Comacchio
4 Dicembre 2013
"Si è ritenuto di approfondire diversi aspetti tecnici e di gestione sulla base dei quesiti posti durante l’incontro"

San Camillo, scarsi spiragli dal vertice in prefettura

di Daniele Oppo | 2 min

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Due nuovi commissari e un primo dirigente per la questura di Ferrara

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admin-ajax (14)Dopo il vertice di ieri (martedì 3 dicembre) in prefettura tra i presidenti di Regione e Provincia Vasco Errani e Marcella Zappaterra e i rappresentanti comunali di Comacchio con in testa il sindaco Marco Fabbri, gli spiragli per sperare in qualche passo indietro sulla vicenda San Camillo sembrano ridursi sempre più al lumicino.

Nel comunicato diramato dalla prefettura nella mattinata di oggi, mercoledì 4 dicembre, viene ribadito che uno dei cavalli di battaglia dei comacchiesi e della Consulta popolare in difesa del San Camillo, ovvero gli accordi presi con la Regione nel 2001 (poi rimodulati nel 2006) non valgono più: “Chiarito – si legge nel comunicato -che il precedente accordo del 2001 di rimodulazione organizzativa dell’ospedale, integrato e modificato nel 2006, si è esaurito in considerazione del mutato scenario normativo regionale e nazionale in campo sanitario, dopo ampia e approfondita discussione le parti hanno preso atto della programmazione approvata in sede di Conferenza socio sanitaria del giugno 2013”. In poche parole, il piano di riorganizzazione provinciale non si tocca. “Tuttavia – conclude il comunicato – si è ritenuto di approfondire diversi aspetti tecnici e di gestione sulla base dei quesiti posti durante l’incontro, in risposta ai quali il direttore dell’Azienda Usl riferirà al presidente della Conferenza socio sanitaria ed al sindaco di Comacchio”.

Parole che non hanno il suono della novità per Manrico Mezzogori, leader sempre più in trincea della Consulta popolare:  “Sappiamo benissimo che gli accordi del 2001 e del 2006 non valgono più e che il contesto è cambiato – commenta -, ma gli accordi si modificano e se ne fanno degli altri prendendo in considerazione le nuove situazioni come è stato fatto proprio nel 2006. Quello che diciamo da 3 anni – ribadisce con forza – è che vogliamo discutere con Errani presentando un nuovo progetto che prenda in considerazione le nuove condizioni e sapendo benissimo che dovremo mangiarci la nostra fetta di sacrifici”. Sulla possibile apertura in merito agli aspetti tecnici della gestione Mezzogori è caustico: “È una presa per i fondelli, sono le stesse cose che Errani ha detto nel maggio 2012, ma il perimetro delle loro decisioni non si sposta”

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