Costo carburanti, un lunedì nero
Secondo i dati diffusi da Federconsumatori, lunedì 16 marzo il 44% dei distributori ferraresi ha superato la soglia dei 2,1 euro al litro per il gasolio, mentre sono sempre più rari gli impianti sotto i 2 euro
Secondo i dati diffusi da Federconsumatori, lunedì 16 marzo il 44% dei distributori ferraresi ha superato la soglia dei 2,1 euro al litro per il gasolio, mentre sono sempre più rari gli impianti sotto i 2 euro
Ha acquistato una pistola pur essendo in possesso di un titolo di polizia scaduto: per questo una persona residente in provincia di Ferrara è stata denunciata alla competente autorità giudiziaria dalla Polizia di Stato
L'unico - e ultimo - fotogramma di cui ha memoria è quello in cui lui impugna l'arma bianca, poi il buio. Black-out totale. Non ricorda altro, né si spiega come possa aver fatto quello di cui oggi lo accusano, il 76enne che ha colpito la moglie 71enne al torace con un coltello
Momenti di paura durante la serata di domenica 15 marzo in via Darsena, dove una studentessa ha raccontato di essere stata rapinata mentre rientrava a casa dopo una serata con alcuni amici in centro
Dramma all'interno del carcere di via Arginone, dove un detenuto italiano di 55 anni è morto soffocato in cella, mentre stava consumando la propria cena
Undici condanne e quindici assoluzioni. Si conclude così il primo grado del processo Automec relativo alla maxi truffa di auto di lusso scoperta dalla guardia di finanza nel 2010. Dopo appena un’ora di camera di consiglio il tribunale collegiale composto da Marini, Giorgi e Attinà, ha letto nell’aula b del tribunale di Ferrara il verdetto.
Un verdetto che vede confermata l’ipotesi più grave dell’associazione a delinquere, ma limitata a Pasquale Francesco Sbarro, amministratore delle presunte società fittizie che avrebbero fatto da ponte tra Ferrara e San Marino per la compravendita delle vetture; Mauro Bertoni, commerciale di Automec; e Franco Maestri, amministratore delegato di Automec fino al 2007. Roberto Baruzzi, ex direttore dell’Ascom di Ferrara alla fine degli anni ’90, per il quale la pubblica accusa aveva chiesto 4 anni è stato assolto (chiesto 4 anni). Bertoni e Maestri invece sono stati condannati per altri capi di imputazione rispettivamente a 3 anni e 8 mesi e 3 anni e 6 mesi. Sbarro a 3 anni e mezzo.
Scagionati da ogni accusa anche Luigi Armani, Franco a Giancarlo Tomasi, Claudio Frassina, Luigi Armani e Marco Calura. Il pm Alberto Savino aveva inoltre già chiesto l’assoluzione in sede di requisitoria per Giorgio Baruffa (commercialista di Automec, inizialmente accusato di associazione a delinquere), Paola Carucci, Vincenzo D’Ascia, Giovanni Lorenzi, Giuseppe Minardi, Livio Penazzi, Gian Paolo Pirani, Stefano Poltronieri, Roberto Pozzerle.
Il tribunale ha poi comminato la pena di 2 anni a Vittoria Biondi, 1 anno e 8 mesi a Mauro Cestari, 1 anno e mezzo a Federica Giannini, Stefano Caniati, Patrizia Ferraretti, Ilario Crudeli e Maurizio Bianchi, 1 anno a Stefano Schiavulli.
A queste si aggiungono le condanne in rito abbreviato del 9 marzo 2011, quando il gup Monica Bighetti comminò in primo grado 4 anni a Daniele Buzzoni, 3 anni a Benigno Mizar di Verona e 6 mesi a Matteo Marangoni; oltre ai 2 anni e all’anno e 10 mesi inflitti in patteggiamento a Salvatore Spatafora e a Giovanni Principato.
Tutto era partito da una frode carosello costruita attorno all’importazione da San Marino di auto di lusso e che culminò con una maxi frode fiscale da 20 milioni di euro. Gli imputati sarebbero riusciti a vendere sottoprezzo, con ribassi anche del 20%, auto di lusso, incentivando gli acquirenti a rivolgersi nella concessionaria Automec di via Bologna, oggi chiusa. In che modo? Le auto di lusso venivano acquistate a San Marino, senza l’Iva (come permetteva allora la normativa comunitaria), salvo poi compilare un’autocertificazione comprovante il regolare assolvimento dell’imposta prima dell’arrivo della merce sul territorio nazionale. Attraverso triangolazioni con società di comodo, sarebbero state emesse fatture per operazioni inesistenti. Ottenendo un doppio danno: allo Stato e al regime concorrenziale concorrenza del mercato, dal momento che le concessionarie acquirenti potevano praticare a loro volta prezzi altamente competitivi rispetto ai concorrenti “in regola”.
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