Politica
30 Dicembre 2014
Si torna anche a parlare di accorpamenti tra Province: Tagliani scettico sulla fusione con Bologna

Il consiglio regionale ai blocchi di partenza

di Redazione | 5 min

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da sinistra: Alan Fabbri e Marco Pettazzoni (Lega Nord), Marcella Zappaterra e Paolo Calvano (Pd)

L’insediamento del consiglio. L’elezione di Simonetta Saliera a nuova presidente dell’assemblea legislativa regionale apre ufficialmente la decima legislatura della Regione Emilia-Romagna. “Mi impegnerò per essere all’altezza dei compiti di questo importante ruolo istituzionale e politico, richiamando tutti noi ad esercitare il nostro mandato con libertà, integrità, onore e dignità”, ha dichiarato ieri la neo presidente in aula.

Nel suo primo intervento Saliera ha sottolineato l’impegno per una società giusta e democratica, per ricostituire il legame di fiducia tra cittadini e istituzioni ed evitare il rischio  che la democrazia degeneri  in forme che fanno da battistrada a soluzioni autoritarie. Lavoro, crescita e occupazione, le priorità indicate. “È imperativo dare risposte – ha sottolineato  – alla rabbia sociale e a una sfiducia che ha superato i livelli di guardia. Il compito della politica è far sì che nessuno resti solo. Vogliamo impegnarci perché i diritti dei deboli non diventino mai diritti deboli”.  “Facciamo sì – ha concluso Saliera – che la decima legislatura sia all’altezza dei problemi che siamo chiamati a governare”. Iscritta al Partito Democratico, nella passata legislatura vicepresidente e assessore regionale a finanze, Europa, cooperazione con il sistema delle autonomie, semplificazione, trasparenza e politiche per la sicurezza, la Saliera è stata eletta con 43 voti a favore e sei astenuti su 49 consiglieri presenti in aula.

La prima seduta della nuova assemblea legislativa ha visto anche l’elezione del nuovo ufficio di presidenza. Ne fanno parte Ottavia Soncini (Pd, 32 voti) e Fabio Ranieri (Ln  12 voti) nel ruolo di vicepresidenti; Yuri Torri (Sel,  31 voti) e Matteo Rancan (Lega Nord, 11 voti) in quello di consiglieri segretari; Tommaso Foti ( Fratelli d’Italia, 11 voti) e Giorgio Pruccoli (Pd, 30 voti), in quello di consiglieri questori. La nuova assemblea legislatura uscita dalle elezioni regionali dello scorso 23 novembre si è insediata questa mattina a Bologna, sotto la guida di Piergiovanni Alleva (Altra ER) presidente pro tempore in qualità di consigliere più anziano. Durante la seduta su invito della presidente Saliera è stato osservato un minuto di silenzio in memoria delle vittime dello scontro tra due mercantili al largo delle coste di Ravenna.

unnamed (37)Alan Fabbri. La prima seduta della nuova assemblea legislativa è stata il battesimo del fuoco in Regione per Alan Fabbri, che nel suo intervento di apertura ha puntato principalmente su tre tematiche: “Lavoro, sanità, ricostruzione – sono le parole dell’ex candidato alla presidenza della Regione -. La Lega sarà critica e attenta, ma al tempo stesso costruttiva se le scelte saranno operate nell’unico interesse dei cittadini emiliano romagnoli”. Nel tracciare la linea dell’opposizione in Regione, Fabbri ha anche augurato a Stefano Bonaccini “buon lavoro”, prima di chiarire il compito di controllo che verrà preso in carico dall’opposizione: “Due ruoli chiave per vigilare sulle scelte del presidente – dice Fabbri –: la vicepresidenza e l’incarico di segretario ci consentiranno di giudicare, valutare e, per quanto possibile, indirizzare le scelte della Regione. Così vogliamo ‘blindare’ la presidenza, per esercitare al meglio il nostro ruolo di controllo e vigilanza. Vogliamo essere opposizione incisiva, seria, responsabile. Non accetteremo che le risorse degli emiliano romagnoli siano sperperate per clandestini e rom. E protesteremo con azioni eclatanti se non sarà concessa la zona franca per i terremotati e gli alluvionati. In sanità priorità deve essere il taglio delle liste d’attesa. Via enti inutili, come la consulta degli emiliano romagnoli nel mondo. Meno tasse e più investimenti per il lavoro, emergenza prioritaria per la nostra regione”.

Paolo Calvano: Il consigliere ferrarese del Partito Democratico, Paolo Calvano, si schiera invece al fianco del presidente della Regione per quanto riguarda la riduzione dei costi degli enti locali: “Bonaccini – afferma Calvano – ha annunciato nuovi tagli ai costi di Assemblea regionale e Giunta. Come PD oggi in Aula abbiamo già annunciato la nostra piena disponibilità ad una nuova sforbiciata. Consapevoli comunque che il taglio dei costi deve essere affiancato da una politica e da politiche efficaci. Obbiettivo: ricreare un rapporto di fiducia tra istituzioni e cittadini”.

Accorpamento delle Province: Nel frattempo si torna a porre l’attenzione sul tema dell’accorpamento delle Province, argomento sul quale il neopresidente della Regione Stefano Bonaccini ha rilasciato esplicite dichiarazioni alla Gazzetta di Modena. “Dobbiamo metterci subito al lavoro per avere in questa Regione non più le nove province attuali ma al massimo quattro aree vaste”, sono le parole di Bonaccini, che si dichiara deciso ad anticipare l’iter di riforme istituzionali in programma a livello nazionale. L’obiettivo è quello di procedere con gli accorpamenti entro il 2017: “Lo sapete: sono uno che pensa che dovremmo arrivare alle aree vaste prima dello scadere dei due anni, termine entro il quale le province verranno cancellate in Costituzione se l’attuale riforma andrà avanti”. Queste le parole riportate dal quotidiano modenese, che avanza anche alcune ipotesi sulle decisioni finali: Reggio Emilia insieme a Modena per formare l’area della Grande Emilia, mentre Ravenna, Rimini e Forlì-Cesena accorpate nell’area della Romagna. E Ferrara? Tre le ipotesi in campo, dal momento che potrebbe rientrare proprio in questi due nuovi enti o venire inglobata nell’area di Bologna.

Per fare chiarezza abbiamo chiesto l’opinione di Tiziano Tagliani, sindaco e presidente della Provincia di Ferrara, che sottolinea come la decisione finale dovrà tener conto delle caratteristiche e dell’unità del territorio estense: “Decideranno le amministrazioni locali e i cittadini di Ferrara – afferma Tagliani -. Ma di certo il criterio non sarà quello di guardare ‘dove si mangia meglio’, ma sarà legato alle sinergie tra i territori, cioè all’utilità per cittadini e imprese di inserirsi nell’uno o nell’altro territorio. E non bisogna trascurare la necessità di mantenere la nostra unità territoriale”. Indispensabile quindi per il presidente della provincia che l’accorpamento sia ‘in blocco’ e senza frazionamenti (il pensiero va soprattutto all’anima ‘romagnola’ di Comacchio e dei Comuni limitrofi). Riguardo alle tre ipotesi in campo per la Provincia estense, Tagliani si mostra scettico soprattutto verso l’accorpamento con il capoluogo regionale. “Non è così semplice, dato che con Bologna c’è ancora un problema di compatibilità tra area metropolitana e area vasta, che nessuna legge ha ancora chiarito, quindi bisognerà innanzitutto fare chiarezza su alcuni aspetti normativi. Diciamo che la fusione con Modena o con la Romagna sarebbe più semplice da questo punto di vista, mentre quella con Bologna ha più vantaggi per quanto riguarda l’unità territoriale”.

RIVEDI IL VIDEO INTEGRALE DELLA PRIMA SEDUTA

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