Emergenza Grattacielo. Il Terzo Settore in prima linea
Di fronte all'emergenza che ha coinvolto le persone sfollate dal Grattacielo di Ferrara nella giornata di giovedì 12 febbraio, il Terzo Settore si è messo subito al lavoro
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Non è solo uno slogan, ma una convinzione profonda che mette in relazione diretta i diritti di chi lavora con i diritti di chi riceve un servizio: la Fp Cgil di Ferrara dà il via a una campagna ambiziosa che punta a ridisegnare il futuro dei servizi pubblici e privati del nostro territorio
Sono stati portati in carcere, con le accuse di rissa e lesioni, quattro dei sei protagonisti della violenta lite a colpi di martello e fendenti d'arma bianca avvenuta, durante il primo pomeriggio di venerdì 13 febbraio, in via Vivaldo Vivaldi, a Pontelagoscuro
Avrebbe trasformato la vita dei genitori in un incubo fatto di insulti, minacce e continue richieste di denaro
La consigliera dem interroga la Regione: "Innalzamento anomalo con conseguenze evidenti dall'erosione di dossi e argini alla perdita di isolotti fondamentali per la nidificazione e alterazione della salinità dell'acqua"
Comacchio. “Su un progetto dai metodi e contenuti discutibili, il mattone supera gli schieramenti politici e unisce le amministrazioni di Comune, Provincia e Regione”.
È il lapidario commento di Legambiente al nuovo progetto di sviluppo turistico, recentemente presentato, che unisce le amministrazioni di Comune, Provincia e Regione e che prevede un investimento di circa 180 milioni di euro con una partnership tra pubblico e privato, di cui circa 35 milioni messi dal pubblico.
Legambiente si dice fortemente preoccupata per i contenuti del progetto sia dal punto di vista urbanistico che dall’entità delle nuove cementificazioni: “Nelle previsioni progettuali – commenta l’associazione -, da una prima analisi di quanto proposto, emerge infatti un carico di urbanizzazione e quindi di nuovo cemento assolutamente non compatibile con la quantità di edificazione che quel territorio e la costa regionale hanno subito in questi anni, e ben poco coerente con l’area di pregio naturalistico del Delta del Po”. L’associazione è rimasta inoltre “stupita dalle modalità con cui è stato presentato il progetto, al di fuori di ogni meccanismo di partecipazione attiva di cittadini e associazioni e senza alcuna condivisione d’intenti né coinvolgimento nelle scelte dell’amministrazione”. “Un metodo – osserva Legambiente – ben lontano dai criteri di trasparenza, e di quella adeguata condivisione richiesta da un progetto così rilevante per il territorio comacchiese e della costa emiliano-romagnola. Sembrerebbe invece di scorgere la solita ed abusata abitudine di adoperare varianti importanti agli strumenti urbanistici, decidendole a tavolino con i portatori di interessi economici, e calandole poi sul territorio. È evidente che il litorale comacchiese abbia bisogno di una riqualificazione turistica. E sicuramente l’individuazione di risorse private per la promozione del turismo e dell’economia in quest’area è un’operazione virtuosa. Ma in un Comune come quello di Comacchio – continua Legambiente -, fortemente scosso in passato sia dal punto di vista politico che giudiziario proprio a causa dei temi urbanistici, sembrerebbe opportuno che le scelte adottate per questo importante ed impattante progetto di trasformazione territoriale vengano prese nella maniera più trasparente possibile”.
Nonostante i diversi partiti di appartenenza e le comuni promesse riguardanti lo stop al consumo di suolo, per Legambiente “pare proprio che il sindaco Fabbri, la Presidente della Provincia Zappaterra e l’assessore regionale Melucci si trovino d’accordo quando si tratta di riversare nuovo cemento sui nostri territori”.
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