Caro Direttore
mi chiamo Elena e sono la mamma di un ragazzone di 15 anni di nome Giacomo. Segni particolari: una montagna di capelli rossi che tanti gli invidiano, una mole di circa 95 kg di peso, una racchetta con rispettiva pallina dalle quali mai si separa neppure quando si reca in bagno! Adora il cellulare con il quale tempesta tutti di telefonat ed ascolta su you tube la stessa canzone decine anzi centinaia di volte.
Fin qui sembra tutto quasi normale per un adolescente, anche perchè Giacomo cammina, nuota, ride e guarda dritto negli occhi chiunque si rivolga a lui ma purtroppo non è cosi. A
causa del suo ritardo cognitivo, del suo comportamento spesso inadeguato e della sua continua oppositività, il neuropsichiatra che lo osservò all’età di tre anni diagnosticò un disturbo psicotico che diventò poi un disturbo pervasivo dello sviluppo. In soldoni tutto ciò significa che Giacomo è un ragazzo disabile, poco autonomo, che mai lo sarà completamente.
Gentile direttore non voglio dilungarmi nell’elencarle le difficoltà e le fatiche infinite che la famiglia di un ragazzo diversamente abile affronta ogni giorno perchè lei sicuramente già le conosce ampiamente, ma credo sia impossibile accettare oltre al danno anche la beffa! E mi spiego: Giacomo come tanti altri ragazzi disabili per ovvi motivi usufruisce del trasporto scolastico. Il pullmino guidato e gestito da persone capaci e responsabili preleva i ragazzi da casa, li porta a scuola e viceversa. La notizia disastrosa che all’inizio dell’anno scolastico ci è giunta è che per molte famiglie quindi per molti ragazzi il servizio di trasporto scolastico è stato sospeso.
Io personalmente con l’angoscia nel cuore mi sono recata dalle istituzioni: Sindaco, Assessore etc. per avere una spiegazione e per cercare una possibile soluzione. In un primo momento tutti sembravano all’oscuro della situazione, poi, dopo qualche breve telefonata è emerso che sono stati necessari tagli e ritagli di circa 60mila euro.
E naturalmente perche non tagliare nei trasporti scolastici??
Io personalmente mi sto arrangiando grazie all’amore di un nonno anziano che a piedi si reca alla scuola di Giacomo e ad una sorella matura e molto presente che chiede permessi a scuola per potere ritirare il fratello. Ma tutto questo non può continuare a lungo!
Io chiedo come può un genitore che conserva per fortuna un posto di lavoro entrare in ritardo ed uscire ogni giorno anticipatamente per portare il proprio figliolo a scuola!
Io Elena e le altre famiglie private di questo indispensabile servizio stiamo ancora aspettando con infinita ansia e scoraggiamento una risposta dalle istituzioni.
Chiedo scusa per la forma e ringrazio per l’attenzione
Elena Alessandri