Cronaca
12 Marzo 2014
Due cittadini ucraini fermati con una bicicletta e un computer rubati, ma non ne conoscevano la provenienza

Ignari del carico illecito, assolti dal tribunale

di Redazione | 1 min

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Muoiono dopo essere usciti dall’ospedale. Aperte due inchieste

Due morti sospette in due giorni, a poche ore di distanza l'una dall'altra, entrambe dopo le dimissioni dagli ospedali di Cattolica e Cona. La prima è avvenuta lo scorso 26 febbraio ad Argenta, dove a perdere la vita è stato il 55enne Sebastiano Mirabile. Il giorno successivo invece, il 27 febbraio, a Ferrara è morto un 45enne di nazionalità egiziana

Caduto dal tetto a Monestirolo, muore durante il ricovero

Non ce l'ha fatta Marco Romagnoli, maresciallo dell’Aeronautica Militare di 52 anni che, venerdì (27 febbraio) sera, poco dopo le 22, era caduto dal tetto di una vecchia casetta di campagna che aveva ereditato in via de Prati a Monestirolo

(immagine di repertorio)

(immagine di repertorio)

Erano stati fermati nello scorso agosto dalla guardia di finanza mentre trasportavano un carico sospetto su un furgone lungo corso Piave, in zona stadio, tanto che le fiamme gialle avevano deciso di procedere a un controllo per verificare che non si trattasse di merce e materiale di provenienza illecita. Un’ipotesi subito avvalorata dai riscontri con la centrale, che avevano evidenziato una bicicletta, tra le varie accatastate nel furgone, e un computer di cui erano stati denunciati i furti in quelle settimane. È così che i cittadini ucraini D. S. e R. T. sono finiti sotto processo con l’accusa di ricettazione.

Un’accusa che non ha però trovato riscontro durante le udienze in tribunale vista l’assoluzione dei due imputati, entrambi difesi dall’avvocato Emiliano Mancino. Secondo la linea sostenuta dal legale, mancavano infatti gli elementi soggettivi per dimostrare che i due imputati fossero a conoscenza della provenienza illecita del materiale. I due avevano infatti acquistato il carico per poi regalarlo ai familiari in Ucraina, ma nessun elemento in mano all’accusa ha potuto dimostrare la loro mala fede in questo proposito. Durante le udienze gli imputati hanno affermato che i sospetti sorti durante il controllo erano dovuti anche alle difficoltà linguistiche, che avevano creato difficoltà nello spiegare agli agenti delle fiamme gialle per quale motivo trasportassero due oggetti rubati in mezzo al loro carico.

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