Cronaca
24 Agosto 2013
Da fonti informali l'uomo sarebbe un collaboratore di giustizia. Ore di trattativa per la polizia

Pentito minaccia di darsi fuoco

di Redazione | 3 min

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foto (10)Un uomo ha minacciato di darsi fuoco e di fare esplodere l’intero condominio nella tarda mattinata di ieri, 23 agosto, in un appartamento nella zona di via Bologna. Sul posto sono intervenuti polizia, vigili del fuoco e 118. Nelle prime ore, attorno alle ore 14, due poliziotti sono riusciti a convincere l’uomo a farli entrare nell’appartamento, dove sono rimasti a trattare per circa mezz’ora. L’inquilino sembrava essere stato riportato alla ragione, ma ha in seguito ha chiesto di essere lasciato da solo ed è rimasto chiuso tra le mura domestiche, mentre attorno alla palazzina si radunava una piccola folla di giornalisti, curiosi e forze dell’ordine.

Dalle informazioni raccolte sul posto sembra che sia stato proprio lo stesso aspirante suicida a chiamare la questura, ma i suoi gesti avevano già attirato l’attenzione dei vicini e dei passanti, alcuni dei quali lo hanno visto minacciare di darsi fuoco dalla finestra, dalla quale si era affacciato cospargendosi il petto con una bottiglia d’alcol e affermando di aver aperto il gas della propria abitazione. Tre ragazzi di un condominio adiacente affermano di averlo sentito gridare la sua rabbia per un credito del quale attende da tre mesi la restituzione, forse poche centinaia di euro, ma tutti i condomini riferiscono di non conoscerlo ancora, in quanto giunto da pochissime settimane (due o tre secondo i residenti) a occupare quell’alloggio. È stata fatta intervenire anche Hera affinché fosse chiuso per sicurezza il gas nell’intero condominio, mentre tutti i condomini sono usciti dai rispettivi alloggi per precauzione.

Nelle ore successive la polizia ha svolto una lunga fase di trattative, con alcuni dirigenti della questura che sono entrati nella palazzina per incontrare privatamente l’uomo. Le informazioni al riguardo sono ovviamente riservate alle forze dell’ordine, che a un certo punto hanno chiesto ai cronisti e a chi sostava davanti alla piazzola di allontanarsi per non aggravare il – già complicato – stato emotivo del condomino. Gli operatori sanitari nel frattempo avevano già preparato una dose di sedativo nel caso la situazione fosse degenerata, ma gli agenti di polizia sono riusciti a mantenere la situazione sotto controllo e un contatto costante con l’appartamento.

pentito 2Da fonti informali si è poi appreso che l’uomo è un collaboratore di giustizia inserito in un programma del Ministero degli Interni, arrivato da pochissimo tempo nella città estense. Parlando con i suoi vicini di casa e con i titolari delle attività limitrofe si scopre inoltre che già nelle scorse settimane la polizia e un’ambulanza erano intervenute almeno una volta presso lo stesso appartamento. Dalle loro descrizioni l’uomo (“un bel ragazzo” – afferma una negoziante -) avrebbe circa 40 anni e sarebbe una persona molto riservata. L’emergenza è durata fino alle 18 circa, quando la mediazione degli uomini della questura ha consentito di riportare il collaboratore di giustizia alla ragione, grazie anche all’intervento di alcuni parenti e amici dell’uomo chiamati a rassicurare l’uomo sulla sua situazione emotiva e finanziaria.

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