo dimostrate qui seppur su fronti opposti …

  • Alessandro Carion

    … non posso credere che voi non conosciate a questo punto il significato e la storia di quella manifestazione, visto che la state commentando da anni, in maniera miope, limitandovi a vedere quelle trenta persone e non rispettando le restanti centinaia di migliaia, fregandovene dei sobri genitori che sfilano insieme ai figli omosessuali, dello sciame umano che spesso c’è, delle piattaforme di rivendicazione, delle attività collaterali. Questa secondo me è disonestà intellettuale e malafede, il solito disco rotto.

  • marmotta

    Carion ,io ho scritto di aver chiuso ma guardi che chiunque può scrivere e commentare quello che più gli pare..le pare? ,visto che è lei che divide noi- voi ( io non lo faccio ) le dirò che voi non accettate il dialogo ,le ho sritto che non mi piacciono le carnevalate ne vostre ne nostre ..( che ci posso fa?) poi i tanti che sobriamente sfilano li noto mi fa piacere ,però se continuate ad essere così per ma lo si ,la vedo nera….c’è sempre qualcuno nella vita di chiunque che non piace che non rispetta ,( ma facciamocene una ragione ,omo e etero..ma chi se ne frega?!!!!io non sono contro di VOI,no tanto per chiarire….saluti….

  • Alessandro Carion

    @marmotta, io rispetto il suo dissociarsi da certe immagini, ne possiamo parlare (visto che nonostante quello che afferma io sono per il dialogo), magari ci troveremo anche d’accordo su tante cose, mi creda, perché certi situazioni non le colgo pienamente nemmeno io. Però non accetto che si riduca tutto a quelle immagini, non si sappia che c’è ben e soprattutto altro, come è stato scritto bene da Michela nel post iniziale. Questo lo trovo scorretto, anche perché vi focalizzate unicamente su quello, ripetendo all’infinito le solite due frasi, e non dita nulla su tutto il resto, che c’è, esiste, è molto più importante, e di cui ne siete a conoscenza.

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