Cronaca
11 Settembre 2013
Sono 14 i medici e infermieri al centro dell'inchiesta, ma la richiesta di incidente probatorio rallenta i tempi dell'anestesia

Stop all’autopsia per la misteriosa morte a Cona

di Redazione | 1 min

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admin-ajax (21)È morta il primo settembre nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale di Cona ma nessuno, ad oggi, è riuscito a chiarire le cause della tragedia ai famigliari. E le indagini, coordinate dal pm Barbara Cavallo e che vedono 14 medici al centro dell’inchiesta per l’omicidio colposo di Marcella Vecchi sono ferme, bloccate dalla richiesta di incidente probatorio avanzata da Giovanni Trombini, legale di uno degli indagati. Impossibile quindi procedere all’autopsia, almeno finchè il gip non avrà accolto la richiesta dell’avvocato e non avrà nominato un nuovo consulente per le perizie sul corpo della donna.

La Vecchi era stata ricoverata a fine luglio al Sant’Anna per problemi all’apparato dirigente, ma nel giro di breve tempo un aggravamento improvviso ne aveva compromesso l’attività respiratoria e aveva costretto lo staff del Sant’Anna a trasferirla al reparto di terapia intensiva, dove si è spenta il primo settembre. Nel registro degli indagati depositato in procura sono presenti i nomi di alcuni medici dei reparti di chirurgia d’urgenza, anestesia e rianimazione, oltre che due consulenti nefrologi e due infermiere.

Dopo aver informato la procura dell’accaduto anche la direzione del Sant’Anna ha avviato un’indagine interna, per far luce sul percorso clinico della donna e scoprire se siano stati commessi errori negli interventi a cui è stata sottoposta. Alessandro Zironi, figlio della donna scomparsa, è invece parte offesa.

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