Cronaca
11 Settembre 2013
La madre del ragazzo ucciso accusata da Maccari di "sputare veleno"

Aldrovandi, il Coisp denunciato per stalking

di Marco Zavagli | 2 min

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admin-ajax.phpDopo l’ennesimo attacco nei suoi confronti lo aveva annunciato tramite il suo legale: stiamo valutando l’ipotesi dello stalking. Ora quella ventilata possibilità si è concretizzata con una querela. Ieri mattina Patrizia Moretti ha denunciato Franco Maccari e “ogni altro soggetto che fosse ritenuto responsabile” per stalking e diffamazione.

Il segretario generale del sindacato di polizia, divenuto celebre proprio in seguito alle manifestazioni in favore della scarcerazione dei quattro agenti pregiudicati per l’omicidio colposo di Federico Aldrovandi, è chiamato in causa ex art. 612bis del codice penale perché i suoi continui interventi contro la madre del ragazzo ucciso avrebbero ingenerato nella donna “un grave stato di ansia”. In sostanza la madre teme anche solo di parlare in merito al suo lutto. La frena il timore che “il Coisp tramite i suoi esponenti organizzi manifestazioni di provocatoria protesta in prossimità fisica con i luoghi da lei frequentati”. La “fondata preoccupazione” è che “ogni sua lecita espressione di pensiero con riferimento alla vicenda della morte di suo figlio divenga pretesto per il Coisp per una campagna gravemente denigratoria e offensiva nei suoi confronti e nei confronti della memoria di Federico”.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato il comunicato del sindacato diffuso lo scorso 22 agosto. Pochi giorni prima Maccari aveva querelato a sua il consigliere Pd del Comune di Bologna, Benedetto Zacchiroli, che si era espresso a sostegno della Moretti. Quest’ultima era intervenuta parlando di “continua ricerca di conflitto” da parte del Coisp. Il sindacato ha risposto il giorno successivo, parlando di “ingiustificate, gratuite e immotivate cattiverie” da parte della Moretti, che  avrebbe “sparso veleno a profusione sul Coisp e sulle Forze dell’Ordine”, “basandosi su argomentazioni fasulle” (le motivazioni delle sentenze di condanna).

Maccari andò oltre, arrivando ad accusare la donna di aver sfruttato cinicamente la morte di proprio figlio per scopi personali (“Lei, né tutti i suoi sostenitori che in questa storia drammatica hanno intravisto un’ottima campagna più che altro politica in cui gettarsi come avvoltoi”) e di “trincerarsi dietro al dolore del lutto per infierire sugli altri senza argomentazioni valide”.

Accuse che si aggiungono a quelle dette all’indomani del sit-in dello scorso 27 marzo a proposito della foto di Federico scattata sul tavolo dell’obitorio (Maccari disse che non era veritiera e che non venne ammessa a processo), che già valsero al sindacalista una prima denuncia. Più che sufficiente quindi per far partire una seconda denuncia per diffamazione, alla quale si aggiunge quella per stalking.

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