Rimane in carcere uno solo degli operatori socio sanitari indagati mentre sono stati decisi gli arresti domiciliari per nove sanitari arrestati per i maltrattamenti su alcuni pazienti degli Istituti Polesani di Ficarolo.
È quanto ha deciso ieri mattina il Tribunale del Riesame di Venezia nonostante le difese di nove indagati avessero chiesto il ritorno in libertà o una mitigazione della misura cautelare. Per sei di loro niente udienza poiché è stata direttamente depositata la decisione del gip Carlo Negri che aveva concesso i domiciliari a sei indagati – cinque operatori sociosanitari e un medico – ovvero Tiziano Gaio, medico, e gli oss Gianni Balzan, la ferrarese Candida Visentini, Elena Chieregato, Monica Soriani, Daria Furini e Barbara Destro. Domiciliari anche per le altre tre oss Lisa Simonetti Lorena Cannizzaro e Marisa Visentin. A rimanere per ora in carcere è il solo Orazio Tiberio Muriana mentre rimangono in libertà altri cinque operatori indagati.
Per tutti resta l’ipotesi di reato è quella di maltrattamenti: per la procura gli indagato avrebbero messo in atto continue violenze fisiche e percosse con schiaffoni, scarpe da ginnastica, panni di tessuto, peluche e bastoni di scopa, ma anche strattoni, prese per i capelli, spinte, lanci sul letto e sulla sedia a rotelle. Il tutto sotto l’occhio indifferente di altri colleghi. Ma oltre alle violenze fisiche, secondo l’accusa, si aggiungevano anche quelle psichiche con insultati e comportamenti degradanti, facendo indossare scarpe da ginnastica a ospiti allettati o denudandoli, anche nel corridoio, di fronte agli altri.
L’azienda ora punta ai licenziamenti di tutti e 10 i dipendenti ripresi dalle telecamere mentre perpetravano violenze nei confronti dei pazienti.